Il significato della parola GENOCIDIO

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Di Alessia C. F. (ALKA)

Devo spiegare una cosa che mi preme e per evitare di leggere cose molto sbagliate come la frase “il caso della Palestina e del genocidio in atto dall’entità israeliana occupante”.

E’ notoria la mia posizione a favore della Palestina… come è notoria la mia posizione sulla stupidità, ecco questa non la tollero.

“Peggio della Guerra” di Daniel Jonah Goldhagen non ha inserito nella lista dello sterminio la Palestina. Però è facile intuire chi è l’autore…

Allora è il caso di spiegare cosa è un Genocidio, è la distruzione sistematica di un intero gruppo, razziale o religioso. E’ una questione di numero, infatti nella lingua italiana le parole hanno un senso e queste descrivono un fenomeno in base alla sua ampiezza: per definire genocidio i numeri sono importanti. In italiano le parole pandemia ed epidemia esprimono due concetti estremamente differenti. Concetti differenti che portano OMS ad adottare protocolli differenti. Allarme differente… misure differenti. Chiaro il concetto?

Ritorniamo alla parola genocidio: deve essere presente un numero importante di persone uccise in relazione alla popolazione considerata. Per parlare di genocidio è obbligatorio tenere in considerazione il forte saldo demografico negativo. Se al contrario accade a quella popolazione di crescere di numero, può essere che qualcuno desidera sterminarla (verissimo), ma evidentemente non ci riesce, quindi “nonostante le tante azioni” accade che il risultato si pone ben al di sotto dell’obbiettivo prefissato. La media delle stime parla di 70000-75000 vittime palestinesi in circa 70 anni. Stime che non considero affidabili perché mancano i numeri reali legati ai decessi per stenti, privazioni, mancate cure, elenco lungo. Allora immaginiamo che la stima vera sia di circa 200.000 vittime palestinesi in circa 70 anni, la media annua ci fa capire che non si parla di genocidio. 

In Palestina l’andamento demografico non segnala gravi contrazioni della popolazione. Attaccarsi agli specchi per denunciare una situazione a volte può essere lecito, ma nel caso palestinese non si può parlare di genocidio. Anche con l’attuale tasso parlare di “tentato genocidio non riuscito” è dura, insomma la teoria non regge. Il nome corretto da usare è “tentativo di pulizia etnica”. Su questo allora possiamo discutere.

78 COMMENTS

  1. Un par de balle, non si tratta di genocidio? CERTO CHE NO, ma non mi sta bene comunque che si accusi Israele di aver abbattuto 70 o 200mila parassiti quando si è sempre trattato di legittima difesa o di lievi azioni preventive per dissuadere la merda da gesti sconsiderati miranti, DICHIARATAMENTE, alla distruzione della Nazione ebraica. Troppo comodo spaccare i maroni e poi andare a piangere nel porcile onu perchè Israele li ha trattati male.

    • E dov’eri quando milioni dei tuoi beniamini venivano sterminati e cucinati come galletti amburghesi? Troppo comode le tue lacrime da coccodrillo indigesto a sottolineare che quella non era una ‘razza inferiore’, ma uguale a tutte le altre.

      • non ero ancora nato, mi spiace. Inoltre ho più volte scritto che la prima razza è quella ebraica, non è uguale alle altre, tantomeno a TUTTE le altre.

  2. Dal 2004 soltanto l’Unione Europea ha destinato almeno 5 miliardi di dollari al sostegno dell’autorità nazionale palestinese (ANP). Cosa fa Ramallah di questo fiume di denaro che sopraggiunge da tutto il mondo? Un sacco di cose: passa una ricca diaria alle famiglie dei terroristi ospitati nelle carceri israeliane, finanzia i viaggi in giro per il mondo della presidenza Abu Mazen (presidente, famiglia, cortigiani e servitori compresi), spende soldi in pubbliche relazioni internazionali, e così via.

