Una storia di M….

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Uau, leggendo gli articoli che parlano del “problema” ghanese, ovvero la gente che defeca in giro, ho scoperto un mondo.

Ovviamente ci si può fermare al problema contingente, ovvero la mancanza di gabinetti privati nel nord del paese.

La lettura di una decina di articoli di antropologia sulla questione spiega molto.

Essenzialmente il problema è dell’etnia più popolosa del paese, gli Akan.

Un loro proverbio recita: “Wonkoa didi a, wonkoa bene“, che significa, letteralmente “se mangi da solo cagherai da solo”.

Si tratta di una popolazione molto sociale, che vede, per esempio, il fatto di consumare i pasti da solo come una punizione oppure il fatto che si nasconde qualcosa.

E i gabinetti?

Essenzialmente si tratta di tribù che vivono nella foresta, o che ci vivevano fino a pochi anni fa.

E qui ci aiutano i nostri amici antropologi che hanno scoperto che nella  lingua Akan lo Sporco si definisce in due modi:

Efi è lo sporco che proviene da fuori, e che deve essere lavato, lo sporco  di un lavoratore della terra alla fine della giornata, oppure il fango che si attacca addosso al bambino che gioca in una pozzanghera.

Atantane è lo sporco che proviene da “dentro” dal corpo, ovvero feci, vomito e sangue mestruale, tanto per fare un esempio. E questo per loro è particolarmente schifoso e detestabile.

Ne consegue che andare di corpo, pur non essendo una azione che richiede intimità, dato che si tratta di popoli molto sociali, e che vedono chi si isola come un fatto negativo, richiede un trattamento particolare degli escrementi.

Vicino a casa non si può, e neanche riciclare la merda come fertilizzante. farlo con la merda umana è un concetto del tutto ridicolo per loro, dato che è “atantane“, ovvero impura.

La loro soluzione è semplice, si scava un buco nel terreno, bello grande e lontano dal villaggio, lo si circonda di pali per aggrapparsi e si va a cagare tutti insieme.

Poi si copre il tutto e si scava un’altra buca, alla bisogna.

E l’urina, direte? quella non è atantane, quindi o la si fa in giro oppure nello scarico della doccia, dove verrà lavata via.

Eppure non è sempre stato così, alla fine dell’ottocento, quando il paese era più ricco, chiamato dagli inglesi colonizzatori la “perla dei territori africani” le case erano più grandi e spesso dotate di gabinetti esterni, pratica copiata dai colonizzatori bianchi.

Poi è avvenuta la fine del colonialismo e l’indipendenza, con il solido codazzo di “padri presidenti” e di dittature militari.

Il Ghana è un paese potenzialmente ricco . pieno di oro, petrolio e tante altre risorse naturali, perlopiù vicine alla costa.

Sono nate miniere e industrie, ma gran parte della popolazione è povera, le strade sono piene di buche, e persino nella capitale interi quartieri sono senza acqua e corrente elettrica.

Ma noi siamo qui per parlare di merda.

Gli immigrati provenienti dal nord, dove si caga tutti insieme, si sono trovati in baraccopoli vicino alle città più grandi. E si sono trovati numerosi a vivere in posti senza conoscere neanche il concetto di gabinetto, per non parlare di fognature.

Lo stato , per cercare di migliorare i servizi ha privatizzato i cessi pubblici.

Non solo, la merda dei bambini che nascono numerosi, circa cinque per donna, è efi, ovvero “pura”. E molti adulti la fanno in giro per non pagare i pochi centesimi di euro di tariffa.

Un grande problema.

Problema stigmatizzato da alcuni rappresentanti politici, soprattutto quelli che fanno riferimento alle altre popolazioni del paese, i Mossi, gli Ewe e i Ga.

Ma non è l’assenza di latrine pubbliche e di gabinetti privati il vero problema del paese.

Il problema del Ghana è che, dopo il 1957, anno dell’indipendenza, tutto sta andando lentamente a puttane.

Le strade sono sempre più piene di buche, servizi essenziali come la distribuzione di acqua potabile e di elettricità sono decisamente scadenti, e almeno un terzo della popolazione vive nella miseria più nera.

La popolazione se ne frega della politica, lasciata in mano di persone non solo ladre, ma decisamente incapaci persino come delinquenti.

Politici che non hanno fatto un cazzo per migliorare le condizioni di vita della popolazione, che per circa il sessanta per cento campa ancora di agricoltura nel nord e di pesca nel sud, alla faccia delle fabbriche.

I politici sono uno specchio del popolo che governano.

Sono i Ghanesi, il problema, pigri, inetti e menefreghisti.

Quando la civiltà arriverà, insieme ai gabinetti, voglio sperare, improvvisamente si creerà il problema di cosa fare della maggioranza che prima campava di agricoltura e pesca. Che si sarà ritrovata  disoccupata per via dell’arrivo di navi da pesca e trattori.

E saranno perlopiù giovani analfabeti e abituati a cagare in compagnia dentro una fossa aggrappati ad un palo.

Scopriranno di essere inutili nel “nuovo mondo” che si sta creando nel loro paese e si recheranno in europa. Ovvero l’unico posto al mondo dove vengono accolti non a fucilate, come sarebbe giusto, ma con un piatto di minestra e un letto.

L’esatta cosa che è successa in nigeria, per esempio, dove tanti testoni abituai a frustare il bufalo dietro l’aratro e a recarsi in campo ciabattando con la zappa a tracolla sono diventati inutili e incapaci di svolgere qualsiasi tipo di lavoro moderno, per indole, demos e istruzione.

Dato che non sono in grado neanche di svolgere lavori tipo pulire i gabinetti della nuova classe istruita che vive nelle città si accalcano nelle nuove megalopoli nigeriane, vivendo in baraccopoli e figliando come conigli.

E sognando il Bengodi dove potrebbero vivere senza lavorare e avere cure mediche gratuite.

Chiaro adesso?

Scritto per gli amici di orazero.org da Nuke di www.liberticida.altervista.org

P.S: nel prossimo post parleremo di medicina in Ghana, e non solo.

 

306 COMMENTS

  1. Lo dico da anni: gli africani non sanno autogestirsi! Per tutta risposta a questo DATO DI FATTO mi seon beccato, e mi becco tuttavia, epiteti tipo: fascista, razzista, nazzista per citare solamente i più benevoli. Ma il problema, al di là di quuel che si pensi di me, rimane: i popoli africano non sanno autogestirsi! Liberia docet, tanto per dirne una….

    • Preferisco che mi si dia del fascista, razzista, xenofobo, nazista etc e pensarla esattamente come te caro Mmyg, che credere che gente del genere mi insegni il futuro stile di vita e mi paghi la pensione…

    • ma dillo chi sono coloro che di definiscono Fascista, Razzista, nazi, ecc. SONO BASTARDI CRIMINALI SINISTRI, s i n i s t r i!!!!!!! ROSSI, CANCRO DELL’UMANITA’, BOLDRIACHI.

    • Ti certo non sono stato io, dato che la penso esattamente come te in merito agli africani e ho più volte sottolineato che, anche dopo le primavere arabe, i paesi andavano aiutati e accompagnati nel cammino di autodeterminazione e non lasciati allo sbaraglio. Un po’ come gli italiani, gli africani amano l’iomo solo al comando, il monarca assoluto e sono avvezi a creare poteri forti, mafie, massonerie e oligarchie ereditarie.

  2. Un grazie a Nuke che si è preso la briga di approfondire la questione. E di fugare gli inutili tentativi di qualcuno (tanto per non fare nomi) che si stavagiàfacendo prendere dal lato “mulino bianco” for ever e cominciava a dire che se gli fai i cessi loro li usano. Non cìè niente da fare. Alcuni popoli africani (mi sto tenendo dal dire tutti e faccio uno sforzo enorme), hanno conosciuto una certa forma di prosperità solo quando sono stati dominati da altri paesi di certo non africani. Sono stati sfruttati? Di certo si. Ma è anche innegabile che non hanno mai dimostrato alcuna voglia nè attitudine a fare altro che non fosse “lavorare per il padrone”. Portato il cosiddetto “processo democratico di liberazione”, si è assistito solo ad un inesorabile sfacelo che ha fatto sì che gli affari li continuasse a fare un fantomatico “reggente”, con gli “ex padroni”. Non esiste uno stato africano che una volta toltosi il “giogo” straniero, abbia continuato ad arricchirsi e la popolazione a migliorare la sua condizione. Ci sono solo state guerre e genocidi tra etnie diverse. E tutto solo per arrivare al potere e poter continuare a farsi sfruttare dall’ex padrone “bianco”. Sanno fare solo questo…oltre mettere irresponsabilmente al mondo “conigliate” di figli senza avere la minima idea di cosa dargli da mangiare…E’ razzista tutto ciò? No, miei cari è solo pura constatazione dei fatti. Poi ognuno è libero di continuare a farsi prendere peril culo dai nostri politici, e pensare realmente che esista un mondo ideale che includa tutti questi esseri e gli insegni ad essere civili e non bestie e possa mantenerli a vita. Oppure possa pensare che questi ci pagheranno la pensione. Questi in realtà saranno solo dei “competitors” con cui disputarsi l’ultimo tozzo di pane. Loro fisicamente sono forti e abituati a combattere….noi?

    • Veramente se si trattasse di combattere.. pure cinquantenne e con la pancia farei una strage, di quei molossi…
      Pure in Somalia, quando alcune unità speciali americane vennero circondate da migliaia di combattenti esperti, al soldo di un genio della guerra locale. E nel caso suo lo dico senza nessuna remora. Le eccezioni esistono eccome. Solo la trovata di collegare dei tubi da stufa agli RPG per trasformarli in armi antiaeree è una roba stupenda, nella sua semplicità. Quattro elicotteri buttati giù da vecchi anticarro sovietici collegati a tubi da stufa.
      23 soldati americani morti contro migliaia di combattenti somali. e non è solo un problema di tecnologia, anche poche decine di mercenari russi o cubani, senza nessun supporto hanno fatto la differenza, nelle guerre africane. La verità è che gli abbronzati sono geneticamente dei combattenti di merda, incapaci della minima disciplina e di muoversi in coordinazione. Se si trattasse di fare la guerra uno contro uno a colpi di machete, magari… ma non è così.

      • Mi fa piacere sapere che comunque vada non ti coglieranno impreparato….Io la mia parte la farò. I 50 li ho passati, un pò di pancia (ma non troppa) ce l’ho ma ho ripreso ad allenarmi. Purtroppo intorno a me vedo tante, troppe, future vittime che ancora non sanno cosa le aspetta….Buona giornata Nuke!

        • Benissimo, BENISSIMO! 2 ore di ginnastica al giorno sto facendo; mi sono praticamente installato una palestra in mansarda per poterci riuscire! Ultimo acquiso una panca per le flessioni! Alla nostra età è fondamentale rimanere in forma, ma sopratutto è fondamentale non farsi cogliere impreparati! Attenzione, niente fai da te: fatti seguire da un medico e da un trainer specializzato, è facilissimo farsi del male in palestra!

      • Io non ho la minima paura di dire chiaramente quello che penso. Non sono facilmente addomesticabile, e ho il coraggio di dire quello che masse di “pecore” non dicono, ma intimamente pensano. A tutti coloro che “amano” farsi prendere in giro dai “politicamente corretti” dico : Accomodatevi. Ma non venite a farmi la morale a me. Negare l’evidenza dei fatti nuoce solo a chi lo fa….Un saluto.

        • I complimenti non erano falsi. Come dicevo A Nuke, apprezzo la sincerità e l’assenza di ipocrisia e presentarsi per quello che si è veramente.

      • Penso che chiuderò gli occhi prima del “giorno X”, ma se non dovesse succedere, vorrà dire che me ne andrò in “compagnia” di qualcuno di questi “signori”. Buon WE Mmyg!!!

  3. strepitoso! 🙂
    insomma, in parole povere, il mondo va avanti, cina e india fanno passi da gigante, il sud-est asiatico si è sviluppato ancor prima dei due colossi su menzionati, il sud america, pur con 1000 contraddizioni si evolve, ma i ghanesi non ce la possono fare. persino il mio collega di lavoro, ivoriano, quando parla di ghanesi e nigeriani non riesce a dire una parola, dico una, che sia positiva nei loro confronti.

      • wow! glielo chiederò 🙂 comunque se lo fosse sarebbe un akan atipico, visto che va in giro sempre perfettino, guida macchinoni, grande maneggione e affarista e, sue dichiarazioni, ha cambiato casa perchè nel quartiere dove abitava prima c’erano troppi extracomunitari :-DDD

        • Non ha fatto credere che si caga solo in Ghana, in tutto il mondo si caga, anche nel castello dei Windsor si caga! Quello che cambia è DOVE la si lascia! Se per la tua cultura è disdicevole farla dove abiti okkey, falla fuori ma organizzati! Farla dove capita andava bene quando abitavi sugli alberi, adesso vivi in città per cui cerca di adattarti, è questa incapacità di adattamento, di stare al passò con i tempi che qui si critica…ma tu preferisci dirci che siamo razzisti, non aiuti gli africani così….

        • Ok, comunque come mi conferma il mio amico antropologo olandese, che ha vissuto decenni in zona mi garantisce che è un problema proprio degli Akan ghanesi, Chiedigli a lui della storia, con tatto. Centra proprio una forma di rimozione, odiano così tanto gli escrementi che cercano di non pensarci e rimuovono inconsciamente il problema.
          Per esempio i centro africani si salutano sempre calorosamente la mattina, quando i incontrano. In Ghana, se devi andare in bagno fai finta di non cedere il tuo amico e nessuno saluta fin quando non è uscito dai bagni pubblici.

          • chiedergli una cosa del genere mi imbarazzava un po’ troppo. ricordo però che, nell’usare frasi comuni come “che cagata” oppure “quello lo mando a cagare” non mi sembra abbia mai dimostrato particolari reticenze 🙂

      • Non saranno pulitissimi, però…prendiamo l’india: hanno le cacche per strada e pure i geni dell’informatica e della matematica, i ghanesi solo le cacche 😜

        • Più che le cacche, le fogne. Quindi ben vangano gli indiani? A me interessava sottolineare la stupidità di certe classifiche e di certi articoli …tendenziosi, cha hanno il solo scopo di prospettare una certa figura di migrante, non certo di preoccuparsi di cosa succede nei loro paesi. A questo punto però bisogna anche sfatare stereotipi e pregiudizi in merito agli africani che vengono in Italia, dipinti qui come sporchi e ignoranti. Quelli che migrano sono invece, spesso e volentieri, quelli più istruiti, magari pure laureati, che si abbassano a fare i lavori più umili per aiutare le loro famiglie e sono, fra tutti i migranti, quelli più propensi e con con maggior desiderio di ritornare da dove sono venuti. Può essere che siano sporchi (non è quello che contestavo nemmeno verso i ghanesi della classifica) o portatori di un afrore particolare e persistente (non tutti comunque), ma dipingerli come selvaggi e ignoranti è uno stereotipico che lascia il tempo che trova: il più delle volte sono istruiti, parlano più lingue e in poco tempo apprendono e usano l’italiano meglio sicuramente di qualsiasi anglosassone in tutta la sua vita (passata in Italia) e di come noi qui potremmo mai parlare qualsiasi lingua straniera. Ma sono stupidi e selvaggi….

          • Immagino quante tu ne abbia viste e come ti sia risultato difficile passeggiare per le strade. Ma mi chiedo come sai che i ‘colpevoli’ siano gli avvocati? 😀

          • Laureati? Ma se i laureati mancano nei loro paesi, e si guardano bene dall’emigrare… sono paesi in forte crescita e necessitano di manodopera specializzata. quelli che viaggiano nel deserto alla disperata sono per definizione gli ultimi e i più stupidi del gruppo.
            ben vengano i laureati. con l’aereo e il visto, e appena perdono il lavoro tornano a casa…

          • Non so che stranieri tu abbia potuto conoscere, ma ti sbaglia. I più hanno, se non la laurea, un titolo di studio superiore e, anche solo per quello che ho scritto sulle lingue, non sono affatto stupidi. Caso mai è l?italia che li tratta come tali, mentre gli altri paese sanno sfruttare meglio le loro competenze.

