Il vero, il falso, la guerra e la cultura

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Questo articolo è preso di peso dalla testata online PuntoInformatico, e più nello specifico dallo spazio Cassandra Crossing di Marco Calamari.Foto di Marco Calamari

Marco è davvero una Cassandra, uno che vede pericoli informatici ovunque, ma secondo me è lucido, ed ha spesso ragione.

L’articolo parla della scomparsa di quel poco di verità che era forse accessibile prima dell’avvento di Internet. Ora che è possibile diffondere istantaneamente e in tutto in mondo qualsiasi notizia, vera o falsa che sia, tanta gente ha capito che le notizie (mi rifiuto di chiamarle informazione) sono un’arma per vincere battaglie economiche, politiche, di potere. Lascio agli illusi il credere che ci sia una “parte” in tutto questo. Quelli che pensano che siano i cattivi, gli altri, a fare uso di questi mezzi illeciti. Ormai tutti fanno uso di questi strumenti, perché sono armi che si usano per vincere battaglie.

Vi lascio alla lettura.

Salvo

Roma – “Orwell aveva capito tutto, e ci ha lasciato un romanzo dove sono scritte, anche se solo accennate, cose che non sono ancora successe, e che quindi non abbiamo ancora potuto leggerci”.
Un panegirico del genere non è stato mai scritto, ma forse lo sarà nel prossimo futuro.

Nel romanzo, Winston Smith, onesto censore impiegato al Ministero della Verità, viene molto apprezzato perché dovendo sopprimere una notizia sul giornale non si limita a farla scomparire, lasciando però un percettibile spazio bianco sulla pagina.
No, inventa una notizia (“fake news” ante litteram) su un inesistente eroe morto nella guerra contro Eurasia ed Estasia, in modo che la rimozione non sia percettibile. Altera dunque la realtà invece di limitarsi a censurarla.

Nel romanzo questo è descritto solo come “censura sopraffina”; Orwell non si interroga però sulle conseguenze che avrebbe a lungo termine questa “generazione di conoscenza falsa” se applicata su larga scala. Facciamolo noi.Dobbiamo però iniziare da lontano; per l’esattezza da un rapporto del Belfer Center intitolato “Artificial Intelligence and National Security”.
Si tratta dell’opera di uno dei centri studi che gravitano intorno alla Difesa americana, finanziato dalla IARPA, che è l’equivalente per l’Intelligence della storica DARPA, la cui importanza, passata e presente, per la formazione del futuro non richiede alcuna spiegazione.
In questo rapporto vengono elencati sei settori in cui l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning potranno avere un impatto da significativo a rivoluzionario nei prossimi (pochi) anni.
Molti settori e problematiche sono facilmente intuibili; Cassandra è però rimasta colpita da un problema mai sentito prima, descritto in questa forma:

“AI-enhanced forgery of audio and video media is rapidly improving in quality and decreasing in cost. In the future, AI-generated forgeries will challenge the basis of trust across many institutions.”

Traduciamo e semplifichiamo. L’Intelligence americana è preoccupata che nel prossimo futuro, grazie all’Intelligenza Artificiale, possa essere prodotto materiale informativo falsificato di qualità indistinguibile da quello vero, e in quantità talmente massiccia da poter essere usato per “corrompere” la conoscenza preesistente.
Ovviamente questo viene inquadrato in un contesto di supremazia presente, nonché di conquista e mantenimento della supremazia futura, in un nuovo settore strategico.

Se qualcuno ritenesse che il controllo dell’informazione non sia un settore strategico come quello delle armi nucleari, dovrebbe fermarsi e ricominciare dall’inizio, ripassandosi prima qualche buon libro o film di spionaggio, leggendo su Wikipedia informazioni sull’OSINT e sulle PSYOPS.

In sostanza, l’intelligence americana ritiene che ci sia il pericolo di non avere la supremazia in un nuovo settore di armamenti; quello della manipolazione e distruzione massiccia della conoscenza.
Si noti, non che “possa esistere un’arma per la distruzione della conoscenza”, data per scontata, ma la possibilità di non avere la supremazia nel settore, o di non possedere difese adeguate.
Lo stesso problema certamente se lo stanno ponendo tutte le superpotenze, informative e non, di questo pianeta.

La prospettiva inquietante però non è che si apra un nuovo fronte di conflitti freddi/tiepidi, come si è aperto quello del cyberspazio, dove battaglie vere sono già state combattute (anche se per ora non le trovate descritte nei libri di storia ma solo in quelli di informatica o al massimo di geopolitica).
La cosa inquietante, anzi preoccupante per i normali essere umani, è considerare le conseguenze di una guerra informativa su larga scala, combattuta generando grosse quantità di informazioni false indistinguibili da quelle vere.

Negli anni ’70 e ’80 scienziati, romanzieri e registi si sono interrogati a lungo sulle conseguenze di una guerra nucleare globale; catastrofe planetaria, fine del mondo civilizzato ed estinzione del genere umano erano le credibili risposte.
Ora interroghiamoci sulla possibilità che la cultura nel suo complesso, anche solo quella degli ultimi anni, sia improvvisamente inquinata da enormi quantità di informazioni e notizie false, create con l’intento di generare scompiglio e di battere un nemico.