    D’altra parte, se i soldi ci sono, vanno spesi, no? ogni mese l’Unione Europea destina diversi milioni di euro al rimpolpamento del bilancio di Ramallah. Sciocchezzuole, per un continente la cui economia va a gonfie vele, al punto da consentire di elargire una simile mancetta (sono diverse diecine di milioni di euro l’anno). Questo, beninteso, salvo elargizioni eccezionali, motivate da particolari occasioni meritevoli di encomiabile impegno. Timidamente, un’agenzia ANSA venerdì ha annunciato ai pochi interessati un’iniziativa del governo italiano, che ha devoluto all’ANP uno stanziamento eccezionale di 60 milioni di euro, attinti dal “Fondo per la cooperazione internazionale” (avevamo un fondo così capiente e nessuno ci ha detto niente?!?!). Che poi l’assegnino sarebbe transitato lemme lemme, se non fosse che la notizia è stata divulgata dall’agenzia palestinese Ma’an, che non ha mancato di metterci in imbarazzo aggiungendo che l’annuncio è stato dato dall’onorevole Lapo Pistelli, in qualità non di viceministro degli Esteri, bensì di responsabile degli affari internazionali del PD.

    E dire che il nuovo misterioso round dei “pre-colloqui” fra israeliani e palestinesi si terrà non più a Roma, come si era ventilato fino a qualche giorno fa; bensì a Parigi, che si è dichiarata meno generosa del Belpaese in quanto ad elargizioni (si vede che Oltralpe la crisi deve essere reale. Da noi i ristoranti sono ancora pieni…)

    E mentre negli ambienti istituzionali si fa notare che l’Italia non deve meritare tutte le preoccupazioni e le insonnie notturne dei politici europei se è di così larga manica; a Ramallah e dintorni si pensa al modo più proficuo per spendere questo denaro. Oggi si apprende che Abu Mazen, presidente scadutissimo dell’Autorità Palestinese, dell’OLP, del Fatah e sicuramente di qualche altra carica, ha destinato la somma premio di 6000 dollari a favore di un gruppo musicale ribattezzatosi “Dalal Group”.

    Chi era Dalal? Dalal Mughrabi era una criminale palestinese, che assieme ad altri “patrioti” (si chiamerebbero terroristi, ma ciò in questo momento è intollerabile, perché notoriamente con i terroristi mica ci puoi parlare di pace…) nel 1978 sequestrò un autobus che viaggiava su una strada litoranea nei pressi di Tel Aviv, ammazzando 38 persone, fra cui 13 bambini, che viaggiavano pacifici su un autobus; e ferendone 71. Una delle più efferate stragi – addirittura lo stesso Carter non potè non mostrarsi indignato e raccapricciato – che hanno insanguinato Israele. E quale migliore e fulgido esempio per le giovani anime palestinesi, che mostrare una simile prova di attaccamento ai valori che contano? così, questo gruppetto musicale che fa temere gli One Direction per la loro supremazia fra i teenager palestinesi, ha ricevuto una piccola tranche del denaro che copiosamente ancora arriva a Ramallah. Un bel premio; meritato, non c’è dubbio…

    Il Borghesino 2013

  3. La ‘questione palestinese’ è lungi dall’essere risolta e dal trovare soluzione, soprattutto se chi di dovere getta volutamente benzina sul fuoco. E’ una ‘guerra’ che si trascina da tanti, troppi decenni ma non è destinata a risolversi in tempi brevi, dato che manca la volontà e la convinzione per volerlo fare. Io non intendo fare classifiche sulle violenze reciproche, sempre esecrabili o schierarmi da questa e dall’altra parte, anche se ho sempre sontenuto che Israele, quale stato sovrano aderente all’ONU dal 1949

    dovrebbe evitare di compartarsi come i terroristi che causano attentati sul suo suolo. Lo Stato palestinese, proclamato nel 1988 e ammesso come osservatore permanente dell’ONU nel 2012, ma ancora non riconosciuto come tale da Israele e da altri Paesi, controlla la striscia di Gaza, dalla quale Israele sì è ritirata unilateralmente nel 2005, parte della Cisgiordania e Gerusalemme est, tutti territori che Israele ha comunque occupato dal 1967. Fino a che le parti non verranno portate a ragionare intorno ad un tavolo sotto l’egida dell’ONU per concordare la divisione corretta in due Stati, gli attriti continueranno ad esserci e le persone a morire. Ovviamente queste decisioni non possono essere prese unilateralmente o forzando la mano, con il risultato di acuire solo le violenze. Purtroppo non credo che fino a che la maggior potenza mondiale sarà governata da uno stolto non potremo vedere risolvere l’annosa questione e non ci resta che confidare sul buon senso delle parti in causa.