            Solo l’11% degli arrivati non ha un titolo di studio almeno elementare (gli italiani superano il 20%) calcolando le riunioni familiari, con le quali arrivano anche anziani (che hanno alzato la media):
            https://www.termometropolitico.it/1272511_immigrati-italia-titolo-studio-lavorano.html

            http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-08-13/l-italia-trascura-lauree-immigrati-192927.shtml?uuid=AEM2OK5B

          • Beh, negli Usa un diplomato di colore equivale a poco di più della terza media italiana, per esempio. nel senso che sono capaci a stento di leggere.
            Però quelle statistiche non mi sconfinferano, per esempio si assume come straniero un negro o un albanese, quando sono cose decisamente diverse, al primo non si deve neanche pensare di dargli il visto, al secondo se ne può parlare. Se vogliamo risolvere il problema immigrati e non dare voce a quelli come me, che sono per la soluzione estrema basta prendere il 90 per cento dei clandestini che non ha ottenuto il visto umanitario , arrestarli e portarli alla frontiera extraeuropea più vicina, con la forza.
            E quelli in attesa del riconoscimento del visto tenerli chiusi in luoghi appositi, sorvegliati da guardie armate. vedrete che a parte una piccola minoranza di buonisti nessun italiano si opporrebbe.Poi si potrebbe pensare anche ai migranti europei, arrestando e deportando coloro che effettuano anche la più piccola infrazione della legge. e condannandoli a venti anni di galera se osano ritornare in Italia. Chiuse le frontiere i bestioni inutili smettono di venire in Libia, di farsi schiavizzare e di morire affogati.
            Poi se dite che in Europa siamo schizofrenici se ne può parlare, per esempio un italiano condannato per un reato grave in germania uscito di galera scopre che i suoi documenti di identità tedeschi sono stati revocati, le sue cose imballate in un container e inviate a Milano in deposito. Tanti saluti e buon viaggio di ritorno a casa. Se un “siriano”, ovvero un clandestino senza documenti proveniente dal Pakistan o dall’Afghanistan (quello che sono di solito) commette un reato con il cavolo che i tedeschi lo deportano.

          • Non ho detto questo, ma solo che non sono analfabeti o stupidi come li si dipinge. E poi, squattrinati come sono, almeno loro le lauree non se le comprano. 😀

          • Probabilmente per chè quelli saranno barboni e faranno quello che fanno tutti i barboni, non come civilissimi italiani che bisciano (o fanno pisciare) ai bordi dell’ autostrada, a 200 metri dall’autogrill (o dopo).

          • Allora dovevo dire “non sono analfabeti”. perchè tra un non analfabeta e un laurato c’è una bella differenza caro, magari a te questa differenza sfugge ma ti assicuro che è bella grossa; quindi è verissimo che, almeno nella maggioranza dei casi non sono analfabeti, ma è anche vero che le loro “lauree” qui non sono riconosciute; e se non sono riconosciute un motivo ci sarà, motivo che NON E’ RAZZIALE! Qanto al fatto che non se le comprano è vero, anche perchè non ne hanno bisogno: gliele regaliamo noi, Kashetu docet!

          • Kashetu se l’è sudata e per altro parla italiano meglio di te. In ogni caso, come hai constatato, dipingerli come selvaggi è una cretinata. Se, come avete postato le loro superiori te le raccomando!) equivarrebbero alle nostre medie, le loro laure possono benissimo equiparare gli studi superiori, che denotano capacità e acculturamento, comunque inutile per quello che noi proponiamo loro.

          • Ah sì, se l’è proprio sudata! Arriva qui col suo diplomino congolese che l’italia non riconosce ma n non c’è problema: mica siamo razzisti noi e zacchete, ecco che per magia gli viene riconosciuta l’equipollenza e subito gli si spalancano le porte dell’università! Ma la keshetu, mi wiki, è di famiglia benestante ma viene a studiare da noi…se non c’è differenza poteva rimanere nel katanga, dove il clima è assai più accomodante del nostro alla facciaccia del surriscaldamento globale, e fare l’oculista a casa sua! Invece no: viene qui e un italiano/a è rimasto fuori, magari adesso quell’italiano/a ha preso un altro indirizzo per lasciare il posto alla sig.ra kashetu oppure, più probabilmente, fa l’operaio! Grazie anche a te!

          • Evidentemente lei era migliore e ha meritato rispetto ad uno studente scarso o senza requisiti (anche perchè, caso mai il suo postto l’avrebbe preso un altro straniero).Comunque qui esuliamo, ho già affermato che commentare troppo un articolo che, come le classifiche esposte, ritengo sciocco e tendenzioso mi fa sentire tale. Quindi attenderei qualcosa di più corposo e edificante.

          • No ha preso il posto ad un italiano/a senza alcun merito! Per avere meriti bisogna competere e vincere, lei non ha fatto alcuna competizione, ha solo sfruttato uno dei posti riservati agli stranieri assegnatogli grazie all’intercessione di un vescovo e hai soldi della sua famiglia. Forse aveva i numeri per diventare medico, forse no, non lo sapremo mai per la totale assenza di meritocrazia nel nostro sistema universitario; quello di cui siamo sicuri è che un potenziale genio della medicina, bianco o nero che sia, è rimasto fuori dall’Università perché nessun vescovo e nessun privilegio di categoria lo ha aiutato.

          • Non ha rubato posti a nessun italiano dato che, come confermi, il posto assegnatoLE era destinato ad uno straniero. Su eventuali raccomandazioni e sul fatto che non avrebbe superato test o esami che Le permettessero di equiparare i suoi titoli a quelli necessari per frequentare quell’università non ho elementi per controbattere, ma dato che tu LE saresti così intimo da conoscere queste cose, dovrò fidarmi di te.

          • Destinare, riservare, assegnare posti a stranieri a discapito degli/delle italiani/e non la stessa cosa che rubare posti agli italiani? Te lo spiego meglio: ci sono 100 posti alla facoltà di medicina, 20 sono assegnati a stranieri, percui 20 italiani rimarranno fuori dalle università italiane che i loro padri italiani hanno costruito per i loro figli italiani , pagano le tasse per finanziare l’università italiana che volevano destinare ai loro figli italiani e invece vanno a finire alle Kashetu del mondo le cui famiglia non hanno contribuito per nulla alla costruzione e al manteimento di quelle università. Ma tu, picorettamente, già mi dici “non è vero: la Keshetu lavora in Italia e paga le tasse in italia!” Vero, la Kashetu lavora come medico in italia e un/una giovane italiano/a ha dovuto RINUNCIARE alla possibilità di diventare medico LUI/LEI stesso/a per far posto alla Kashetu! Certo, ai ladri che siedono in parlamento poco cambia se i soldi dei loro IMMERITATI guadagni arrivano dalla Kashetu o da un medico italiano/a, ma a quel mancato/a medico che per legge ha dovuto rinunciare a laurearsi per far posto alla Kashetu rode il fegato, e deve ringraziare chi, come te, difende questo stato di cose. Complimentoni, complimentoni davvero!

          • Eh, lo so, l’hai già spiattellato in passato questo tuo principio di reciprocità: i tuoi figli possono andare a studiare dove vogliono, nelle università di maggior prestigio in qualsiasi posto si trovino al mondo, ma nelle università italiane SOLO ed ESCLUSIVAMENTE italiani! Bel principio!

          • Università di prestigio che NON SI TROVANO IN AFRICA, guarda caso! Comunque come al solito MISTIFICHI: io mi sono sempre scagliato contro il numero chiuso, una BARBARIE peraltro incostituzionale! O l’università è aperta a TUTTI e tutti hanno una possibilità o niente posti assegnati agli stranieri se c’è il numero chiuso, perchè questo significa limitare i posti agli italiani!

          • E’ la stessa cosa! Se un’università, anche per ragioni pedagogiche, non può accettare più di un tot di iscrizioni (che porterebbero più soldi, non è che ci si rinunci facilmente) per struttura e insegnanti disponibili, una parte deve essere comunque riservata ad esterni e stranieri. Qualunque università al mondo non può accogliere iscrizioni infinite e, anzi, quelle americane, ad esempio fanno molta più selezione e prendono solo i migliori. Per forza poi devono esserci degli inserimenti dettati da altri principi. In Africa ci sono Università in tutti i paesi, che seguono il principio di reciprocità. A te faranno schifo, ma ci sono studenti in diversi campi (biologia, etologia, antropologia, archeologia…) che invece apprezzano la possibilità di fare corsi e masters in loco.

          • In base a quale principio “una parte deve essere comunque riservata ad esterni e stranieri”? Ma da dove salta fuori ‘sta cazzata, dal Pycoret Tribune? Lascia perdere và che del mondo universitario ne sai come Topo Gigio, a questo aggiungi la tua innata incapacità di valutare correttamente la realtà che ti circonda e la frittata è fatta! Ti riporto nella realtà:

            1) le facoltà italiche sono a numero chiuso solo per favorire il baronato degli ordini professionali e non per altro, men che meno per una preselezione di qualità o per posti limitati

            2) nel fallimentare sistema universitario italico derivato dalla sua natura pubblica/statalista, più iscrizioni portano solo più costi e non più soldi

            3) il sistema universitario americano è privato e non è un obbligo di legge riservare posti a cittadini stranieri ma è prerogativa della singola università; in ogni caso la selezione si fa durante il corso di studi perché solo valutando l’andamento della carriera scolastica emergono difficoltà ed eccellenze e si può valutare se il tal studente è o no portato per quella facoltà

            “In Africa ci sono Università in tutti i paesi”, bene, me ne compiaccio; quando arriveranno ALMENO ad essere come la nostre DISASTRATE università si potranno anche prendere in considerazione, per adesso è gentile tacerne!

          • Forse non hai compreso o non sai che significhi ‘reciprocitò’. Se vuoi mandare i tuoi figli a studiare all’estero non credi che le università estere vi debbano riservare dei posti? O, per esempio, credi che Harvard o Cambridge possano valutare e confrontare il percorso scolastico di un nostro studente con quelli dell loro paese? Come hai affermato pure tu, pure le università americane, degli USA (di cui tutto tu vorresti copiare), seguono il principio del ‘numero chiuso’ (e scelgono solo i migliori, gli altri si …arrangino) e giustamente vorrei aggiungere, se vuoi dare un’educazione consona e qualificata.

          • reciprocità con gli animali? Vabbè, sì, solo i nostrani animali sinistri possono andare a “studiare” in africa, ma qui si sta parlando di gente.

          • vedo che non hai capito. O mistifichi che è ancora peggio per cui farò finta che tu non abbia capito.

            NUMERO CHIUSO

            MAI, dico MAI affermato che nelle università americane c’è il numero chiuso PERCHE’ NON C’E’ ma solo che le iscrizioni sono in funzione dei posti disponibili, vediamo la differenza:

            Numero in funzione dei posti disponibili (USA):
            mi voglio iscrivere a medicina ma nell’università della mia città tutti i posto sono esauriti, con una semplice ricerca su internet trovo quell’università che ha ancora posti disponibili e lì mi potrò iscrivere.
            dorante il corso di laurea verrò valutato per quelle che saranno le mie effettive attitudini alla scienza medica

            Numero chiuso per legge (ITALIA):
            mi voglio iscrivere a medicina ma i posti sono limitati per cui devo affrontare un test per NULLA INDICATIVO delle mia potenzialità di medico che vincerò solo in base alla fortuna, in pratica una lotteria, Questo numero chiuso è ulteriormente ridotto per i posti riservati agli stranieri, ciò, oltre che contraddire l’art, 34 Cost, potrebbe escludere un futuro bravo medico e consentire l’accesso alla facoltà ad un futuro mediocre medico, in accordo al sistema nepotistico e antimeritocratico italico.

            IO NON CREDO CHE CI DEBBANO ESSERE POSTI RISERVATI, IO CREDO CHE TUTTI ABBIANO DIRITTO ALLA POSSIBILITÀ’ DI ACCEDERE AGLI STUDI, SE NON PUOI PERMETTERE L’UNIVERSITÀ A TUTTI RISERVALA ALMENO A TUTTI I CITTADINI DELLA TUA NAZIONE.

          • E’ una mera questione sinottica:
            NUMERO CHIUSO=NUMERO MASSIMO POSTI DISPONIBILI
            I test delle università italiane sono parigficabili alle selezioni fatte in USA, sulla base di criteri similari. L’unica differenza è che in America se sei figlio di un magnate o di un riccone puoi comunque scegliere liberamente dove andare, aggirando le selezioni, mentre in Italia devi essere figlio o nipote di un giudice, di un medico, di un chirurgo, di un notaio se vuoi farlo e iscriverti a Giurisprudenza, o Medicina.

          • Ancora una volta farò finta che tu non riesca a capire: negli USA il sistema universitario è privato e se vuoi iscriverti ad una università devi PAGARE, che chiunque sia tuo padre! da noi i poveri pagano AI RICCHI una università privata travestita da pubblica, negli USA tutti si pagano la l’università per sè stessi e il numero chiuso riguarda i posto disponibili. Te lo torno a spiegare perché vedo che mist…fai davvero fatica a capire: negli USA NON C’E’ numero chiuso : se l’università A non ha più posto puoi in una qualsiasi università che abbia ancora posto; in italia NO! In italia se non hai il CULO di vincere le preselezioni baronali nell’università della tua citta è finita: Non puoi andare un un’altra università; te e stai fuor!

            ora veniamo ai paroloni che usi senza sapere il significato:

            IN ITALIA
            NUMERO CHIUSO=NUMERO MASSIMO DI POSTI ELIMOSINATI DALLE BARONIE E DAGLI ORDINI PROFESSIONALI

            NEGLI USA
            NUMERO CHIUSO=NUMERO MASSIMO POSTI DISPONIBILI NELLA SINGOLA UNIVERSITA’

            Ora v’è sinossi!

            Negli USA, al MIT per esempio, se hai la testa di Fermi NON PAGHI NULLA! Quanto ai test di ingresso negli USA si fanno (quando si fanno) per comprendere la reale preparazione del discente, mentre in italia non hanno alcun senso perchè servono solo a limitare il numero di potenziali concorrenti, quindi i test delle università italiane non sono MINMAMENTE paragonabili a quelli USA.

            Ti ricordo inoltre che in italia è ANTICOSTITUZIONALE contingentare i posti all’università. ma purtroppo le potenti lobby degli ordini professionali hanno un peso fortissimo e il blocco rimane!

    • Ciao Rodney. In cima alla classifica stilata dall’ONU e citata nel tuo articolo c’è l’India che pare quindi essere lo Stato con più carenze igienico sanitarie.
      Oltretutto noi abbiamo il problema degli escrementi dei cani con proprietari poco educati ma in India hanno le vacche sacre che camminano per le strade ed evacuano. E’ vero che il 40% della popolazione indiana è vegetariana … e anche le vacche, quindi la consistenza e l’odore si differenziano senz’altro dalle evacuazioni dei ghanesi che saranno carnivori al 100%…se non addirittura cannibali. Chissà.
      Scherzo, ciao Rod. Quasi quasi ti chiedo l’amicizia su fb ma tanto so già che non me la concederai 🙂

      • Ciao cristiana. Ma non te l’avevo già chiesta io? Forse volevo farlo quando hai scritto un commento via FB ma poi devo aver dimenticato di farlo, perché fb lo uso veramente di rado. Comunque appena possibile, rimedio 😉

        • Era per dire…:) Anche io uso poco fb ma tengo la pagina aperta perchè non vadano perduti commenti che ho lasciato qua e là e sostegno di situazioni o gruppi.
          Non chiedo l’amicizia ma ho alcuni contatti con persone che conoscevo già prima oppure nuove conoscenze a cui tengo per forti affinità di idee e del sentire.
          Tra l’altro la mia pagina è aperta a tutti come la tua ma con la differenza che io non lascio la possibilità di commenti ad estranei o chi passa di là, soltanto eventualmente like o condivisioni…quindi già ora posso venire a trovarti e tediarti con un commento 🙂
          Comunque hai ragione quando scrivi che fb non si presta allo sviluppo di discussioni e approfondimenti, direi che somiglia di più a twitter (a cui non sono iscritta) piuttosto che a disqus. Ciao Rodney.

          • ciao cristiana.
            nemmeno io uso twitter, anzi, direi che non mi ci raccapezzo proprio. ma a molti piace e ci si trovano bene, boh!
            su FB passa pure tutte le volte che vuoi, la mia lista di amici è corta ma molto variegata 🙂

  4. Visto che se si vuole i dati a conferma si trovano? Sono le stesse scarne élite intellettuali Ghanesi a dire che i loro connazionali sono un popolo di merda… letteralmente.
    Ci “pagheranno le pensioni anche loro”, vedrete.

  5. Dudda questa questione essere colpa di uomo bianco, uomo giallo…sono venuti in africa a rubare cose mie…io me ne stavo bello nudo a fare caxxi miei…loro no: venuti prima per schiavi, poi per oro, poi petrolio , poi per terra….povero negro non potere più fare caxxi suoi a casa sua…e allora è andato a fare caxxi suoi a casa uomo bianco….hai visto mai?
    Ragazzi…ho letto i vostri interventi…ma non sembrate nemmeno gente istruita ed intelligente….scusate, ma questa è l’impressione che si ricava leggendovi.
    Paura,una paura fottuta, come se i bianchi non fossero i peggiori ladri, assassini, prepotenti…ah certo…si puliscono sempre il cu.. e a volte si lavano pure le mani.

    • evidentemente trovi inebriante camminare pestando merde particolarmente infette. De gustibus ecc.

      • Cinque pallottole, esplose dai soldati nordcoreani che tentavano di fermarlo, lo hanno quasi ucciso. Ma è grazie agli stessi proiettili che il soldato disertore, in fuga dal regime di Pyongyang, potrebbe salvarsi. I medici dell’Ajou University Hospital di Suwon, a sud di Seul, cercavano quei proiettili quando si sono imbattuti in un colonia di nematodi, dei parassiti pericolosissimi lunghi più di 28 centimetri. “Nella mia carriera – ha dichiarato Lee Cook-jong, medico chirurgo che ha effettuato l’intervento sul militare – non ho mai visto nulla del genere”. I due delicati e complessi interventi chirurgici hanno fatto emergere che l’intestino – perforato da schegge e proiettili – era infestato da parassiti. L’episodio ha rilanciato i temi della carenza alimentare e dell’igiene precaria, anche per i militari. Nel 2014 a ciascun militare del Nord venne ordinato di fornire al governo 2 chilogrammi di feci da usare poi per concimare i campi.