    • “Purtroppo non credo che fino a che la maggior potenza mondiale sarà governata da uno stolto non potremo vedere risolvere…”
      Già, invece quando era governata dal premio nobel per meriti picoret, tanta roba!

      • Non avrà fatto niente di che in merito, ma di certo lui non ha sulla coscienza le centinaia di morti di questi giorni.

          • o è stupida la protesta? Quegli animali devono mettersi nelle corna che non contano nulla, sono solo merda che l’eurabietta rossa si ostina a mantenere, più ne crepano meglio è per l’umanità.

          • Alla faccia che non sottoscrivevi decisioni unilaterali! 😀 Le proteste hanno una causa, una provocazione. Vorrei vedere se Trump decidesse di spostare l’ambasciata americana a Milano, sostenendo che il resto d’Italia con i suoi migranti è un cesso di paese, se nessuno direbbe nulla. 😀

        • stronzate. il problema di obama non è che non ha fatto niente, è che ha fatto male e pure in maniera viscida, sotterranee. le guerre combattute, favorite, alimentate sottobanco e senza troppi clamori mediatici sono diverse.

          • Non so a cosa ti riferisca, ma il più grosso appunto che muovo ad Obama il pacifista è proprio quello di non aver ritirato il proprio esercitodalle zone di guerra durante due lunghi mandati. Per il resto ci sta pensando Trump a mettere in luce quello che di buono ha fatto, nel tentativo di cancellarlo. 🙂 Addirittura il suo partito ha votato a favore dell’ ‘Obama Care’. Che smacco!

          • la guerra in libia, le ingerenze in ucraina, non aver ritirato le truppe dall’iraq anche se lo aveva promesso, l’aumento di quelle in afganistan…non male per un premio nobel.

          • Quando lasciavo commenti sul Fatto.it l’ho specificato più volte quelle che sono state le motivazioni del Nobel per la pace assegnato a Barack Obama e che non c’entrano con gli interventi militari. Lascio il link di un breve articolo dove sono sintetizzate, in primis il dialogo e l’apertura attraverso il dialogo al mondo musulmano (Stati sovrani). Quello che sempre mi viene in mente quando viene menzionato il Nobel per la pace è che è difficile comprendere come possano averlo assegnato ad Henry Kissinger ma anche a Rigoberta Menchù Tum.
            http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_09/obama-motivazione-premio-nobel-pace_de0e07f8-b4ba-11de-939a-00144f02aabc.shtml

          • La motivazione precisa era stata la seguente: ‘ per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli’. Per carità ,potrebbe anche starci alla fine di un mandato presidenziale, ma Obama si è insediato alla Casa Bianca a fine gennaio 2009 e il premio gli è stato consegnato ad ottobre dello stesso anno. Precedentemente non si eram mai sentito parlare di lui e d una sua attività intenazionale (che non c’era in effetti stata). Per la ‘diplomazia’ potrei addirittura dire che ha fatto più la Clinton di lui. Voglio presumere che sia bastato il colore della sua pelle a distendere simbolicamente le relazioni internazionali proprio perchè era la dimostrazione vivente che l’America era aperta al dialogo con tutti e non precludeva occasioni a nessuno, ma sull’impegno’ di Barack, in otto o nove mesi, sinceramente io mantengo la mia convinzione. 😉

          • Ma non era mia intenzione farti cambiare idea, probabilmente nel mio commento traspare un’intenzione che non c’è.
            Non ho ricordato le motivazioni del’assegnazione di questo Nobel per la Pace a Barack Obama allo scopo di sostenerne la legittimità o il valore della scelta ma soltanto per chiarire che non erano legate ai conflitti o interventi militari pun tualmente rinfacciati in altri spazi proprio in relazione al Nobel per la Pace.
            Non c’è nessun Presidente USA degli ultimi decenni che riscuota la mia stima o interesse in particolare, al contrario.

          • Ma certo Crissy, lo so che la tua non era una petizione a favore di obama, ma se scrivi che hai apportato queste spiegazioni di qua e di la, sembra che tu le sostenga e le consideri giuste. A prescindere dai tempi, nonostante l’impegno che Obama possa averci messo in due mandati, nemmeno alla fine questo premio può apparire meritato. Questo non vuol dire che io consideri l’opera obamiana priva di sognificato,ha fatto cose sicuramente buone e ha mancato in altre, per altro non mantenendo promesse fatte e reiterate in più occasioni. Diversamente da te non lo considero nemmeno uno dei peggiori presidenti degli ultimi 30 anni (bella forza! Anch’io apparirei migliore dei Bush e di Clinton.. e mi fermo qui), anzi, ma per meritare un Nobel per la Pace serve di più, molto di più. In quest’ottica, per quello che ha fatto e continua a fare per il salvataggio di migliaia di vite, io credo che l’Italia lo meriti molto di più.

          • il premio a kissinger fa capire come le motivazioni politiche, spesso, siano il vero motivo dell’assegnazione. le motivazioni di carattere “alto” con cui si spiegano i meriti del premiato, sono solo di prammatica. in altre parole il premio a obama è stato conferito in maniera aprioristica, e questo, come dice bene oly, è ben evidenziato dalla tempistica e dalla scarsa notorietà internazionale che l’ex presidente aveva prima di essere eletto alla casa bianca. l’elezione del primo presidente “colored” americano doveva essere salutata con qualcosa di speciale, e quindi quale riconoscimento migliore del nobel? le motivazioni chiaramente sono state confezionate su misura perchè non si poteva dire che il premio era dovuto all’abbronzatura (permetti l’espressione sarcastica). chi segue le notizie, sa che le critiche a obama e alla sua politica estera, sono state vibranti. i suoi tentennamenti, le promesse non mantenute, azioni di guerra fatte passare sotto banco…e proprio in virtù di un premio nobel per la pace, le critiche avrebbero dovuto essere ancora più aspre, soprattutto da parte di chi ha nutrito aspettative eccessive nei confronti di un personaggio che sembrava dovesse rivoltare il mondo come un guanto (in senso positivo). invece l’abbronzatura ha fatto da scudo 🙂

    • dal mio punto di vista, una stato palestinese riconosciuto da Israele, in cambio del riconoscimento reciproco, è più che auspicabile: al primo quassam che scoppia in Israele guerra fino alla distruzione di ogni cosa in palestina.

      • Si, sarebbe auspicabile. Il grosso problema è che nessuno dei due contendenti vuole rinunciare a Gerusalemme e un compromessso in tal senso risulta difficile. I tempi, purtroppo non sono vicini e si allontanano ancor di più.

          • Su quali basi? Se vado a vedere la storia della città, negli ultimi 2000 anni per 1000 (970-1916) è stata sotto il dominio arabo-ottomano, per non contare gli arbori sotto gli amorriti, i tampi babilonesi, quelli romani, i greci, i tolemaici egiziani, i persiani, i britannici. Praticamente ebrea fu solo sotto David verso il 1000 ac e fino al 607 ac con l’arrivo di Nabucodonosor e dal 538 al 331 ac quando arrivò Alessandro Magno. Per carità, anch’io cercherei di consegnarla a loro, anche simbolicamente a refusione dei danni subiti con l’olocausto, ma dovrei anche trovare il modo di rifondere in qualche modo quelli che vi devono rinunciare.

          • chi va via perde il posto all’osteria? Ma il padrone è ritornato ed il posto va ridato. Infatti sfugge ai più che le guerre che gli “ebrei” (ma solo i discendenti di Giacobbe) combatterono per la “terra promessa”, furono contro altri ebrei, tutti parenti stretti di Giacobbe: ammoniti, amaleciti, edoniti, ecc. erano tutti ebrei, quindi quel territorio è tutto assolutamente di Israele; e se è valido il principio che una volta c’erano gli araboidi, deve essere valido anche quello che adesso ci sono gli ebrei.

          • -Chi va via perde il posto all’osteria!
            -Il padrone è tornato e il posto va ridato!
            -Ma l’omino intelligente, tiene il posto e non lo rende!