        • Ehm, lo sai che non sopporto bene i comunisti, ma quel tipo di notizie non sono completamente affidabili, vista la fonte. sempre la stessa agenzia sudcoreana controllata dal governo di Seul. Gli escrementi umani vanno compostati e non buttati nei campi, altrimenti sono dannosi per le piante ( a parte la lattuga, purtroppo). Gli escrementi compostati non sono assolutamente dannosi per la salute, anche se non li userei per condire l’insalata..
          Un sacco di vegetariani estremi usano i loro stessi bisogni e i rifiuti di cucina buttati nel compostatore per i loro orti senza nessun problema..
          https://humanurehandbook.com/downloads/humanure_manual_italian.pdf
          ecco una interessante guida scritta per questi fanatici.
          In pratica applicate a “crudo” le feci umane sono generalmente dannose per le piante.
          Il modo naturale per trattarle sarebbe di depositarle in appositi compostatori, mescolati a foglie e residui di vegetazione, in modo di lasciare ai microorganismi il compito di trattarle e trasformarle in compost.
          Purtroppo negli scarichi fognari ci sono residui di altre sostanze chimiche, quali saponi , detersivi e candeggina, che rendono il tutto molto più complicato.

          • ma i fanghi dei depuratori vengono smaltiti spargendoli sui campi da coltivare e la puzza che si sente a chilometri è insopportabile, specialmente d’estate. E’ tutta merda che ci mangiamo ancora noi.

    • Si Enrica, l’uomo bianco ha tantissime colpe. Continuando a fare finta che un intero continente di fancazzisti (lo dici tu che stavano a farsi i caxxxi loro) possa essere per questo mantenuto a spese di un altro è solo continuare a commettere colpe nei confronti di questa gente.

    • Ma du bovero negro neanghe sapevi ghe avevi diamandi e pedrolio! Non de ne fagevi un gasso di niente! E ghe famo? Sbreghiamo dudda guella roba? E non si buò….Ebboi adesso de la baghiamo cara, eh, se du sbuddani i soldi ghe brendi allora sei anghe un pò pirla! 😀

      • no, no, uomo biango gattivo, lui brendere oro, diamandi, bedrolio e denere ber sè, non dare a bovero negro che sda a guardare!

          • e no, sdoldo uomo biango, du goglione mi devi mandenere, me, le mie mogli e i miei 44 figli. Gabito goglione biango? Aldrimendi sei muldinazionale razzisda.

      • ma se duddo quel bendidio era mio, anche se non me ne facevo un caxxo…a de bianco che fregae? e de che avere fatto con il bendidio? tanti oggetti…inquinamento…devastazioni..guerre…cose di lusso e inutili..poi avere insegnato me a volere stesse cose…

        • Gon duddo guel bendidio gi ho faddo la tac, le audomobili, gli areoblani le medigine, gi ho faddo duddo guello che piage anghe a de, e ghe non gi sarebbe berghè du non sei gapage di farlo e io non gi ho la roba per farlo!

          • Ma du bianco giocare da sempre molto molto sporco con duddi popoli che du pensavi inferiori. Sei andato per mondo colonizzando terre non due, per i duoi interessi, e noi eravamo selvaggi utili da ingannare, da ammazzare, per fomentare guerre tribali, corrompere governi, duddo per rubare nostre risorse, nostra terra. Du volere nostra ricchezza? Du chiedere gentilmente, fare trattative commerciali, e pagare tutto popolo e non solo dare briciole a capì corrotti.

          • ma non zolo uomo biango, ora anghe uomo giallo si gombra nosdre derre e ci mangia lui e noi morire di fame. e uomo arabo venire e razziare noi boveri negri e venderli a bordoghesi. e anghe noi negri ammazzare aldri negri e gonguisdare loro derre brima di uomo biango.

          • Purtroppo…vero. l’Africa fa gola a tutti. Hanno rotto gli equilibri secolari…ora è un gran pasticcio…

  6. Visto che si era pubblicato un articolo stupido e poco costruttivo, qualcuno ha pensato bene di pubblicarne un altro, che nulla aggiunge all’insipienza di quello precedente. Ho pure perso tempo a leggerlo, nella sua completa inutilità Tanto per esser eprecisi, gli Akan sono un popolo che abita soprattutto la Costa d’Avorio ma, all’occorrenza, meglio renderlo ghanese , visto che gli ivoriano a parere di Orazero non sono così ìmerdosi’ come i ghanesi. Continuo a pensare che queste classifiche di M lascino il tempo che trovano e che, sebbene i paesi africani abbiano problemi a non finire, il fatto di discuterne in questa sede abbia poco senso e non serva a nulla se non a gettare discredito sui soli ghanesi che, a quanto pare, hanno fatto incavolare qualcuno dei nostri amministratori. 😀

    • Fallo tu un articolo intelligente, ne hai la possibilità come tutti! Se non ti va di sbatterti a pubblicarlo lo mandi per mail e te lo pubblichiamo noi. Oppure fai come la GCIL che sa solo criticare senza mai proporre cose nuove!

      • Io commento e se critico è perchè ce ne sarà motivo. In una cosa hai ragione: se ritengo un articolo o una classifica stupidi, non dovrrei perderci più di tanto tempo, per non sentirmi tale anch’io .;-)

        • Un conto è commentare, un conto è dire che un articolo è stupido! Perche, e penso sarai d’accordo, l’articolo non e stupido o intelligente da sè, ma è la stupidità o l’intelligenza di chi lo scrive a renderlo stupido o intelligente. Se dici che l’articolo è stupido dici che è stupido chi lo ha scritto, allora scrivi tu un articolo intelligente, un articolo che mostri con argomenti che gli africani sono gente in gambissima, che sanno sfruttare a loro vantaggio tutte le risorse enormi che hanno a disposizione, che nel corso dei secoli di sono evoluti meglio e più di noi. Gli egiziani conoscevano una sola di quelle che oggi chiamiamo terne pitagoriche, con quella facevano gli angoli retti delle piramidi, ma toccò a Pitagora formalizzare matematicamente, secoli dopo, l’argomento. Se scendi verso l’Africa nera la capacità d’astrazione scema fino a scomparire del tutto, se non sei d’accordo con questo mostra con dati ed argomenti che non è vero, solo così potrai essere convincente. Se non hai dati o evidenze allora date del razzista a noi serve a NULLA, sopratutto non serve agli africani che dici di voler aiutare!

  7. da tutta la discussione si deduce che abbiamo picoret disposti a nuotare nella merda pur di affermare che i negri sono ugggualli ai Bianchi. Capite perchè occorre il patentino per andare a votare?

  8. Povera Terra d’Africa. Fratelli africani venite a leggere quello che scrivono di voi.
    Dopo che i popoli europei hanno rotto i maroni per secoli e ovunque in quella parte del pianeta Terra non coperta dalle acque distruggendo civiltà, spolpando risorse, portando malattie e religione, schiavizzando sfruttando e violentando anche donne e bambini, rinchiudendo in campi, riserve e ghetti ancora c’è qualcuno che ha il coraggio di parlare di supremazia dell’uomo bianco…dovuta a che cosa…all’intelligenza? Leggendo certi commenti non si direbbe proprio.
    E continuiamo a ttrattare queste parti del mondo spolpando risorse, artigliando l’economia e controllando la politica, scaricando rifiuti tossici.
    A quando la rivoluzione, fratelli africani…ottobre era un mese fa. Organizzate l’unità e la resistenza, cacciate a calci là dove non batte il sole i vostri governanti corrotti, riappropriatevi della vostra Terra e delle vostre risorse ma soprattutto della vostra Storia e della vostra Identità e patrimonio culturale, intellettuale e artistico antico di secoli ma anche di oggi.
    Amen.

    Biko lo diceva che il peccato peggiore era insito nella coscienza dell’uomo nero.

      • ma figurati te, si sa che Barnard scrive solo balle, per sapere la verità devi leggere l’unità, cazzo! E l’Unità dice che i negri… MA ANDATE A FANCULO SINISTRI DI MERDA!

      • dall’alto della mia razionalità mi chiedo e chiedo: dunque perchè aiutare i piccoli negri? Perchè dissetarli, perchè curarli, perchè più semplicemente non eliminarli?

        • non sono d’accordo. io non voglio eliminare nessuno. mi piacerebbe che ognuno viva tranquillamente a casa sua, senza rompere i coglioni agli altri. se hanno una “cultura” per cui si scannano tra loro, saranno cazzi loro. se hanno bisogno di qualche aiuto glielo si dà. se qualcuno vuole andare in un qualche paese occidentale lo può fare ma solo se avrà un lavoro, una utilità per la società che lo accoglie -do ut des- e soprattutto se accetta in pieno la cultura del paese che volontariamente ha deciso di fare suo.
          “sì ma in passato l’uomo bianco brutto e cattivo…” d’accordo, è la storia dell’uomo: le invasioni di popoli di territori occupati da altri ci sono sempre state, e sono avvenute sempre perchè gli invasori volevano ciò che gli invasi avevano e spesso non utilizzavano. ma la storia va avanti, bisogna guardare oltre. oggi ci sono delle storture in africa? si possono fare solo due cose: continuare ad avere rapporti con governi corrotti, sanguinari, infami oppure tornare a colonizzarli e dare loro la democrazia occidentale. nessuna delle due cose si può definire positiva, secondo un ragionamento puramente picorte, ma nemmeno farli venire tutti qui si può fare, altrimenti l’africa lo diventiamo noi. e senza il loro clima e le ricchezze di quella terra!

      • ricordo che negli anni 60 Jacopetti e prosperi documentarono le imprese africane nel documentario Africa addio. Esattamente come descrive oggi Barnard.

      • Ricordo bene questo fatto e avevo ben presente questa fotografia, poi le notizie si perdono nei meandri della memoria e sono andata a cercare. Fortunatamente per questo bambino di due anni, è finito tutto bene: https://www.avvenire.it/mondo/pagine/ecco-com-e-rinato-hope-il-bimbo-condannato-a-morte-dalla-nascita
        Paolo Barnard parla di colpe dei neri ma quando porta l’esempio dell’olocausto, parla di tedeschi e non di bianchi o europei. Eppure è stato soltanto qualche decennio fa, spiccioli in terrmini di tempo. Proprio ieri ho letto un articolo in Africa Rivista che mostrava una curandeijra e il rito per purificare un adulto disabile psichico, un bagno nel sangue di capra sgozzato sopra la sua testa oppure i bambini disabili in c erte comunità africane, rinchiusi dalla nascita i tuguri ed emarginati dalla comunità ma anche le donne bruciate o aggredite con l’acido per una qualche forma di punizione…sono realtà che trovi anche in India o in Afghanistan con i Bacha Bazi ma anche in Cina.
        Ad esempio: http://www.lastampa.it/2014/01/23/esteri/india-ventenne-punita-con-lo-stupro-zMILHltaxaCn9RlBAV29jI/pagina.html
        Però questi paesi non sono soltanto questo e identificare un continente vasto come l’Africa con riti ancora esistenti in comunità rurali organizzate sulla base di un sistema tribale e un capo tribù oltre le Leggi dello Stato quando ci sono, resta una visione miope e parziale.
        Pensare che lì’Africa si stia spostando qui, non pensavo di leggerlo ancora.
        Ci sono quindici milioni di italiani che vivono nel degrado delle periferie ma anche centri urbani, non è l’immigrato la causa del degrado e della povertà. il problema è politico.
        http://africaeuropa.it/it/2017/11/23/cara-europa-se-vuoi-dialogare-con-lafrica-devi-prima-ascoltare-e-fare-autocritica/
        Chiedersi il perchè il vecchio partenariato ha fallito. Centomilioni soltanto al Niger ma non sono sufficienti, dove finiscono questi soldi? Forse qui: http://www.lastampa.it/2017/11/22/esteri/la-vita-da-sogno-dei-figli-dei-dittatori-africani-su-instagram-tutte-le-loro-prodezze-PGWrduf8CwfIc17dgWLLOI/pagina.html
        E perchè nessun paese dell’UE chiede conto alla Francia riguardo alle ex colonie francesi e al predominio che ancora le soffoca e le artiglia?
        Domande le mie a cui non trovo risposta e per la verità sono soltanto considerazioni e riflessioni che rimandano ad un puzzle ben più complesso.
        Continuo a pensare che la soluzione debba partire dall’Africa per questo confido come già ho scritto ancora, in una classe di giovani istruiti che restino per iniziare un’opera di trasformazione. Ciao Rodney, buon fine settimana.

        • l’uomo, per natura, è un animale aggressivo e violento, soprattutto con i suoi simili. quando una comunità di umani decideva di appropriarsi di un territorio più ricco, lo faceva in barba alle altre comunità che già lo abitavano. lo hanno fatto i fenici, i greci, i romani…persino gli aztechi e i maya, con le poplazioni circostanti. puntare il dito contro l’uomo bianco, perciò, è solo una parzialissima verità. già gli arabi, secoli fa, depredavano l’africa soprattutto di schiavi, non c’era altro, all’epoca, che l’africa poteva offrire ai razziatori. li catturavano e li vendevano ai portoghesi che poi li “esportavano” nelle americhe. c’è poi la violenza e l’aggressività derivante da superstizioni, credi religiosi, usanze tribali…l’uomo bianco ha sviluppato il concetto che tali pratiche fossero disumane e orribili, certamente dopo averle usate in qualche modo e solo dopo secoli di sviluppo sociale, ma nelle comunità africane più primitive sono considerate pratiche normali ancora adesso.
          il problema che l’uomo bianco ha causato all’africa non è l’aver “rubato” risorse all’africa facendola regredire e impoverire (sciocchezze, gli africani non usavano le ricchezze che hanno semplicemente perchè non sapevano di averle e non sapevano che farsene) ma di aver esportato un modello di società che male si concilia con l’indole e la conformazione territoriale dell’africa. quel modello ha creato dei guasti. colonialismo, nel quale la francia è stata e probabilmente è tutt’ora la peggiore in senso assoluto. purtroppo per l’africa, gli interlocutori degli occidentali, per quanto riguarda accordi commerciali, aiuti economici, sostegno politico, sono governi corrotti, sanguinari, retti da uomini che arricchiscono se stessi e le loro famiglie lasciando alla fame l’intera popolazione. ma purtroppo l’unica cosa che si può fare è questa, altrimenti si dovrebbe tornare a colonizzare quelle terre e da invasori, governare quelle popolazioni con metodi che probabilmente gli stessi africani non comprenderebbero e contesterebbero.

  9. Ci sono omuncoli che, per sentirsi grandi, tentano di rimpicciolire gli altri.
    Nel piccolo delle loro stanzette, il riflesso azzurro dei loro monitor rende i loro volti esangui ancora più lividi di quanto siano normalmente.
    Sono lividi di rancore verso un mondo che non sa vedere la loro grandezza.
    Abbaiano, ringhiano, dal fondo della loro incapacità di essere.
    Rimpiangono un passato che non hanno vissuto, rimpiangono grandi condottieri che non sono più, davanti ai quali chinerebbero volentieri il capo, dai quali vorrebbero essere guidati, come pecore al pascolo.
    Rimpiangono un futuro che non hanno saputo costruire.
    Riparati dal loro essere virtuali ed incorporei cercano grandi immaginari avversari contro cui battersi a parole.
    Ma nessuno se li fila, e allora alzano il tiro, alzano la voce, agitano le mani sulla tastiera sognando di essere don Quijote, cercando mulini.
    E finiscono inevitabilmente per prendersela con i più deboli, con gli ultimi della fila. Vanno, con la loro fervida immaginazione, fino agli angoli più sperduti dell’Africa.
    E li, finalmente, trovano materia degna dei loro strali, della loro eloquenza. Finalmente a casa, parlano di merda.
    E dimenticano che qui, da noi, nella civilissima Milano, pochi decenni fa, erano poche le case che avevano il bagno in casa. Le altre avevano il cesso fuori, in comune, uno per piano. E la mattina tutti fuori, a far la coda. E se ti scappava, e se ce n’erano tre o quattro davanti a te, non ti restava che correre fuori e farla nel primo angolo.
    Quando ero piccolo io, a Milano, l’acqua calda per molti era un sogno, e mia mamma mi faceva il bagnetto nella tinozza sul tavolo della cucina, scaldando l’acqua sul fuoco.
    Quando ero piccolo io, a Milano, molta gente andava a farsi il bagno al Diurno, una volta la settimana. Pagando. E se non avevi i soldi, rimandavi.
    Quando ero piccolo io, al paese, di mattina dovevi stare attento, perché la gente svuotava il pitale direttamente dalla finestra, per strada.
    E non c’erano le fogne, e i liquami scorrevano liberi.
    I ringhiosi queste cose non le ricordano, o magari non le sanno perché non hanno l’età. O vivevano in case di lusso con l’acqua calda e il bagno in casa. E non andavano mai nei paesi, dove questi lussi hanno tardato molto ad arrivare.
    I ringhiosi devono sfogare il loro eterno malumore verso qualcuno. E lo fanno, sempre, con chiunque gli capiti a tiro.
    Ma sempre, comunque, riparati dalla confortante luce blu del monitor.