          • Adesso per la verità ci sono entrambi. Non sono avvezzo frequentare osterie, se non per cenare e solitamente prenoto il posto… 🙂 E’ vero che per la Bibbia siamo tutti figli di Israele (da Cam, Sem e Jafet…), ma non credo che questo conti per il diritto internazionale. Dovessimo decidere io e te, troveremmo la soluzione in una serata, ma purtroppo non è così semplice, ma se mai ci interpellassero quali ‘saggi’ il consiglio giusto l’avremmo. 😉

  4. Mi riesce sempre difficile capire perchè la questione palestinese non trovi una soluzione pacifica tramite accordo ed una soluzione nella costituzione di uno Stato palestinese.
    E’ vecchia di decenni e nonostante i tentativi della comunità internazionale e le risoluzioni ONU, niente sembra muoversi in questa direzione che secondo me è l’unica possibile.
    Quello che ricordo bene invece sono gli attentati dalle Olimpiadi a Berlino all’Achille Lauro ma anche alla sinagoga di Roma. E quel malloppo di notizie tra attentati e morti civili anche bambini in entrambi le due comunità
    Mi è capitato di leggere alcuni articoli di Haaretz che non mi sembra filo governativo e di ascoltare intellettiali e scrittori israeliani che dissentono dalla linea politica di Benjamin Netanyahu, so che anche tra i civili israeliani c’è chi auspica ad una risoluzione pacifica e giovani che rifiutano il servizio militare e finiscono in carcere per questo.
    La logica e il buon senso mi fanno pensare che giunti a questo punto, se c’è la volontà di arrivare a due Stati distinti nel rispetto reciproco della sovranità e dei confini sderve che entrambi facciano un passo indietro per un accordo definitivo che comporterà forzatamente un compromesso. E i vertici politici dovrebbero piantarla di gettare benzina sul fuoco.

  5. succede spesso di usare termini il cui significato reale non è attinente con l’uso che se ne fa. in questo articolo si parla di genocidio. l’altro giorno ho discusso con salvatore sul termine “dittatura”. ma ce ne sono altre: oggi va molto di moda la parola “casta”, e poi, naturalmente, razzista, populista…e gli immancabili e immarcescibili fascista e comunista. spesso i significati delle parole assumono aspetti diversi, diventano altro dal significato originale, praticamente dei neologismi per esprimere concetti che probabilmente un termine esatto non lo avevano. ma lo scopo principale, nell’usare proprio certi termini e non altri, risiede nella volontà di dare, al concetto stesso, l’accezione più negativa, enfatica, roboante e sensazionalistica possibile. per cui se parliamo di fascista non ci viene in mente un tizio vestito di orbace e col fez, di un comunista un tizio che dice “adda venì baffone” o se parliamo di dittatura non pensiamo realmente a un regime totalitario con la polizia politica pronta a sbattere nei gulag o al confino chi osa esprimere idee non conformi ai diktat del potere. se parliamo di genocidio non si può pensare all’olocausto o ai pogrom. ma spesso chi usa certi termini vuole veramente intendere il significato letterario, e allora, in tal caso, il tizio o è uno sciocco oppure sta manipolando le coscienze.

    • Storicamente il marketing della parola Genocidio utilizzato dai palestinesi gli si rivoltò contro, storia e non sentenza personale.
      Spesso in Italia usiamo le parole in modo errato.
      Però sono in tanti che usano le parole per manipolare le persone: PNL e molto altro.
      Appena potrò ti faccio un articolo su un argomento che ha tirato in ballo Uriel Fanelli, ma che non ha spiegato in modo molto esaustivo. Nel farlo suo ha trascurato molti aspetti che sono importanti nella vita reale e vera di tutti i giorni. Parlerò di character assassination

      • Leggevo Fanelli anni fa, forse 4 o 5…poi chiuse il blog e non ne seppi più nulla. Mi fa piacere sapere che lo conosci 🙂

        • In realtà scrive per due agenzie americane, negli anni qua e là è stato beccato alla grande, ha uno stile inconfondibile. Modi di dire e di scrivere che sono pattern. Credo che nel giro di poco tempo avrà nuovamente un vasto seguito, i followers non li ha mai persi. Lo scrivevo giorni fa su una chat privata e subito un suo ammiratore è apparso. Ha ovviamente un vasto seguito di sbufalatori professionisti.
          “Amami o odiami, entrambi sono in mio favore. Se mi ami sarò sempre nel tuo cuore. Se mi odi sarò sempre nella tua mente” William Shakespeare
          Impossibile non conoscerlo, nel modo del web come non fai a conoscere la soda caustica? Quel micidiale che uccide.
          Ovviamente tu sei un suo ammiratore. Io non appartengo alla schiera dei suoi ammiratori e nemmeno alla schiera dei suoi detrattori, mi interessa solo analizzarlo. Sa divertirmi in ogni senso, sia nel bene che nel male (il mio filosofo preferito è Friedrich Nietzsche).
          Spiegami come è nato il tuo nick … mio marito si chiama Paul!