    • Ti dirò, Slvatore, io fequento Milano da una trentina d’anni, da quando conosco mia moglie e, quello che tu dici l’ho visto verificarsi con il progressivo arrivo di quegli stranieri che tanto belli ed eccezzionali appaiono agli occhi di taluni. Mia moglie, nata in Milano, mai mi ha descritto gli scenari che qui tu citi e nemmeno mia suocera, che andò a nel capoluogo lombardo che la WWII era ancora in corso per poi ivi rimanere, mai mi ha raccontato certe cose. Mi ha detto che si cagava nelle mutande sia quando vedeva i tedeschi che quando vedeva i partigiani, tanto per rimanere in tema, ma che i milanesi cagassero in strada no, non me lo ha mai raccontato. Io si, invece, io che ho sempre abitato nell’appennino emiliano da bambino andavo a cagare nel letamaio perchè il bagno in casa non c’era, mi facevano il bagno nella tinozza anche con l’acqua fredda e a scuola eravamo puliti come angioletti: ispezione corporale della maestra Hartman e orecchie non perfettamente nette si risolvevano in bacchettate sulle dita. Una volta ci hanno beccati a pisciare su un muro di contenimento al lato di una strada e son stati dolori. Niente, volevo solo mettere a disposizione il mio vissuto….

      • Negli anni 50, e purtroppo l’età mi constringe a serbarne memoria, le vecchie (allora) case di Milano avevano i cessi in comune. Le case di ringhiera, e non solo. A Milano e dintorni, ovviamente. Io ero piccolo, vivevo in centro e casa mia il aveva il bagno in casa. Non la vasca, pur essendo una casa piuttosto ben messa. Ma il “cesso”; almeno quello si. Ma bastava spostarsi nelle zone popolari, e il cesso in casa era un sogno. Un cesso per piano, con tutte le conseguenze del caso. Se lo trovavi libero, bene. Altrimenti, in caso di urgenza, ti lascio immaginare.Chi non ha queste memorie o è giovane o non conosce le zone popolari di Milano. E quel che ricordo io di Milano immagino fosse vero in tutta Italia. Non penso che Torino fosse meglio. Non penso che nel resto d’Italia, negli anni 20, 30, 40 del secolo scorso, si costruissero alloggi con bagno in casa per la povera gente. Roba da ricchi.

        • Io abitavo in via Modena e i bagni erano palesemente adattati, non nati col progetto. C’era la sala da bagno con una porta che dava accesso al wc e ad un piccolo lavabo, separati dalla vasca e dal resto dei sanitari, ma le canne dell’acqua erano tutte esterne. Nell’altro, il wc era separato da una vetrata opaca con relativa porta a vetro ma il tutto rimaneva nel medesimo locale. Le vasche erano dotate di piedini ed erano ancorate al pavimento, oltre che dal peso, dal tubo dello scarico della medesima vasca…….. E sicuramente ricorderai che i marciapiedi erano puliti, raramente vedevi in terra un bigliettino del tram.

          • Eh, via Modena, centro. Come la mia via Nirone. Case belle. E comunque, anche li, adattamenti. Il mio bagno, in via Nirone, era uno sgabuzzino piccolo, tazza e lavandino. E aveva tutto l’aspetto di essere stato ricavato in un secondo tempo. Per la vasca da bagno ho dovuto aspettare di trasferirmi in una casa nuova, in periferia, dopo Piazza Napoli. Si, per lo più c’era ordine e pulizia. Ma erano già arrivati i terroni (mia mamma e mio padre, ad esempio) a “rovinare” l’ambiente. Certo Milano negli anni 50 non era più quella di prima della guerra, e la gente (i milanesi) si lamentava.

          • …be’, proprio centro direi di no, discretamente lontano dalle Porte, ma indubbiamente non periferia.
            E sì, io e il mio entourage abbiamo sofferto l’arrivo dei terroni, un po’ come oggi soffriamo romeni, albanesi, slavi in genere. Altra mentalità, altro comportamento, antipatia epiteliale. Ma già negli anni 70 si era tutto normalizzato, niente più delitti d’onore, niente chiasso, niente comportamenti “differenti”. Oggi considero quelli che ancora parlano di “terroni” come dei primitivi fermi all’età del rame. La gente per bene del sud è gente meravigliosa, generosa, leale, ospitale; io ne ho avuta discreta esperienza.

        • Mia suocre stava in via Torino in una casa di ringhiera, avevano il cesso in comune e proìima ancora abitava nell’appennino emiliano e il cesso non l’aveva proprio; ma nè in un caso nè nell’altro ha mai cagato in strada! Questo fa la differenza: massimizzare le prestazioni di ciò che si ha a disposizione, ti sembra che gli africani massimizzino ciò che hanno a disposizione? A me no, a me non sembra proprio!

          • Faccio ammenda.
            Prima di questo scambio di opinioni ero convinto che gli africani in genere, grazie al benefico influsso delle varie dominazioni europee, fossero campioni di bon ton, maestri di etichetta.
            Purtroppo devo rendermi conto di aver sbagliato.
            Grazie per avermi illuminato.

          • già, per far capire qualcosa a quegli animali servono più di un secolo di colonizzazione, almeno un paio di millenni.

          • Non so Salvatore, io non vedo riscontri o un qualsivoglia indicatore che confermi che gli africani massimizzino, o abbiano massimizzato in passato le risorse di cui dispongono! Tu hai evidenze in questo senso? Se le hai rendimene partecipe e ne prenderò atto rivedendo tutto il mio pensiero sugli africani, se non le hai bè….

      • infatti siamo talmente repressi, nelle nostre funzioni fisiologiche, che la maggior parte della popolazione bianca “civile” soffre di disturbi intestinali, quali meteorismo, dispepsia, coliti, e stitichezza…le donne soprattutto, le piu’ represse per antonomasia…quindi…ti pare un comportamento intelligente alla fine, rovinare la propria salute?
        e tutta quella buona e sacra acqua che sprechiamo per farci docce anche tre volte al giorno, che lasciamo scorrere inutilmente mentre ci laviamo i denti…e’ cosi’ intelligente e civile questo spreco enorme di acqua pulita che finisce in condotti e in depuratori..ma che non tornera’ mai tutta nel ciclo virtuoso…contribuendo a peggiorare le condizioni del pianeta…?
        quindi siamo davvero una razza superiore o solo la piu’ cattiva, ma stupida?
        di certo non penso che i neri siano i buoni,ne’ miglori…sono solo diversi perche’ diverso e’ il loro paese..pero’ degni di rispetto..come tutti….

        • Richetta, hai bevuto? Alcol, intendo.
          Se NOI sprechiamo acqua è perchè ce l’abbiamo, e se gli africani non ce l’hanno (perchè sono bestie) non è che dobbiamo morire di sete pure noi per solidarietà.
          E se l’acqua sprecata non tornasse in circolo la vita sul pianeta sarebbe estinta da un pezzo. E i negri io li rispetto a casina loro.

          • l’abbiamo, per ora, ma ancora per poco…sai che basta una sottile pellicola oleosa sulla superficie dell’acqua e questa non riesce ad evaporare? sai quanta schifezza oleosa spargiamo sull’acqua noi civili bianchi? per non parlare della plastica…tanto per fare un esempio…
            non bevo alcool perche’ non lo tollero..quindi sempre giocoforza sobria….talvolta m’indigno….e se ho modo..non ne faccio mistero…

          • Enrichetta, analizza anche il resto: hai una malformazione cardiaca, il fegato non ti funziona più, devi recarti nella città vicina, hai capito; l’inquinamento è mostruoso ma c’è anche parecchio d’ altro da mettere sul piatto della bilancia.

        • Purtroppo…o per fortuna, non giudico le leggi della natura, l’acqua non la puoi sprecare. L’acqua che vedi dentro alla bottiglia della levissima o della sangemini, l’acqua che esce dal tuo rubinetto è sempre la stessa in cui nuotarono i trilobiti, la stessa che bevvero i dinosauri, la stessa che pisciarono Giulio cesare e Napoleone, la stessa che ti ritrovi nel bicchiere che hai davanti. Non una goccia è andata persa, non una goccia è stata aggiunta. Vedi questo mondo funziona a somma zero. Nulla viene aggiunto, nulla viene tolto; ad alcuni questa legge naturale fa male, disturba la disinformazione che mettono in atto per meri fini politici, ma così è, così è sempre stato, così sempre sarà. E’ il brutto delle leggi della natura: universali, sempre vere, immutabili! Non cambiano con la moda come le leggine degli uomini, che sono locali, vere in quel momento, sempre mutevoli.

          • Eddai, ne abbiamo già parlato altre volte. Vero che la quantità è la medesima, ma non siamo mai stati sette miliardi che devono bere tutti i giorni acqua possibilmente pulita, non abbiamo mai avuto tante industrie che ne utilizzano in quantità…e la si inquina massicciamente. La natura non cessa mai di lavorare e quindi anche il ciclo dell’acqua è senza sosta, ma la natura ha i suoi tempi che non sono quelli dell’uomo moderno. La natura arranca ….dietro alla velocità del “progresso”umano.

          • Credimi Enrica, pecchi di superbia: la natura non arranca, la natura ci DOMINA! Noi siamo semplici banderuole che credono di essere degli dei onnipotenti, dei del menga che non sono nemmeno in grado di resistere ad un semplice acquazzone. La natura si trastulla con noi, ci ha bloccati su questo sasso, soli come cani, non sappiamo da dove veniamo né dove andiamo,come tanti ubriachi giriamo intorno ad una piccola stella spompata, che comunque può arrostirci quando vuole o farci gelare come topi se solo le sue macchie nere si ingrandissero un poco! Enrica: siamo solo dei birilli in attesa di andare giù al primo strike!

          • Certamente…il mio” arranca” significava solo che in tempi della natura nel depurare l’acqua sono più lunghi di quelli dell’ uomo a sporcarla….

          • Su questo ti do ragione. La natura non arranca. La natura se ne fotte di noi. La vita se ne fotte di noi. Dovessimo fare il botto atomico, resterebbero gli insetti, come prima. E la natura andrebbe avanti tranquilla. Il problema è nostro. Se ci piace il posto in cui siamo, e in assenza di alternative, faremmo bene a rispettarla questa natura, a capirla. A capire come vivere senza che la natura, senza arrancare, ci spieghi come funziona la cosa. Con un “per esempio” che potrebbe cancellarci dalla faccia della terra.

          • Ci siamo convinti di essere onnipotenti, crediamo di poter dominare il tutto ma non vediamo che basta un niente a spazzarci via. WWII, ritirata crucca, mia nonna abitava in una casa vicino ad una strada obbligata per chiunque non volesse fare il giro del mondo per attraversare le province di Modena e reggio Emilia; casa in un posto sfigatissimo percèe tutti, pertigiani, repubblichini, fascisti e tedeschi ivi si fermavano a pretendere il loro; una notte viene una forte nevicata e lesercito crucco in ritirata arranca nel passo, arriva davati a casa di mia nonna ma non riesce ad entrare in casa. L’esercito crucco bloccato da una semplice nevicata…non contiamo niente Salvatore, non contiamo un cazzo!

          • Si ma possono succedere tante cose a complicare il gioco. Banalmente la differente distrubuzione.
            1 – Come diceva Enrica, l’inquinamento può diminuire l’evaporazione. L’acqua nel mare non ci serve per bere. Se diminuisce l’evaporazione diminuisce la pioggia, e l’acqua dolce scarseggia. Anche la Sanpellegrino.
            2 – Le diverse condizioni meteo possono spostare la pioggia in altre zone, trasformando in deserto zone attualmente piovose. Cosa che sta succedendo. Cosa che potrebbe aumentare le migrazioni che tanto vi spaventano e vi indignano. E non ci sono muri che possano fermare certe migrazioni. Neanche le armi di cui tanto vi piace parlare e scrivere e immaginare.
            3 – non mi viene in mente, ma c’è, lo so, il tre c’è. E probabilmente anche il quattro e il cinque.

          • che non ci siano le armi è una definizione falsa tipica della sinistra sovversiva antioccidentale. Nella STUPIDA speranza di essere accoppati per ultimi.

          • Uh, si, bella idea. Desalinizzatori. Non proprio nuova, ma brillante. Così ce ne possiamo fregare di eventuali problemi ecologici o di desertificazione, riempiamo le zone aride di desalinizzatori et voilà, les jeux sont fait! Ecco, forse il problema è che i gigalioni di mc che pompa quell’impianto bastano appena per Ryad e dintorni. E che ci vorranno altrettanti gigalioni di kilowatt, ma che ci frega? Beh, in realtà il mondo qualche problema di energia ce l’ha. Però vuoi mettere? Invece di aspettare madre natura che ci mandi l’acqua, costruiamo migliaia di impianti giganteschi di desalinizzazione e così abbiamo risolto il problema. Si, brillante.
            Comunque, riguardo al discorso malaffare e corruzione, non posso che darti ragione. Si chiama lucro, si chiama business.

        • ehehehehe…eeeh sì, certamente: anche i mussi che ti vogliono col burqa sono “solo diversi perche’ diverso e’ il loro paese” e, te lo assicuro, rispetterai quella loro diversità!

          • Ovvio che il rispetto debba essere reciproco…quindi io non dico che non si debba dire a chi fa i suoi bisogni in luoghi pubblici che qui non si usa e vi sono luoghi preposti. La prima volta: passi, la seconda si sanziona. Lo stesso discorso , ed anche questo si è fatto tante volte, per chi professa certe religioni. Io rispetto la tua, ma non vieni a casa mia a pretendere di continuare a professarla quando collide coi miei usi e costumi e leggi, né tantomeno cerchi di imporla a me .

          • Stiamo perdendo il filo del discorso: non si tratta di sanzionare chi sporca in strada, anzi probabilmente i cagatori seriali ghanesi una volta qui DIFFICILMENTE li vedremo farla per strada, almeno nella misura in cui la fanno nelle città loro; il problema è un altro Enrica, il problema è: perchè sono rimasti indietro! Cosa è successo ad un certo punto del cammino? Cosa li ha bloccati? Quel qualcosa che ha bloccato loro potrebbe bloccare anche noi?

          • Io rispondevo alla faccenda dei musulmani e del rispetto….Se vuoi renderti conto dei perchè e dei percome i neri sono come sono…posto che il progresso occidentale sia questa cosa meravigliosa, non devi fare altr che studiarti la storia dell’africa….cercare di immaginare come sia vivere in un paese immenso, con pericoli grandi, con distanze grandissime, con flora e fauna prorompenti, con foreste inestricabili, con clima multiforme….ma che non arriva quasi mai ad essere crudele come nella parte nord dell’emisfero….prova a calarti in quella realtà ….forse comprendi che il nostro progresso nasce soprattutto dalle difficoltà di contrastare climi rigidi….di prevedere come sopravvivere agli inverni…di industriarsi a trovare coperte, caldo, cibo…mentre in altri climi le difficoltà erano altre e quindi, altri gli usi e costumi che ne sono scaturiti….
            Equiparando la nostra storia con la loro….non vedo grandi differenze ….noi abbiamo vestito una vernice che copra la nostra miseria umana, loro ancora non se la sono messa…. per questo paiono a noi così naif…

            Jared Diamonds..coi suoi libri sulla nascita e morte Delle civiltà.. cambiò tutti i miei parametri ….non parla specificatamente dell’Africa….ma fa capire molte cose…se hai tempo e voglia….io non leggo molta saggistica..ma alcuni testi sono stati molto illuminanti….questi sulle civiltà sono tra questi…

          • E’ molto più facile che, crescendo nelle condizioni adatte, facciano come i loro cugini negli USA o in Canada. Quelli che hanno la fortuna di nascere nelle famiglie ricche, diventano dottori, avvocati, giudici, scienziati. E’ solo questione di istruzione. Che, fra l’altro, è lo stesso per i bianchi. Quelli che nascono in famiglie povere e ignoranti, difficilmente diventano avvocati, giudici, dottori, scienziati.

          • C’era una volta Michael Faraday. Nacque poverello, nel 1791, in mezzo ad una “mandria” di fratelli che la madre faticava a sfamare dopo la scomparsa del padre fabbro. Trovò un impiego come apprendista rilegatore col cui misero compendio aiutava la madre a sbarcare il lunario, ma riusciva a leggere molto grazie al suo lavoro, sopratutto lo appassionavano i testi scientifici. Riesce a farsi assumere come assistente di laboratorio da Sir Humphrey Davy, direttore della Royal Institution di Londra; ebbe così modo di approfondire le sue conoscenze di chimica tanto da scoprire le leggi che governano l’elettrolisi. Spaziò nella fisica e formulò le leggi dell’elettromagnetismo, in particolare scoprì che in magnete inserito in una bobina poteva generare energia elettrica. gli alternatori che fanno funzionare il tuo PC sono merito di Faraday, i motori elettrici, compreso il motorino d’avviamento che mette in moto la tua auto, sono opera sua. Pubblicò la monumentale opera “ricerche sperimentali sull’elettricità” completamente descrittiva per via delle sue scarse conoscenze di matematica. Toccherà a James Clerk Maxwell, con le Equazioni di Campo, a formalizzare matematicamente il lavoro di Faraday.

            Michael Faraday. La storia romantica di un genio
            John M. Thomas
            Editore: Firenze University Press
            EAN: 9788884535467

            Ebbene gli africani sono stati molto più fortunati di Faraday: clima favorevole, risorse sconfinate, eppure non solo non hanno saputo sfruttare minimamente la ricchezza che avevano ma nemmeno hanno saputo difenderla. A questo punto la domanda rimane, anzi si fa ancor più pressante: cosa è successo ad un certo punto del cammino? Cosa li ha bloccati?

          • Forse è andato perso un mio commento o forse non l’hai letto. Vado di corsa, quindi in sintesi ipotizzo che per noi europei la vita difficile ci abbia “costretto” a sviluppare la tecnologia per contivare campi, allevare bestie, creare manufatti, conservare cibo, costruire case.
            Se, come dici tu, uno nasce in un posto “facile”; com’è l’Africa non desertica, dove il clima è mite e il cibo è facile da trovare, chi glielo fa fare di sviluppare tecnologia? A che pro?.
            Comunque:
            https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_African-American_inventors_and_scientists

          • L’africa è un posto pieno di risorse, non un posto facile! O meglio è facile per chi si accontenta, per chi non cerca di avere una visione del futuro, per gli indolenti. Capisco che spaparanzarsi sotto l’ombra di un albero di cocco e aspettare che i frutti cadano da soli, sia molto più comodo che spaccarsi la schiena per coltivare una piatagione di alberi da cocco e magari ricavarne legame oltre che nutrimento. Ma chi, sfaccendato, si ferma sotto il cocco poi non urli contro la malasorte o il bianco cattivo per ciò che di negativo inevitablimente gli capiterà!

        • In un paio di occasioni, sul vecchio blog, nel cazzeggiare sui vari argomenti, avevo fatto ‘lezione’ su quale sia il modo migliore per defecare e quanto i nostri bagni, i wc, le tazze, siano per noi innaturali e possano creare problemi intestinali, ernie (e qualcuno qui dovrebbe saperne…), stipsi ed emorroidi. Il bello che Mon più volte aveva dichiarato che in effetti potrebbe essere vero, ma ora indica come sporco e selvaggio chi utilizza la corretta posizione accovacciata. 🙂

      • Penso che “quegli” stranieri che arrivano sembrino “belli ed eccezzionali” davvero a poca gente. A me, personalmente, piacciono di più le straniere colte, educate e di bella presenza, qualsiasi sia il loro paese d’origine. Gli ignoranti poco educati, o con una educazione diversa e poco compatibile con la mia, preferirei grandemente che se ne stessero a casa loro. Ma qualcosa non ha funzionato nel sistema economico mondiale. E c’è gente che, roba da matti, preferisce rischiare la vita per sfuggire a guerre e fame e povertà e miseria. Molti ci lasciano le penne prima di arrivare sulla costa. Molti ci lasciano le penne durante la traversata. Chissenefrega, diranno in tanti. Certo, il nostro motto è stato, per ora, “ME NE FREGO!”. A volte con contorno di braccio teso. Me ne frego se sono tranquilli a casa loro. Hanno le risorse, non le usano, cazzi loro. Io vado e prendo. Ma gli porto “la civiltà”. Per lo meno, a quelli che sopravvivono ai miei metodi, leggermente esuberanti, di esportare “la civiltà”. Poi, quando ne hanno le palle piene e mi cacciano a pedate (ah, governi imbelli che non hanno saputo mantenere le posizioni acquisite!), constato con malcelata soddisfazione che non sanno andare avanti da soli. Come se bastassero pochi decenni di “civiltà” a cambiare un popolo. A noi non sono bastati secoli, millenni, per liberarci della nostra endemica cialtronaggine. Comunque, me ne frego. Adesso, dopo che le nostre avventure coloniali hanno ribaltato tutti i loro equilibri, dopo che il neocolonialismo economico fornisce loro armi per ammazzarsi a vicenda, fornisce loro specchietti per le allodole per credere che la vita da noi sia tutta rose e fiori (e, rispetto alla loro, lo è), questi cagatori seriali vorrebbero venire a far la cacca da noi? ME NE FREGO, osti! Si ragiona così? Non tutti, per fortuna.

        • “E c’è gente che, roba da matti, preferisce rischiare la vita per sfuggire a guerre e fame e povertà e miseria”, tutti sui 20-30 anni, ben pasciuti in perfetta forma, li avrebbero acquistati a prezzi elevati ai bei tempi. E poi, non è il motto dei kompagni: quello che è tuo è mio e quello che è mio è mio?
          Dunque nessuna pietà per i cagatori seriali clandestini.

        • Me ne frego aveva tutto un altro significato, era una sfida alla morte, ma hai notato? Adesso che si parla della cultura ghanese riguardo a dove farla salta fuori che ai milanesi non “restava che correre fuori e farla nel primo angolo”! Si parla di una presunta deficenza africana e zacchete: ne spuntano mille nostre! Sempre dopo salta fuori che noi siamo peggio di loro in quel tal caso o in quel tal altro caso, sempre dopo salta fuori…vacci a capire!

          • So bene quale fosse l’intento originario. Infatti il motto nasce ben prima del fascismo. Ma comunque calza benissimo nel descrivere l’atteggiamento, il memefreghismo di chi mette se stesso davanti a tutti. Quanto al tirare in ballo le deficenze nostre quando si parla di quelle altrui, viene spontaneo quando ci si accorge che criticando gli altri dimentichiamo che sotto alcuni aspetti noi eravamo a quei livelli qualche decennio fa. Sarebbe come criticare alcuni popoli per come trattano le donne. O perché le mandano in giro velate. Basta pensare alla condizione femminile nel sud Italia. Basta pensare che ancora oggi viene uccisa dal suo uomo una donna ogni 2.5gg.
            Insomma, prima di criticare gli altri, dovremmo esser certi di averne l’autorità.

          • Ah beh, si si, beh, certo.
            Per lo meno abbiamo le leggi. Già.
            Poi ce ne freghiamo e massacriamo le nostre donne.
            Una ogni due giorni. Uccisa dal compagno.
            Immagina quante siano semplicemente massacrate di botte.
            Però siam civili, abbiam le leggi!
            Yeah.

            Ora, seriamente, non voglio dire che sia la stessa cosa, non sono così cretino. Un po’ si, ma non così tanto.
            Dico solo che chi ha la spazzatura in casa dovrebbe avere il buon gusto di non criticare gli altri.
            Altrimenti finiamo come quelli che smetton di fumare 30 sigarette al giorno, e iniziano in tempo reale a rompere i maroni a chi fuma.

            Ma tanto son parole al vento, vero?
            Il succo del discorso è che qualcuno è convinto di essere migliore degli altri.
            Buon per voi.
            Buon pomeriggio

          • e mi dispiace tanto ma io non ammazzo di botte nè moglie nè figlie, non caco in strada, non vivo da parassita, non rubo, non vendo droga, perciò sì, mi sento superiore a tutta quella merda.

          • Tu, personalmente, Mon. Ammetterai che invece tanti bravi italiani certe cose le fanno…quindi non parliamo di razza bianca superiore….al massimo tu personalmente puoi sentirti superiore…per i tuoi motivi….

          • Non generalizzioamo: io, e mi sento di poter parlare anche a nome di Rod, non stiamo affatto dicendo che la razza bianca è superiore a quella nera, stiamo solo dicendo che quella nera è rimasta indietro rispetto a noi. E questo è un fatto; tuttavia ci sentiamo dire, ci sentiamo accusati di essere razzisti, di professare la superiorità della razza bianca per il solo fatto di rilevare quanto siano arretrate le popolazioni africane…perchè ci trattate così?

          • Beh…l’articolo e certi interventi trasudavano razzismo…
            Almeno questa era l’impressione che se ne aveva….
            Se i popoli sono come sono , è perché vi sono motivazioni oggettive.
            Non li si può guardare dall’alto al basso , ritenendoci, noi occidentali, più bravi.

          • Quindi, se ho capito bene, uno studentello con 3 o 4 materie sotto non lo aiutiamo, facciamo finta di niente tanto “è come è perchè vi sono motivazioni oggettive” per cui lo lasciamo nel suo brodo dato che parlare apertamente dei suoi problemi e delle sua mancanze sarebbe come “guardarlo dall’alto in basso” ovvero razzista…

          • Eh no….in Africa sono stati fatti tanti e tali guasti dalla colonizzazione, dallo sfruttamento di risorse, da guerre fomentare etcetc…che ora credo occorra un enorme piano organico di aiuti per cercare di normalizzare la situazione….aiuti ditutti i paesi occidentali…

          • E prima di questi presunti disastri occidentali? perchè gli africani sono fermi da 30 secoli Enrica, e la presunta dominazione occidentale è arrivata 250 anni fa! A chi diamo la colpa dei restanti 28 secoli di blocco mentale/culturale/tecnologico/artistico dell’africa?

          • Non mi sento di rientrare in tale categoria..mi spiace…se poi chi si dichiara fuori decisamente da tale categoria, e si sente guardato dall’ alto al basso… è forse un problema suo…di percezione …

          • Tanto superiore e corretto da pagare libici e turchi affinchè tengano rinchiusi i migranti per non farli partire, concedendo di pestare gli uomini e violentare donne e bambini. Certo, dato che sono lontani, la responsabilità oggettiva pesa meno! Tanto superiore e corretto da pensare di utilizzare contro di loro napalm, granate e lanciafiamme… 🙂

          • TU: Tanto superiore e corretto da pagare libici e turchi affinchè tengano rinchiusi i migranti per non farli partire, concedendo di pestare gli uomini e violentare donne e bambini.

          • Io proprio no. Non chiederei a nessuno di fare una cosa del genere, nemmeno se fossi in pericolo di vita.

          • mi sembrava che volessi dire che occorre impedire che libici e turchi tengano rinchiusi gli animali.

          • Non pretendo di muovere guerra a libici e turchi, ma almeno di non pagarli affinchè facciano queste cose abominevoli.

          • Legittima difesa, che tu, da bravo sinistro, non capisci, almeno fino a quando non tocca a te.

          • Caspita, che coraggio. Legittima difesa verso un morto di fame, ovviamente disarmato, sbarcato mezzo morto da una carretta… 🙂

          • Chiamali hotel. I CDA e i CARA non presenteranno le violenze dei campi libici, ma non si possono considerare alberghi, tanto meno accoglienti. Dato che se ne lava le mani da anni, è più che giusto che i costi se li sobbarchi l’Europa.

          • vedi dunque che pretendi che l’occidente si faccia sceriffo e crocerossina? MA PER QUALE CONTORTO CAZZO DI MOTIVO ME NE DEVO FARE CARICO IO?

          • Perchè anche tu, anche se non lo si direbbe, fai parte dell’umanità edi una comunità internazionale che ha delle regole di accoglienza e solidarietà. Non te ne fai carico tu, ma l’Europa, tutti gli europei. Noi siamo quelli che subiscono i disagi immediati e i nostri servizi di soccorso, pagati, sono i primi che se ne occupano ma, al tirare delle somme, siamo in definitiva fra quelli che ne accolgono meno. Per ridurre gli arrivi, più che farli ammazzare da libici e turchi, bisognerebbe dar loro motivazioni e sicurezze per non partire o, almeno, come già prospettavo dieci anni fa, formare NOI campi di accoglienza in Tunisia, Egitto o Marocco dove ospitarli e selezionarli. Sarebbe la soluzione più semplice e meno dispendiosa (sia economicamente che in termini di vite umane), ma nessuno ci pensa.

          • da dove si prendano queste pretese regole di accoglienza e solidarietà mi rimane oscuro. Sicuramente non da me o dalla gente per bene come me.

          • In germania dirstribuivano opuscoli agli stranieri per spiegare che le donne vanno rispettate…non trovi strano che ci sia questa esigenza nei confronti degli stranieri? Ora non venirmi a dire che sarebbe necessario anche per gli italiani, ti prego, saltiamo questa triste fase che non ha riscontro con la realtà!

          • Rapportare quel “me ne frego” ai giorni nostri è una forzatura, primo perchè, come già detto ha tutto un’altro significato, secondo perchè il fascismo agì in africa, nel bene o nel male, ma agì! Piuttosto quell’accezzione calza benissimo, col significato di “me ne sbatto altamente i coglioni”, agli eurigovernicchi, figli deformi dell’pensiero dominate picoretto e perbenista. Svetta su tutti gli eurogovernicchi quello italiano, che della massima “me-ne-sbatto-i-coglioni-dei-migranti-ma-li-faccio-venire-qui-per-far-vedere-quanto-son-bravo-quanto-son-buono”, ne ha fatto un mantra e non fa nulla nè per i migranti, nè per gli italiani, nè per l’africa. Comunque qui e su calcydros ho più volte criticato, come tu consigli, quegli “alcuni popoli per come trattano le donne” e sai che mi hanno risposto? Che in sicila fino a ieri le donne erano vestite di nero, che in sardegna fino a ieri le donne erano vestite di nero, che qui ci sono i delitti d’onore, che bla bla bla bla! Nulla di nuovo sotto il sole Salvatore: se non ti adegui al perbenismo di moda di riffa o di raffa sei un razzista-fascista!

          • Agire, di per se, è neutro. Se si agisce bene, è bene. Altrimenti no.Mi rendo conto che stiamo aprendo un altro fronte che non sarò in grado di seguire. Ma l’azione andrebbe giudicata in base a tre fattori. Primo, i presupposti. Cosa mi prefiggo con l’azione? Secondo, le modalità: come agisco? Terzo, i risultati: cosa resta della mia azione.
            Mi pare che il presupposto fosse la rapina. Andar li e prendere quel che c’era da prendere. La modalità, mi pare che fosse quella dei rapinatori: chi si oppone lo sgozzo.Il risultato, alla distanza, mi pare miserello.
            Cos’è il pensiero picoretto? Non ne trovo traccia se non su questo blog. Capisco che l’aggettivo vuol descrivere l’essenza di quel che reputate ignobile, ma me ne sfugge la genesi.
            Infine, io sono uno di quelli che ha risposto “guarda la sicilia” ecc ecc.
            Buon pomeriggio.

          • Agire non è neutro, agire è fare, schierarsi, prendere posizione, vincere, perdere! Non agire è neutro, vile preferisco definirlo. L’etimologia di picoretto è semplce: deriva dall’unione contratta di politically e correct, picoret, ovvero tutto ciò che è omologato al pensiero dominante in corso in base all’epoca. Nella prima metà del secolo scorso era dominante il pensiero razzista, chi si omologava a quel pensiero era un picoretto; oggi assistiamo all’opposto: è sufficiente rilevare quanto una popolazione sia nefficace e arretrata per essere definiti razzisti, chi si prostra a questa dottrina è un picoretto. Ora ti faccio una domanda: lo sai che quella tastiera che usi, il computer che usi, l’energia che ti permette di postare qui e altrove, che fa camminare la tua auto, che mantiene operativa la sala operatoria che ti salva la cotenna esiste perchè abbiamo sfruttato le risorse che popolazioni INDOLENTI e del tutto ALLERGICHE AL LAVORO e all’IMPEGNO avrebbero lasciato marcire dov’erano? O fai come gli hamish o sei complice Salvatore, COMPLICE!

    • ti racconto una storia. mia madre, in tempo di guerra, si trasferì con tutta la famiglia, dalla città, obiettivo di bombardamenti inglesi molto frequenti, in un paesetto rurale dell’entroterra. pochi km di distanza nello spazio e un secolo di differenza tra due stili di vita. in città bagni, acqua corrente, elettricità e fogne, lì nel paesetto nulla di tutto questo. per cagare si utilizzava il “cantaro”, un cilindro di terracotta con una ciambella in cima, dove si espletavano le funzioni corporali “grosse” (quelle liquide, soprattutto uomini e bimbetti, la facevano dove capitava). con una frequenza “random” l’omino sul carro trainato dal mulo, con una specie di cisterna montata sopra, passava casa per casa affinchè tutti potessero svuotare il cantaro per poterlo riempire allegramente fino al successivo passaggio. pare che l’arrivo dell’omino col carretto venisse preannunciato non dal rumore delle ruote del carro e nemmeno dalla sua vista, ma dalla puzza di escrementi che improvvisamente aumentava al suo appropinquarsi all’agglomerato urbano. puro medioevo! eppure sono bastati pochi anni, 10-15, che la situazione è completamente cambiata, con la costruzione di fogne, acquedotti e bagni in casa, almeno nella zona urbana, nelle campagne probabilmente le cose sono andate avanti ancora un po’.
      perchè racconto questo? la vita va avanti, il progresso vola, come una valanga man mano che avanza diventa sempre più grande e sempre più veloce, ma non in certi posti del mondo.