  6. Dal virgolettato riportato in articolo mi pare di capire che il termine ‘genocidio’ è stato utilizzato da qualche giornalista in riferimento al popolo palestinese, sarei curiosa di sapere chi e dove.

  7. Un bel campo Valtur che si estende dalla catena dell’Atlante fino al mar Rosso. Gestione comune delle risorse petrolifere a prezzo fisso, centinaia di migliaia di lavoratori in loco senza necessità di “transumanze via mare”, riforestazione del Sahara con i proventi del petrolio e conseguente riduzione del riscaldamento del pianeta. Questa sarebbe stata l’unica “missione dipace” da compiere in terra africana e mediorientale. Il primo che parla sionista o palestinese che sia, lo si butta a mare. Integrazione 2.0

    • E già che ci siamo un bel po’ di impianti solari di generazione a sali fusi.
      E un po’ di condutture che portano energia elettrica dal sahara all’Europa attraverso l’Italia (si fotta il North-Stream II).
      Se proprio dobbiamo sognare, facciamolo in grande!

  8. Alessia ha ragione: usare termini a vanvera può generare singolari effetti boomerang, dove il sasso lanciato ti ritorna indietro e bam! ti si stampa in mezzo agli occhi .
    Tuttavia, allo stato attuale ed in teoria, per rendere tutti felici e contenti potrebbe sufficiente che i palestinesi andassero a vivere da un’altra parte senza troppi patemi e lamentele. Forse nella Riviera del Futuro suggerita da Fabio.
    Forse sì, o.. forse no?
    Comunque Il governo israeliano si adopera con pazienza a persuadere in tal senso l’ostinata popolazione in oggetto.

    Il film:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_giardino_di_limoni_-_Lemon_Tree
    spiega come funziona il programma di convincimento per i più zucconi. Si avanza di villa in villa, casa in casa, “nascono” insediamenti che devono essere protetti, e via cammin facendo ci si prende un pezzettino di terra alla volta.
    Squadre di bulldozer sembra siano sempre pronte a chiamata, ma deve essere una leggenda.

    Infine può essere interessante osservare tutta la vicenda da prospettive diverse e fare un punto della situazione.
    Il professor Rand, uno storico dell’universtà di Tel Aviv, pare faccia un originale punto della situazione, motivandolo. Una tesi indigesta a molti, ma che consente ai volenterosi di sgombrare il
    campo da un pò di leggende e di guardare in faccia la realtà.
    https://www.theguardian.com/books/2010/jan/17/shlomo-sand-judaism-israel-jewish

    Auguri.

  9. Maledetto Israele, vero?quanto sono cattivi questi sionisti (non so che significa ,ma lo dicono tutti quelli che sono contro gli ebrei)!
    Però chi aggredisce in continuazione chi è?
    Tel Aviv, 18 gen. (AdnKronos/Dpa) – Le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso uno dei due killer responsabili dell’omicidio di un rabbino commesso una settimana fa in Cisgiordania. Durante l’operazione antiterrorismo un agente della polizia di frontiera è rimasto ferito in modo grave, un altro in modo leggero, ha reso noto la polizia con un tweet, dove precisa che il blitz ha portato all’arresto di un altro sospetto. Secondo i media palestinesi l’uomo ucciso di chiamava Ahmed Jarrar, 22 anni, figlio di un esponente di spicco di Hamas ucciso dai militari israeliani durante l’Intifada nel 2002. Il rabbino Raziel Shevach, 35 anni, era stato raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosi da un’auto in corsa.

  10. L’Alto rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini, ha annunciato “un nuovo piano di aiuti ai palestinesi da 42,5 milioni di euro”. La conferma del finanziamento è arrivata in occasione della sessione straordinaria del Comitato di collegamento ad hoc. La Mogherini ha poi ribadito la necessità di una “soluzione a due Stati”, che sia “negoziata da tutte le parti”.

    A parte che E IO PAGO, ai palestinesi 43 milioni e a Israele? Con quale criterio si finanziano i KOMPAGNI FANCAZZISTI PARASSITI MUSULMANI?

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