      • Nel paese dei miei, invece, lo vuotavano dalla finestra. Meglio non trovarsi sotto in quel momento.
        I progressi che dici tu sono endogeni, maturati. La gente era pronta, perché tutto avveniva gradualmente. La gente, per emulazione, faceva quel che facevano gli altri, per non essere da meno. Era un costume che cresceva in modo naturale. Usi e costumi maturati.Non si passava da 0 a 100 in menod i due secondi, come la Tesla.
        Adesso, fra l’altro, la televisione elimina anche i ritardi che c’erano una votla fra la città e la campagna. E quel che vuoi lo ordini su amazon.
        La colonizzazione, invece, portava usi non maturati dalla gente. Come si fa a passare in pochi anni dalla preistoria all’epoca di Amazon?
        A me pare che, pur di poter esclamare “ME NE FREGO” si sia disposti ad ignorare la realtà. Pur di poter giustificare quel che si è fatto in passato e quel che non si vuol fare oggi, è meglio sostenere un’improbabile superiorità razziale.
        Superiorità razziale vorrebbe dire che un neonato preso da Milano e fatto crescere in Ghana sarebbe comunque superiore. E la farebbe spontaneamente nel bagno.
        E che un neonato ghanese adottato dall’avvocato Brambilla sarebbe comunque un bru-bru. E la farebbe comunque per strada.
        Eh…….

        • riguardo alla conclusione del tuo post, quello è ciò che implicitamente sosteneva edgar rice burroughs col suo personaggio tarzan: se un bambino bianco cresce nella foresta ne diventa il re perchè è bianco, quindi superiore per razza e genetica. non è quello che sostengo io, che ho sempre parlato, e chi mi conosce lo sa bene, di cultura e mai di razza.

        • Guarda, Turi, come ho detto altrove, se vedi negri che cacano per strada, o che vivono nella foresta e hanno i figli che muoiono di fame o di malattia, io dico che I NEGRI sono inferiori. Se vuoi pignolare, non si tratta di razza, non sempre, ma di usi, costumi, cultura, in sostanza di civiltà. Ma senza dubbio, come in tutto il regno animale terrestre, c’è una razza che fa meglio certe cose di un’altra, una razza è più intelligente di un’altra. E’ una realtà accertata che vale per cani, gatti, scimmie, uccelli. Perchè mai non dovrebbe valere per gli umani, sempre ammesso che basti somigliare ad un umano per essere annoverato?

      • A volte ammiro la tua pazienza Rod. Hai ancora voglia di spiegare l’ovvio, peraltro anche attingendo a ricordi di famiglia che dovremmo avere,tra l’altro, un pò tutti. E’ veramente degno di elogio il tuo tentativo di spiegare per l’ennesima volta, che è esistita ed esiste tutt’ora una evoluzione dell’essere umano e delle sue abitudini. Anche noi eravamo gente che “cacava” nei vasi di terracotta, ma siamo anche diventati (almeno per un periodo), la quinta potenza industriale del mondo, e ora per cacare andiamo al bagno in tutto il territorio nazionale. Eppure abbiamo pareggiato (per non dire perso) quasi 2 guerre mondiali. Eppure siamo stati bombardati da angloamericani prima e da tedeschi poi. Eppure a fine guerra non avevamo un cazzo di soldino in tasca, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo ricominciato. Siamo emigrati, si eccome. Ma siamo andati a portare forza lavoro, spesso anche qualificata e abbiamo contribuito a rendere grandi altre nazioni. E non siamo stati “accolti” con ONG, Cooperative, Pocket Money, bonus di 500 euro a chi mi ospita in casa…..Al contrario. Siamo stati messi in quarantena, si quarantena, perchè i padroni di casa avevano (giustamente) paura che fossimo malati (la conoscete Ellis Island no?). Ma qui ti ritrovi a parlare con chi preferisce, nonostante sia acclarato il fallimento, continuare nella pratica del “regalare il pesce” anzichè insegnare a pescare. Forse perchè così si sente un pò più “grande”….”superiore”…..”buono” e crede di essere quindi superiore. Un pò come succedeva nel medioevo quando il signorotto di turno dall’alto del suo cavallo, gettava monete ai mendicanti. Poi tornava a casa e per combattere il vicino di castello magari chiamava i francesi o gli spagnoli…..Malattie “radical” difficili da estirpare…..Un salutone e una pacca sulla spalla.

        • io credo che non serva a nessuno il discorso che spesso viene fatto, secondo cui anche noi una volta facevamo questo, un’altra volta facevamo quello…appunto: facevamo, e ora non facciamo più perchè le cose vanno avanti, progrediscono. e oltre al progresso scientifico-tecnologico, di pari passo avanza il progresso sociale. io credo che tirare in ballo le crociate quando si parla di attuale violenza dei fanatici islamici, quando si parla del velo delle vecchiette del sud o delle suore quando parliamo di repressione della donna nella società islamica, quando parliamo di degrado sociale nelle città africane e si tira in ballo la mancanza dei bagni in casa qui da noi 100 anni fa, non si fa un buon servizio a nessuno. non è dimostrando che tizio è più brutto di caio che si rende giustizia a caio anzi, tizio ieri faceva cose ignobili e oggi non le fa più, caio invece non ha cambiato per nulla il suo modo di essere.
          un abbraccio

          • Il discorso invece serve eccome dato che l’articolo è stato pubblicato per screditare la figura del migrante africano, per dipingerlo sporco e cattivo e quindi indesiderabile, a prescindere da quello che possa venire a fare nel nostro paese, l’avvocato o l’accattone. EDato che il discorso si poggia su questi elementi è più che corretto confrontare quello che si descrive dell’africa, dove si faranno i bisogni all’aperto, ma dove foreste, fiumi e mari sono decisamente più puliti e, caso mai, siamo noi che, come dimostrato, beviamo e nuotiamo nelle fogne. Il problema dell’immigrazione deve basarsi su altri concetti e analizzare i veri problemi , al di la di questi tentativi ridicoli di denigrazione.

          • Sulle motivazioni che hanno portato a scrivere questo articolo ce ne parlerà l’autore, se vuole. Se vogliamo fare un processo alle intenzioni, facciamolo, ma non è mai una cosa buona. Se ci sono dati falsi, basterà riportare quelli veri, se i dati sono veri ma non sono graditi…pazienza, la possibilità di dire il proprio parere è garantito a tutti. Se qualcuno vuole magnificare le gioie del multiculturalismo non ha che armarsi di buona volontà e pubblicare qualcosa in materia. Ma che si critichi la pubblicazione di un articolo pur sapendo che un articolo di tipo completamente opposto avrebbe avuto esattamente le stesse possibilità di essere pubblicato, lo ritengo ingiusto.

          • Lo scopo di questo, come dell’articolo precedente (grande fantasia!) preso da un quotidiano, sempre su un’ipotetica classifica in cui si parla del paese classificato al settimo posto, ignorando ad esempio il primo (India) o i primi tre, è palese e nessuno può negarlo. La mia critica non va a voler confutare dati o rimescolare stupide classifiche (bisognerebbe ricordarsi che per ‘sporco’ andrebbero considerati molti altri fattori, come dimostrato) ma alla tendenziosità di pubblicarle al fine descritto. Dato che questo è stato pubblicato e non v’è altro da commentare, questo commento con tutte le sue divagazioni.

          • Bastava lasciarlo dov’era (Dagospia o simila), ci saremmo fatti una ragione nel perdere una dissertazione così colta. Magari pubblicare al suo posto qualcosa di costruttivo sulle soluzioni da ricercare per i migranti, che non sia l’eliminazione fisica. 😉

          • Ma, come detto, è praticamente un lungo commento a quello pubblicato precedentemente medesimo argomento. Censura mai, critica si.

          • mi sembra tu abbia criticato non solo il contenuto dell’articolo ma anche la pubblicazione dello stesso.
            ad ogni modo, ci sono anche articoli di diverso spessore. per esempio quello sulle energie rinnovabili, che poteva generare discussioni interessanti e costruttive. invece quell’articolo non lo ha cagato (è proprio il caso di dirlo) nessuno, mentre quelli sulla merda contano complessivamente oltre 300 commenti. evidentemente la merda tira, anche presso le anime belle, quindi il proprio compito, questi articoli, lo hanno eseguito diligentemente.

          • Quale articolo sulle rinnovabili?! Su quello che tira non posso che darti ragione. E vi ci siete adeguati confortevolmente. 🙂

          • Io ho commentato l’articolo solo una volta, nemmeno entusiasticamente. Poi, non essendoci altro, ho commentato i commenti. 🙂 E, comunque, parlavi della mia critica alla ‘pubblicazione’.

          • hai contribuito, con i tuoi commenti, a dare maggior risalto a un post di cui critichi la pubblicazione. e nemmeno un commento su un post potenzialmente più costruttivo. questo è quanto.

          • Esatto, ho dato risalto a dei POSTS, parlando di università e di qualcosa di maggior importanza che non il sistema di evacuazione dei ghanesi. A parte queste sciocchezze su cosa sarebbe meglio pubblicare, questo è sotto gli occhi di chi legge.

          • Infatti, ma sono stato ripreso per averlo criticato. La verità assodata, come ben sai, è che questi articoli sono stati pubblicati non per una preoccupazione per la situazione igienica di (uno?!) stati africani, ma solo ed esclusivamente per mettere in cattiva luce e denigrare i migranti (di colore), dipingendoli in un certo modo. Questo è indiscutibile e nessuno ha potuto metterlo in dubbio. Se invece, dato che sei uno di quelli che li ha postati, vuoi sostenere che saresti effettivamente preoccupato delle condizioni del Ghana, scrivilo e proponi quello che sarebbe opportuno fare per aiutare questo e altri paesi.

          • come ben spiegato qui http://www.orazero.org/chi-siamo/
            su questo blog non si fa nè informazione nè propaganda di alcun tipo. ognuno è libero di pubblicare quello che vuole senza alcuna restrizione al di fuori dei casi espressamente descritti. il mio scopo, nel pubblicare i miei post, è quello di favorire una discussione, quindi lo scopo è stato raggiunto. se poi ci vuoi leggere secondi fini, fa’ un po’ come ti pare, non è che mi cambia la vita.
            p.s. sei liberissimo di criticare quello che ti pare, quello che mi dà noia è la critica alla pubblicazione del post. se ritieni il livello dei post pubblicati troppo basso, pubblicane di tuoi.

          • Ora?!? Ora ci siamo?!? Quando mai ti è stato impedito di esprimere liberamente il tuo pensiero??? Se vuoi provare la censura vai al fatto quotidiano, te lo spiegheranno quei cari “progressisti antifascisti” cos’è la censura!

          • Posso immaginarlo da me, soprattutto quando il mio pensiero o le mie parole vengono volutamente fraintesi o mistificati. 😉

          • Hai capito la domanda? Te la ripeto: qundo mai ti è stato impedito di esprimerti liberamente? Riformulo con maggior semplicità: Sei mai stato censurato? Qualche tuo post è stato eliminato? Hai forse ricevuto mail che ti invitavano a postare commenti precotti o indirizzati in qualche modo? Se sì dichiaralo pubblicamente,, se no arrotola la coda!

          • La coda di paglia sembra che ce l’abbia tu. Mi sono per caso lamentato di non poter postare qualcosa? Allora stattene zitto che non stavo nemmeno parlando con te.

          • Bisogna pure spiegarlo? Creare o aumentare il clima di astio verso chi (soprattutto di un preciso genere etnico) giunge in Italia per sfuggire a guerre o miseria.

          • Quindi accusi questo blog e chi lo gestisce di fomentare l’odio razziale a discapito di un “preciso genere etnico”?

          • Quello che dovevo scrivero l’ho scritto. Non ho mosso alcuna accusa ma ho dato il mio parere su un articolo stupido, che è stato a sua volta criticato. Punto

          • Ah, ecco… Mi è sfuggita probabilmente perchè non pertinente 😀 Non vorrei parlare ancora della classifica e della posizione incriminata, fammi la grazia, favore personale.

          • Ma secondo te noi fomentiamo l’odio a discapito di un preciso genere etnico? Se si a quale “genere etnico” ti riferisco?

          • La mia era una battuta, ma diciamo che non vedete di buon occhio i migranti di colore; è lapalissiano. 😉

          • Non è vero: da più di vent’anno ho un amico ivoriano, sono stato a mangiare a casa sua, lui è venuto da me e siamo perfino stati al mare insieme. Ha una figlia di 18 anni STUPENDA che tento di mettere insieme a mio figlio; quindi?

          • L’hai detto e ripetuto più volte: lui non è come gli altri. Probabilmente è solo un po’ meno ‘abbronzato’ :-). Comunque, dai retta ad uno stupido: lascia perdere le combines e le manfrine pro figli, in tutti i casi finisci con lo sbagliare; lascia che lo facciano da soli.

          • E’ nero come la pece, sua moglie (due zizze che non ti dico) è nera come la pece e i suoi due figli sono neri come la pece; quanto a lasciare che facciano da soli hai ragione, ma io al posto di mio figlio ci proverei a buco, lui no…è timido e imbranato sotto quel punto di vista….PERCHE’ NON CI PROVA?!?!? E’ lì, su un piatto d’argento e prima e suo padre si lamenta che ha gatti d’ogni colore che girano intorno a casa….non solo è molto bella ma è educata e va bene a scuola, il fratello altrettanto, è gente per bene….

          • Però credi che siano gli unici (per bene) fra quelli che migrano. Il coraggio per proporsi, se veramente interessato, lo deve trovare lui e il fatto che possa essere un po’ impacciato per molte donne non rappresenta un difetto, anzi, stimola il loro senso materno.

          • SOLO QUERELE, come Belpietro che titolò “islamici bastardi” dopo gli attentati di Parigi. In questa fogna criminale rossa picoret se ti ammazzano quelli là non ti puoi nemmeno lamentare, altrimenti li metti a disagio.

          • Secondo me sei scemo, scusa se te lo dico, il mio articolo è tratto da studi sull’argomento eseguito da antropologi. Il problema è culturale, non economico, questi qui sono tanto schifati dalla merda che non si curano di dove viene fatta e psicologicamente rimuovono il problema. Il problema dell’immigrazione si risolve facilmente selezionando gli immigrati e rimuovendo con la forza chi non è adattabile velocemente agli usi e consumi locali. Si fa così in tutto il mondo tranne che in Europa, ormai.
            Anche credere che gli uomini siano tutti uguali è un allucinazione parecchio diffusa, segno di una rimozione psicologica dell evidenti differenze. Io non sono uguale a te, e me ne vanto, sicuramente sono più adatto a sopravvivere,dato che ci vorrebbe meno di un un secondo per far fuori con una fucilata chi mi attaccasse. E dormirei sonni tranquilli, credimi. Tu invece staresti li a pensare se è giusto meno rispondere all’attacco, e passeresti anni interi in terapia per il “trauma” di avere spento una “vita”.

          • Ti ringrazio per i complimenti, sempre graditi. Faccio solo presente che non ho messo in dubbio che le classifiche e le ‘usanze’ non siano veritiere, ma il senso per cui riportarle. Quanto al resto, preferisco di certo sopravvivere qualche anno in meno, ma fedele ai miei principi, piuttosto che trastullarmi nei rancori. Mi raccomando, guardati alle spalle! 😉

          • Caso mai sono una mongolfiera, ma è la mia professione, oltre al mio carattere, a tenerimi ancorato a terra e alla Verità.

          • Sono completamente, inesorabilmente e estremamente d’accordo con te. Ma pare che quella del paragone con cose FORSE fatte da noi un secolo e più fà, sia il solo tentativo, peraltro molto goffo e grossolano, di una certa “corrente di pensiero” tesa con ciò a giustificare l’ingiustificabile.

          • Beh beh beh…. non sono (prevedibilmente) così d’accordo. Il mio far riferimento al fatto che qualche decennio fa anche noi avevamo usi e costumi molto più arretrati serve a capire una cosa: che le cose possono cambiare. Alcuni popoli corrono più veloci, altri meno. Alcuni popoli corrono e poi si fermano. E poi ripartono. Guarda i cinesi, che hanno avuto in passato una civiltà incredibile, poi si sono fermati, e adesso son ripartiti a velocità warp. Noi abbiamo avuto un periodo di civiltà incredibile al tempo dei romani, poi ci siamo eclissati per un po’, poi siamo ripartiti e adesso andiamo un po’ a strattoni, ma siamo sempre la 7a potenza economica mondiale. Gli egizi, altro esempio, erano civili quando i romani manco erano romani (spero di non dir castronerie). E poi anche loro sono più o meno scomparsi. I popoli non avanzano tutti in formazione, tutti alla stessa velocità. A che serve quest’ansia di sentirsi superiori perché in questo momento siamo avanti? Beh, noi italiani siamo “un po’ avanti”, non proprio la formazione di testa. Anche noi ne avremmo di lavoro da fare prima di sentirci davvero civili. Mi pare un po’ come nel calcio. Quando una squadra vince il campionato i suoi tifosi mettono su una boria dicendo “siamo i più forti”. Dimenticando che solitamente questa ipotetica superiorità dura una stagione, e poi passa.
            Io ho sempre il sospetto che se invece di far le gare ci aiutassimo a camminare l’un l’altro, senza insolentire chi resta indietro, sarebbe un mondo più vivibile per tutti.
            E sarebbero di meno gli incazzati, quelli che siccome restano indietro se la prendono con chi invece corre come una lepre.
            Senza dimenticare che troppo spesso chi corre come una lepre fa anche di tutto per azzoppare gli altri….

          • Mah, io non sono uno storico quindi non so rispondere in modo dettagliato.
            Diciamo che qualche rapida riscerca fornisce questi risultati:
            – Impero Monopotapa (Grande Zimbawe) : https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_di_Monomotapa
            – Impero del Mali: https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_del_Mali
            – Regno di Axum: https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Axum
            – Impero del Ghana: https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_del_Ghana
            Tutte civiltà fiorenti, a quel che si può capire, che poi finirono, come sempre succede prima o poi. Mi chiedo quale possa essere stato il ruolo inibitore da parte delle colonizzazioni europee. Non lo dico per dimostrare una tesi, provo solo a ragionare. Mi metto nei panni del colonizzatore. Se mi sobbarco una guerra di conquista lo faccio per ottenere dei guadagni, non certo per portare la cività negli angoli più lontani del mondo. Penso che nessuno discuta il fatto che le guerre di conquista non abbiano mai avuto scopi altruistici.
            Una volta che ho conquistato un territorio, qual è il mio interesse? Ovviamente quello di poter mantenere il più a lungo possibile la mia condizione di superiorità. Il che si ottiene, banalmente, evitando che i dominati possano sviluppare una loro capacità di autonomia, una loro cultura. Evitando che studino e facendo in modo che restino al livello di schiavi.Il che è stato vero per le dominazioni coloniali dei secoli scorsi, e gli stessi criteri mi vien da dire che vengano applicati dal neocolonialismo economico contemporaneo.
            D’altra parte i giovani neri che nascono in famiglie benestanti seguono normalmente lo stesso iter dei loro coetanei bianchi. Oddio, non è che abbia sottomano delle statistiche al riguardo, ma mi pare che di medici e avvocati e chirurghi e artisti e quel che ti pare ce ne siano a volontà.
            Insomma, bisognerebbe valutare le persone dopo averle messe nelle stesse condizioni di partenza.

          • Ok salvatore, io non discuto che un nero non possa diventare ingrgnere, avvocato o medico se ne ha le capacità e l’opportunità, ma quiesto si riferisce al singolo individuo; quello che io non riesco a capire è il perchè alcune società, composte da individui che sicuramente, se presi singolarmente, hanno significative capacità, prese nella loro interezza non riescono ad eccellere. E’ come se un Einstein da solo scopre la relatività ma una nazione di Einstein rimane al palo e non riesce ad adattarsi al mutare dei tempi. Questo è un paradosso. Nel primo link ci sono i Monomotapa, civiltà fiorente, civiltà di commercianti, civiltà scarsamente tecnologica rispetto ai portoghesi. I Monomotapa non sono riusciti a difendersi dai portoghesi: non avevano marina né fanteria né cavalleria, non avevano strategie a lungo termine pur vivendo in un ambiente dove il predominio era la base di qualsiasi cultura, lo stesso dicasi per le altre civiltà che hai citato, estremamente arretrate rispetto rispetto a quelle europee non solo contemporanee ma che precedenti. Quello che voglio capire è cosa ferma un insieme organizzato di individui potenzialmente in grado di fare faville. Sono convinto che se riusciamo a capire questo, liberandoci dei luoghi comuni volti a considerare ogni civiltà, anche la meno prestante, equiparabile alla nostra e a prendere atto delle differenze evolutive, potremmo aiutare loro e noi a costruire un mondo migliore, ma fino a che ci si becca del razzista fascista per il solo fatto di evidenziare le lacune degli africani bè…aspettiampci il peggio!

          • Mig, per quanto mi riguarda ne posso discutere. Il mio limite è la mia scarsa cultura. Per uscire dai luoghi comuni occorre leggere e studiare molto. Mi piacerebbe, ma servirebbero mille vite. Per cui mi accontento di seguire le mie sensazioni derivate dall’osservazione del mondo intorno a me. La tua domanda è più che sensata. Penso che noi europei, soprattutto al nord, siamo stati aiutati dal clima non proprio clemente, che ci ha costretti a trovare delle soluzioni per produrre e conservare il cibo, e per mettere al riparo dalle intermperie le nostre famiglie. Abbiamo DOVUTO sviluppare una tecnologia. Mi vengono in mente i polinesiani, ad esempio. Perché mai avrebbero dovuto sviluppare una tecnologia? Allunghi la mano e mangi. Esci a pesca e mangi. Il clima è mite e vivi in una capanna. Non conosco l’africa, ma penso che in molti posti, lussureggianti, la situazione fosse analoga. In Germania, in Inghilterra, nel nord Italia e Francia, devi sbatterti per coltivare e metter via per l’inverno e costruire case che ti proteggano.
            Sempre riflettendo a ruota libera direi che poi l’Europa è un territorio grande e variegato, dove gli elementi già citati hanno messo gli abitanti in condizione di creare una tecnologia, e contemporaneamente di confrontarsi fra loro, in una serie infinita di guerre che hanno comportato una ulteriore crescita tecnologica. Le mille migrazioni interne, le mille conquiste e invasioni hanno creato un terreno fertile per la crescita della cultura e della tecnologia.
            Questo potrebbe (molto condizionale) spiegare come mai, pur essendo tutti nati dallo stesso primate evoluto, alcuni di noi hanno sviluppato una civiltà tecnologica ed altri no. I casi della storia sono spesso dipendenti dalle condizioni ambientali.
            Io poi sono convinto che il ruolo dei colonizzatori sia stato nefasto, come spiegato in precedenza. E’ una mia convinzione, magari sbagliata. Ma ragionando così, a braccio, mi pare sensata.
            “Potremmo aiutare noi e loro a costruire un mondo migliore”. No, dai. Fino ad oggi il nostro ruolo è stato di pura conquista e rapina. Citami una dominazione il cui scopo sia stato quello di aiutare le popolazioni locali a crescere. Ma neanche come scopo secondario! A me pare invece che si sia sempre fatto di tutto per evitare la crescita culturale dei popoli dominati, perché se devi sfruttare le risorse locali lo fai più facilmente se non hai un popolo evoluto ad ostacolarti. Guarda che questa non è una visione buonista di sinistra, è banale logica. E’ quel che farei io e che faresti tu, se fossimo nella condizione del dominatore. Pensa di essere il presidente dell’ENI o di qualsiasi altra multinazionale dell’energia. Preferiresti doverti confrontare con un dittatore corrotto o con un governo democratico? COn un popolo ignorante e facilmente controllabile o con un popolo colto che ti controlla ed ha strumenti culturali per capire lo sfruttamento?
            Se volessimo DAVVERO costruire un mondo migliore, soprattutto (egoisticamente) per noi, dovremmo far di tutto per aiutarli a crescere culturalmente. Dovremmo andar li a creare (e magari gestire, all’inizio) soprattutto scuole.Fare in modo che la gente di li non abbia più necessità di andarsene da casa. Con la consapevolezza che questo diminuirebbe la nostra forza di dominatori. Lo vogliamo fare? No. ovvio.
            Perché pensiamo di tenere a bada, di gestire le migrazioni. Pensiamo “continuiamo a sfruttare quei popoli, e nel frattempo gestiamo le migrazioni”.
            Il risultato è che le migrazioni non sono gestibili.
            Ma poi, ridotto all’osso, il problema è che discutiamo di questo con uno scopo. Poter dire “se sono arretrati è colpa loro che non hanno voglia di fare un cazzo. E allora perché mai dovrei dar loro una mano? Che si fottano!”. Negando, per altro, qualsiasi influenza nefasta delle colonizzazioni. Anzi, arrivando a dire che “se hanno avuto un minimo di civiltà lo devono a noi.. Tant’è che appena ce ne siamo andati sono ripiombati nella m……”.
            Ma il discorso si fa lungo…..

          • No, nelle facoltà che contano, tipo ingegneria non gestionale pare che i neri siano circa l’uno per cento del totale, e per motivi fisici, non culturali. Per esperienza diretta, dove studia mia figlia ci sono indiani, cinesi e altri e su 630 solo uno di colore… e va male, malgrado sia un meticcio. Gli avvocati lo possono fare, e pure il medico, certo, ma quanti ne conosci di avvocato e medici scemi?

          • Se hai dati incrociati, fra strato sociale di provenienza, facoltà e risultati, sarò interessato a leggerli. Bisogna cioè capire se “dove studia mia figlia” ha rilevanza statistica. Grazie comunque per la segnalazione. Quanto ad avvocati e medici scemi, anche fra i bianchi, in italia, non siamo per niente messi male….

          • appunto, io non vare un cazzo dando sdubido uomo biango vare dutto lui, io sgobare e basda.

          • per quanto riguarda gli antichi romani, sorvolando sulle cause che hanno portato all’indebolimento politico-militare dell’impero (ci vorrebbero decine di post per avanzare qualche ipotesi), possiamo dire che la loro civiltà è stata spazzata via, con annessi la loro grande ingegneria civile, l’organizzazione dello stato, il diritto, la burocrazia (in senso positivo) e la cultura quando ci fu l’invasione di popoli culturalmente meno raffinati e tecnologicamente meno evoluti che hanno causato un arretramento socio-culturale significativo durato 7-8 secoli. speriamo non ci siano analogie col presente 🙂
            è vero, civiltà nascono, crescono e poi si estinguono, ma di solito lasciano un’eredità culturale che vengono prese da altri popoli che le sviluppano costruendo civiltà ancora più evolute. sembra però che questo difficilmente sia accaduto in africa, e non parliamo di un continente completamente isolato come poteva essere l’america. gli arabi hanno creato avamposti da cui poter trasmettere le loro conoscenze, il nordafrica ha goduto delle influenze culturali di cartaginesi, greci e romani e quindi una certa influenza culturale deve pur avere avuto nei confronti dell’africa nera, eppure…qualche civiltà, se vogliamo sporadica, che non ha avuto una diffusione su larga scala (come successo in europa, asia minore ed estremo oriente) evoluta al massimo come quelle che si sono sviluppate nel bacino del mediterraneo 5000 anni fa, e basta. un motivo (o un insieme di motivi) ci deve pur essere. bisogna capire qual’è evitando di cadere sia nella trappola del razzismo che del politicamente corretto più beceri.
            un paio di settimane fa ho tradotto e pubblicato un articolo dell’independent (quindi un quotidiano molto progressista) nel quale si evidenziava come si comincia, in alcuni ambienti progressisti, a considerare discriminante e razzista dare troppa centralità all’insegnamento della matematica, perchè è una materia nella quale statisticamente i bianchi e gli asiatici si dimostrano molto più portati rispetto ai neri. e se i neri non sono molto bravi in matematica, non offrono all’umanità grandi scienziati, geni dell’informatica, campioni di scacchi ecc. ecc. bisognerebbe cercare di concentrarsi sul perchè e soprattutto sulle implicazioni che questo comporta.

        • Se la risposta alle obiezioni che si sono fatte all’articolo è questa (e di altri….) è lapalissiano che non abbiate compreso cosa si volesse dire effettivamente. Poiché gli interventi sono stati numerosi e a vari livelli, inutile continuare una discussione in cui le due parti non si capiscono.

          • le discussioni sono di per sé inutili. mai visto, o quasi mai, una discussione tra individui con modi di pensare diametralmente opposti, giungere a conclusioni costruttive. ognuno rimane comunque ancorato alle proprie posizioni.

          • Che ognuno rimanga delle proprie opinioni..è praticamente certo. Dispiace quando non si viene compresi….quando viene perso il vero significato dell’intervento…allora sorge come un senso di inutilità…
            Aggravato senz’altro dall’impossibilità di ribattere in tempi stretti…(mea culpa)

          • Non sono risposte. Sono opinioni. E come è logico che possa succedere, non collimanti. Nessuno, almeno da parte mia, pretende di affermare che la propria sia quella giusta o migliore. C’era un articolo e i lettori hanno commentato, ognuno secondo le proprie convinzioni, e modo di vedere le cose. Penso ci sia solo questo da “capire”. E per fortuna che qui ancora la si può esprimere la propria opinone. In tantissimi altri posti non è così scontato….

          • Fabio…io rispetto le opinioni, ci mancherebbe….altrimenti il blog non avrebbe senso…il problema è che certe obiezioni non attinevano su quanto espresso…
            Se tu confronti la storia italiana con quella africana, senza tener conto Delle differenze contingenti….non è congruo…tutto l’Occidente ha una storia sua..che non è quella della Cina, dell’ Oceania etc
            Possiamo confrontare la storia francese con la nostra, quella inglese…o tedesca….ma non l’africana.Storia diversa, metro diverso. Con questo non ho mai detto che si debbano spalancate le porte e le braccia per un’accoglienza totale e disordinata. Occorre salvarli se in pericolo di vita, ma occorrono interventi virtuosi a monte da parte di tutte le nazioni che hanno partecipato al colonialismo ed allo sfruttamento indiscriminato e da rapina Delle risorse africane. Anche noi dopo la guerra, siamo stati pesantemente aiutati dagli USA….penso che dovremo fare cosa simile anche per loro, a casa loro.
            E nel contempo perseguire tutta la malavita organizzata ” de noatri” che su questa migrazione sta lucrando non poco.
            Colpire le cause, no gli effetti…questo mi è stato insegnato….e per farlo occorre non fermarsi alle apparenze

          • il tuo è un errore di base: OCCORRE SALVARLI. Ma chi cazzo lo dice che occorra salvare gli animali nocivi?

          • Eravamo animali, e adesso siamo anche uomini.
            C’è un di più fra essere animali, primati, ed essere uomini.
            I primati hanno il senso della famiglia e del branco.
            Proteggono i piccoli e proteggono il branco, la tribù.
            E sono, normalmente, diffidenti nei confronti degli elementi esterni.
            Eravamo così, e in parte lo siamo ancora.
            Ma abbiamo aggiunto qualcosa a questa base, qualcosa che ci ha trasformati in uomini.
            La cultura, certo. La parola, parlata e scritta.
            Ma non solo.
            Alla nostra base animale abbiamo aggiunto l’idea astratta di giustizia, un concetto che, per essere tale, deve riguardare tutti.
            Molti, qui, hanno basi culturali ben più solide delle mie, e potrebbero tener lezione, volendo.
            Ma l’idea che esistani diritti comuni a tutti gli esseri umani è vecchia. Parte da Aristotele, ma forse da prima. E passa per la magna charta, per Beccaria e finisce alla dichiarazione dei diritti dell’uomo.
            Chi, come qualcuno qui, definisce “animali” quegli uomini che vivono realtà diverse dalla nostra, fa il percorso inverso.
            Negando l’altrui umanità, torna al punto di partenza, torna a quando non esisteva diritto, esisteva solo il branco.
            Torna animale.

          • Ma no, figurati se pre scrivere una scemenza simile avevo bisogno di farmi aiutare e di imparare a memoria. Sono scemo in proprio. 😀 E le mie scemenze le scrivo di getto, senza bisogno di mandar niente a memoria. Qui sono altri quelli che vivono di memorie….. :DDDD

          • Enrica cara. Sicuramente tu rispetti le opinioni di tutti e questo ovviamente ti fa onore. il mio commento di risposta a Rod era scaturito da quanto scritto da altri che invece a differenza tua, sanno solo esprimere il proprio disaccordo attaccando chi non la pensa come loro. Qui su Orazero se vai a vedere, ci sono tutti commentatori diciamo “seri”. Mi spiego: non vedo troll o fancazzisti vari che commentano solo per prenderti in giro. Ogni volta che c’è un articolo si commenta e ci si risponde da persone adulte (quali siamo tutti). Fare “un panegirico” melenso teso solo a vilipendere i commentatori che la pensano in altro modo, accusandoli di essere “rancorosi, pieni di livore, nascosti dietro la tastiera col volto illuminato dalla lucina del computer”, sono stronzate che denotano solo l’incapacità di taluni di controllare il sistema nervoso, quando si legge qualcosa che ha scritto un altro ma che non piace. Ovviamente non hai scritto tu queste cose, ma se scorri i commenti, ci sono. Io le ho lette e ho scritto il mio parere. Sugli argomenti che hai scritto tu invece ci sarebbe molto da parlare e confrontarci serenamente e lo faremo di sicuro. Un abbraccio.

          • Hey, mi ero perso questo commento. Mi sento leggermente chiamato in causa, quindi mi intrometto. Sono quello che ha scritto le stronzate melense. E non volevo certo prendermela con quelli che esprimono idee diverse dalla mia, ci manchere altro. Probabilmente non sono stato chiaro. Non lo sono stato volontariamente, non volevo fare un attacco personale, anche se avevo in mente persone precise. Persone la cui caratteristica che mi ha spinto a scrivere non è quella di pensarla diversa da me, figuriamoci. Ho perso da tempo l’illusione di poter avere ragione. Ma ci son persone che trattano gli altri da “animali”. Che teorizzano la differenza genetica razziale, che blaterano di razze superiori e razze inferiori, che ritengono lecito lasciar morire “gli animali nocivi”. Queste sono cose che nel mio universo valoriale un essere umano non dovrebbe neanche pensare. Caro Fabio, così a memoria, e spero di non sbagliare, tu non hai mai scritto orrori di questo tipo. Hai idee diverse dalle mie, ma non ho mai letto frasi tipo “bisognerebbe inziare sparando addosso a chiunque sia di sinistra”. Boutades? Iperboli? Spero di si, ma non mi pare, purtroppo. Ci sono altre persone qui, molte, che hanno idee diverse dalle mie, e le esprimono in modo corretto, urbano. E si confrontano. E che io rispetto. Non tutti, purtroppo. Spero, stavolta, di esser stato più chiaro.

          • Ciao Salvatore, per essere stato chiaro sei stato chiaro. Ma lo eri stato anche prima. Mancavano i nomi ma le allusioni erano chiare. Io sono in genere più, diciamo “morbido”, nell’esprimere le mie opinioni rispetto ad altri. Anche perchè di mio non “sparerei” a nessuno. Sono però anche diretto e apprezzo chi in maniera altrettanto diretta dice la sua senza peli sulla lingua. Anche perchè viviamo in un momento storico dove già ci pensano “governanti” e informazione mainstream a mettere in giro verità preconfezionate ed edulcolorate, quindi la voce fuori dal coro anche se “ruvida”, almeno denota una volontà di non “conformazione” . Mi hanno sempre fatto più paura, quelli che nascondono le loro vere intenzioni dietro sorrisi di cortesia e finte buone maniere, rispetto invece a quelli che dicono da subito “pane al pane e vino al vino”. Detto ciò, ti auguro un buon proseguimento.

          • Il fatto è che certe sparate mi tolgono la voglia del confronto diretto. Soprattutto per non scendere allo stesso livello. Essere ruvidi è un conto. Mancare di rispetto alle persone, usando epiteti come animale o escludendo a priori una parte politica dal confronto bollandoli di idiozia e affermando che andrebbero eliminati dalla faccia della terra, fare riferimenti nostalgici a tragedie tipo le camere a gas o le soluzioni finali, mi spiace, qui usciamo dal civile seppur ruvido confronto delle idee. E non mi basta lo stomaco. Quell’intervento l’ho meditato a lungo. Ce l’avevo in pancia e fermentava. Puoi non essere d’accordo con me. Puoi aver l’idea che certe etnie abbiano più o meno capacità rispetto ad altre. Ma quando neghi l’umanità degli altri, a parer mio, ti allontani dal consesso umano. Soprattutto se neghi l’umanità di persone che non conosci, per il solo fatto di aver la pelle di un certo colore e di esser nati in un certo posto. Quelle idee hanno portato a milioni di morti e per quanto mi riguarda non hanno diritto di cittadinanza, di dialogo civile. Per dialogare occorre avere rispetto reciproco. Io rispetto te perchè non mi hai mai idealmente eliminato dagli esseri umani per il colore della mia pelle, per il mio luogo di nascita o per le mie idee. Mi hai, fino ad oggi e penso anche in futuro, rispettato. Posso non esserti simpatico, ma mi hai rispettato.
            Non nascondo le mie intenzioni dietro sorrisi di cortesia. Dico le cose a modo mio, cercando di restare educato, ed evitando lo scontro diretto con chi, a parer mio, non gioca secondo le regole dell’umanità.

          • Guarda, caro Savatore tutto ciò che dici è giusto ed è superfluo che si stia qui a ribadirlo da parte mia. Qui però in gioco ci sono cose che vanno oltre il politicamente corretto o l’aggressività verbale di qualcuno. Qui, nel terzo millennio è doveroso interrogarci del perchè alcune aree del mondo, nonostante talune siano addirittura colme di beni ritenuti preziosi dal resto dell’umanità, non abbiano mai manifestato una crescita culturale, economica (parlo del popolo non dei governanti), infrastrutturale e quant’altro ma siano semplicemente restati in attesa che altri provvedessero a loro. Perchè di questo si tratta. Il continente africano, il più ricco di risorse è anche il più povero. Qualcosa non torna. Dalle guerre non si fugge soltanto, dalla povertà ci si ingegna come difendersi, è impensabile oltre che neanche rispettoso della dignità dell’essere umano, pensare che altri popoli provvedano a regalare “elemosine” ad altri in maniera perenne. @Rodney Moore ha risposto ad un tuo post in maniera penso esemplare parlando della caduta dell’impero romano. Oggi qualcuno per interessi prezzolati di profitto, sta pericolosamente riproponendo la possibilità che popoli tenuti forse volontarimente (ma di sicuro approfittando di una loro indole naturale), in arretratezza totale si spargano in altre parti del mondo riportando indietro valangate di progresso economico,sociale, politico,culturale dei popoli “invasi”. E’ un modo diciamo 2.0, di fare la guerra a economie evolute e progredite. Si spara forse meno ma si conteranno ugualmente molti,molti morti. Non volersi soffermare a cercare di capire i perchè di questo stato di cose facendosi accecare dalle “teorie buoniste” del Mulino Bianco non solo non aiuterà questi popoli a ritagliarsi finalmente un ruolo in questo pianeta, ma appiattirà verso il basso anche le popolazioni restanti. Prima lo si capisce e meglio è….

        • Sono un sostenitore dell’insegnare a pescare. A volte però devi regalare qualche pesce, prima di insegnare a pescare. Altrimenti lo studente muore. Come sempre nella vita ci vorrebbe un po’ dell’uno e un po’ dell’altro. Purtroppo c’è gente che dell’accoglienza ne fa un business, e questo è criminale. Altri non vedono l’ora di avere manodopera a basso costo, vedi le fonderie del bresciano, vedi le aziende agricole soprattutto al sud, ma non solo. E poi, si, ci sono anche quelli a cui piace sentirsi “buoni”. Ma i comportamenti imbecilli ci sono ovunque. A me pare che ci vorrebbe molta più determinazione, ad esempio, nel gestire l’ordine pubblico. Nel rimpatriare i criminali. Purtroppo ci polarizziamo anche in questo, e allora ci sono quelli che li ritengono tutti animali, e quelli che invece “poverini” e quindi tutto è permesso e i crimini fatti dagli immigrati “poverini, bisogna capirli”. Ci polarizziamo in tutto, e va a finire che non si riesce a gestire il fenomeno.
          D’altra parte i problemi complessi non ammettono soluzioni semplici, a parte i deliri tipo “zio Adolfo la soluzione l’aveva trovata” oppure “basta buttare un paio di bombe nucleari nel posto giusto” o anche “facciamoli entrare tutti”. Soluzioni semplicistiche che aiutano solo a sollevare polvere e complicare tutto.
          Il problema è tosto, e richiede fatica e sacrifici. Ci si stanno rivoltando contro tutte le follie di un sistema economico basato esclusivamente sul lucro. Per lucro nel corso dei secoli è stato comodo per noi andare nei paesi arretrati a prelevare schiavi e materie prime e a fare in modo che questa gente non crescesse. Mantenendoli nell’ignoranza abbiamo fatto si che fosse possibile continuare ad estrarre risorse senza che questa gente raggiungesse un minimo di livello culturale. Se fosse successo ci avrebbero mandato via a calci. Quando hanno iniziato a farlo, poi non sono riusciti per lo più a mandare avanti la baracca.Adesso i mezzi di comunicazione li hanno messi in grado di capire che qui si vive meglio. O, quanto meno, si vive. E fanno quel che facciamo anche noi. Vanno dove la vita è possibile. O migliore. Ma a volte basta che sia possibile.
          Se, come occidente, fossimo stati meno predatori, oltre a portar via tutto il possibile, in cambio li avremmo aiutati a crescere. E adesso non verrebbero qui a “rubarci il lavoro e violentare le nostre donne”.
          A qualcuno questi sembrano discorsi vecchi, la solita litania imparata a memoria frequentando la sede locale dei PCI. Lo so, sono abituato a sentire questo mantra. Ma nessuno poi mi dice in cosa sbaglia questo mantra. Che, a scanso di equivoci, non ho imparato nella sede del PCI, che non ho mai frequentato.
          Tornado a bomba (ops!), adesso che la frittata è fatta, non esistono soluzioni facili. Ci vorrebbe buonsenso.
          Ma non ho fiducia. E’ merce talmente rara da poterla considerar scomparsa.

    • Vorrei tanto saper esprimere le stesse cose (e le stesse accuse) con la tua poesia. Purtroppo sono più diretto e senza fronzoli, ma voglio sperare di essere altrettanto chiaro. 😉

  10. una cacca, lasciata all’aria aperta, quindi all’opera del sole, della pioggia , del vento e dei batteri, si degrada in pochi giorni..facendo tornare alla terra tutti i costituenti primari di cui era composta…
    ieri ho visto un servizio sulla cementificazione selvaggia e tutta abusiva di migliaia e migliaia di metri quadrati di una costa del nostro bel paese…ora questa cementificazione e’ nel degrado piu’ assoluto e vi sopravvivono emarginati della societa’..in condizioni disumane…
    bene, mi chiedo, cosa e’ da considearsi piu’ intelligente, anche in una prospettiva sociale…mollare una cacca su un marciapiede ( si esecrabile per noi , ma molto naturale per chi e’ nato in una terra dai grandi spazi e piena di foreste immense) o rovinare, pressocche’ permanentemente, un bene di tutti, come puo’ esserlo un territorio demaniale su una zona costiera un tempo bellissima?
    e’ piu’ incivile una cacca…o permettere scempi paesaggistici…sversamenti altamente inquinanti…distruzione di habitat naturali…?
    e’ civile la mafia? e’ indice di superiorita’ razziale lasciarla infiltrare ad ogni livello del tessuto sociale? lasciare che sciolga nell’acido bambini, donne, dissidenti?
    davvero siamo una razza superiore..noi italiani ..spesso guardati con compatimento da altre nazioni?

    • questo dipende solo da quella massa di imbecilli (e io l’ho sempre urlato) che votano la sinistra. Guardati un po’ di documentari dell’ Era Fascista e se sei sobria renditi conto.

  11. Quello comunque che infastidisce , e penso di non essere sola ad essere infastidita, è usare un banale espletamento di funzioni fisiologiche, in sede non opportuna, per dimostrare una supposta inferiorità razziale.
    Non esistono razze umane diverse: siamo un’unica razza umana. Essendoci sparsi in ogni luogo della terra, la stessa terra ci ha plasmato, facendo sopravvivere solo chi si adattava al luogo: da qui le differenze di comportamento, di usi e costumi. Nessun popolo inferiore o superiore.

    • allora perchè la scienza è BIANCA? Perchè il progresso è BIANCO? Perchè gli ebrei sono superiori, e lo dimostrano da 3500 anni, agli altri bianchi?

      • Perché abbiamo una storia che ha provocato un’evoluzione in tal senso….per gli ebrei…pare che il loro brillante ingegno sia dovuto all’ esigenza di memorizzare la Torah e tutte le prescrizioni religiose, durante il loro forzato esodo verso numerosi paesi dell’occidente ..non potendo sempre portarsi dietro i libri della legge …

          • Invece hanno la trasmissione orale di storia, cultura, usi e costumi….di certo non tutto quell’arzigogolo ponderoso del levitico , per esempio…( Cito a memoria…credo sia il levitico…con tutte le misure perfino Delle frange Delle vesti sacerdotali…)

          • un golpo di damburo dire vieni, un golpo e ancora un golpo dire sdai, un golpo e un golpo e aldro golpo dire non essergi da mangiare. un golpo e un golpo e un golpo e un golpo essere droppi, non denere a mende.

  12. Macron oggi in Africa (Burkina Faso) ha detto questo agli africani che lo ascoltavano :”Quando dei paesi hanno ancora sette-otto bambini per ogni donna voi potete decidere di spendere miliardi di euro, ma non risolverete niente. Se avete una crescita demografica superiore a quella economica, non potrete mai lottare contro la povertà.”

  13. Enrichetta, FT, secondo te sarebbe possibile, in teoria, una forma di vita ibrida progredita, con organi elementari, che avesse una fisiologia sia vegetale che animale?

    • Se ha organi elementari, non può essere progredita…il cervello è molto complesso…il cervello umano ancora di più…
      Bello sarebbe se le nostre cellule avessero la caratteristica di quelle vegetali, che ricavano energia dalla luce solare…potremmo nutrirci solo di…sole…e acqua…😊

      • esatto, non intendevo un essere senziente come noi ma in grado di nutrirsi proprio come i vegetali, magari non in esclusiva. In teoria sarebbe possibile?

        • Giocare con la genetica ….si può, viene fatto quotidianamente nei laboratori… è vietato in certa misura, giocare con i geni umani. Le conseguenze spaventano per molti motivi. Non è escluso pero’ che in certi laboratori si conducano esperimenti che non ci immaginiamo nemmeno,
          Ti faccio presente però che un individuo con la capacità di fotosintesi , avrebbe la pelle verde…. già ce la si piglia per quella nera e gialla…vuoi che qualcuno non se la prenderebbe anche coi verdi?😁😁😁😁

  14. 250 commenti, qui. E su un articolo basato su fonti antropologiche. Vedremo il prossimi, su cui si spiega come mai i neri americani sono rimasti indietro soprattutto dopo l’avvento delle lotte per i diritti civili. Dopo la fine dello schiavismo stavano meglio logicamente, e lo sono sempre stati fino ai primi anni del ventesimo secolo, poi … vennero i sinistri , direbbero Monrefuge e Rodney. E non sbaglierebbero. I sussidi sono un dramma a volte. E stavolta ci metto i link, così imparate.

      • Ciao “tiribitanti ” di Ora Zero, guarda che io leggo tutti gli articoli che vengono pubblicati e se non posso contribuire con qualche cosa di interessante o pertinente, preferisco leggere tutti i vostri commenti.
        Grazie a…( opzione di scelta della divinità a seconda delle proprie convinzioni religiose…Dio, Allah, Budda, Confucio oppure “QUELO “), c’è una nutrita schiera di frequentatori che animano il sito e per la prima volta anche un commento della signora Tiziana da Facebook vi ha confermato che la visibilità è buona.
        La pubblicità ( buona o cattiva !) serve a creare curiosità che induce anche i più refrattari a spostamenti di residenza a sbirciare e rendersi conto che, tutto sommato, c’è libertà di parola e scambio di opinioni senza quello strascico odioso di offese o scambio di insulti.
        Sull’ argomento non c’erano fonti in italiano, ma alcuni grafici erano chiarissimi…ma quanto cagano gli indiani !…’na cifra impressionante quella “sciolinata ” dalla relatrice al pubblico in sala.
        Saluti, ora torno su Stupidonia per mettere le previsioni ludiche…se nessuno ci avesse fatto caso, nelle previsioni precedenti,c’era anche il suggerimento di un ambo secco su Venezia…chissà se qualcuno ottimista o fuori di testa se lo sarà giocato !
        Statemi bene.

  15. Ghana o non Ghana, le domande sono tante: perchè sono qui e perchè non vengono gestiti regolarmente? Una Nazione non più sovrana come la nostra preferisce dimenticare molto presto i problemi sociali, dimenticando gli italiani, i nostri poveri, le nostre incertezze, le nostre insicurezze, le nostre realtà nel territorio, i nostri disagi. Rendiamoci conto che interessa poco dove defecano e dove vanno a dormire o mangiare i nostri cittadini italiani signor nessuno. Per i Governi per la politica per le Istituzioni è più facile indurre il moralista perbenista a vedere sempre bello intorno a noi basta che il problema non tocchi personalmente questi soggetti. Meglio tornare a studiare un po di educazione civica e rispetto per le cose altrui nelle scuole per intervenire subito, mentre per questa gente straniera che noi non riconosciamo nei valori e storia del Paese dire una volta entrati nel territorio: “se sbagli paghi e non lamentarti se qualcuno ancora oggi ti vede come limite di una società evoluta e che in essa non rispetti la regola per ignoranza e per menefreghismo” a volte le forme di vita primordiale ritornano…..homo sapiens che tu sia bianco o nero.

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    • dei poveri italiani ormai non frega più nulla a nessuno. una volta c’era il pci che parlava di operai, contadini, proletari. ora nemmeno la sinistra sinistra se ne frega più nulla. ora si difendono solo ed esclusivamente i diritti dei gay, degli immigrati. i poveri italiani di ora sono più poveri di quelli che difendeva il pci una volta, ma rispetto ai nuovi poveri che arrivano a migliaia, sembrano addirittura benestanti. questo causa una discesa sempre più frenetica verso l’abisso e una guerra tra poveri.
      poi bisogna aggiungere, giusto per peggiorare le cose, che il politicamente corretto parla di accoglienza, che non bisogna respingere i migranti, che bisogna allargare la fascia dei diritti, senza dire come fare e senza preoccuparsi di chi prima di questi, avrebbe dei diritti che non sono mai stati rispettati ma che per il semplice fatto di essere italiani, vengono trascurati perchè così impèone la nuova religione del buonismo da strapazzo.

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