Ci interessa chi attacchi, chi si difenda e i motivi per cui ciò avvenga?
Magari si, ma prima dobbiamo preoccuparci del “dopo”. Proprio come in un mondo devastato dalla guerra nucleare, con infrastrutture distrutte e risorse naturali inquinate ed inutilizzabili, dobbiamo infatti preoccuparci di una cultura post-guerra-informativa, inquinata da grandi quantità di informazioni false non distinguibili da quelle vere.

Come distinguere il vero dal falso dopo una “catastrofe informativa”? Come ripristinare la cultura “vera” dopo una “guerra informativa globale”?
E ancora… Sarebbe possibile “ricostruire la cultura” o dobbiamo prendere in considerazione la possibile fine della cultura come oggi la conosciamo, una “estinzione della verità” equivalente ad un mondo spopolato da una guerra termonucleare globale?
In tutta sincerità, “sic stantibus rebus”, non è mai troppo presto per occuparcene.

Marco Calamari – @calamarim

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  1. Ritengo che il problema esista ma diffondere “notizie false indistinguibili da quelle vere” è semplicemente impossibile, almeno quando queste notizie devono essere supportate, anche solo parzialmente, da leggi scientifiche. Queste notizie “indistinguibili” possono far parte esclusivamente di più o meno solide macchine del fango ma non possono andare oltre. certo sce nasce un discorso di complicità/omertà allora anche la credibilità scientifica può essere minata, e in parte già lo stiamo vedendo, ma, appunto, solo con complicità e omertà.

    • La creazione di falsi non riguarda solo gli aspetti scientifici della realtà. Se ho capito bene, ti riferisci ad esempio alle questioni climatiche, su cui si fanno grandi battaglie economiche, politiche e ideologiche. Ma l’intelligenza artificiale consente già ora, e peggio sarà in un vicino futuro, di modificare foto e video creando falsi indistinguibili dal vero. Presto, quando guarderemo un filmato che documenta un evento, non saremo in grado di capire se è vero o no. Si perderà, totalmente, il concetto di vero. E saremo sempre più preda degli schieramenti. Più di quanto facciamo già ora, decideremo in base a quelle che crediamo le nostre idee. Ma anche lì dovremmo capire quanto avrà pesato, nel formare idee che crediamo nostre, un bombardamento mediatico personalizzato. Si perché quel che vediamo sul piccolo schermo del nostro pc, tablet, telefono ci arriva dalla rete che ha smesso da tempo di essere neutra, che ci conosce, ci profila, e può filtrare le informazioni in modo da poterci pilotare. E oguno di noi, ovviamente, sarà più che convinto di essere l’unico savio in un mondo di stolti e di sapersi difendere da questi attacchi mediatici, di esser l’unico che sa riconoscere le truffe e sa distinguere il vero dal falso.

      • Lo so bene che la creazione di falsi non riguarda solo gli aspetti scientifici purtroppo, e le questioni climatiche sono solo una piccola parte delle buffalone in circolazione per la rete e pompate dai media, vedi per esempio tutta la truffa sulle energie “rinnovabili”; nondimeno non concordo su quanto dici. Per esempio negli USA, dopo l’uscita del film Forrest Gump, dove Hanks stringeva la mano a Kennedy

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        e Sinise pareva davvero con la gambe amputate

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        si è capito che le prove audiovisive portate in dibattimento processuale andavano valutate con molta attenzione prima di essere ammesse come tali. Smascherare le bufale non è difficile, è faticoso, così le bufale fanno leva sull’indolenza della stragrande maggioranza della gente per potersi diffondere a far passare i loro fuorvianti messaggi. Questo credo sia il vero pericolo: in realtà non vogliamo smascherare le bufale perchè ci costruiscono ll mondo che vogliamo; in sostanza se le fake news si diffondono e prosperano è anche gran parte colpa nostra. Ti faccio un esempio: i politichetti nostrani starnazzano di voler fare questo e quello per il paese, starnazzano le loro miracolose ricette e ci dicono che metteranno tutto a posto, ma basta leggere questa poesia che Giuseppe Gioacchino Belli scrisse 150 anni fa e ancora attualissima:

        A NOI CE SARVERANNO LE MIGNOTTE

        Mentre ch’er ber paese se sprofonna
        tra frane, terremoti e innondazzioni,
        mentre che so’ finiti li mijioni
        pe turà un deficì de la madonna,

        Mentre scole e musei cadeno a pezzi
        e l’atenei nun c’hanno più quadrini
        pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
        vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi,

        Mentre li fessi pagheno le tasse
        e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
        e le pensioni so’ sempre ppiù basse,

        Una luce s’è accesa nella notte.
        Dormi tranquillo popolo itajiano
        A noi ce sarveranno le mignotte.

        Ma l’avrà scritta il Belli o l’autore è Trilussa? Mah, nella rete si legge di tutto e di più sulla reale peternità di questa poesia, ma poco importa: anche se fosse degli anni venti nulla nell’itaglietta è cambiato e chi promette con austera serietà che le cose cambieranno spara BUFFALONE GIGANTESTCHE!

  2. ‘Le bugie hanno le gambe corte’ ci ripetevano un tempo i nostri nonni ma,al giorno d’oggi, spesso pagano e parecchio. Il problema non è tanto se e quando le ‘fake news’ vengano smascherate, ma valutare gli effetti che queste creano o possono aver creato, che sono spesso irreversibili. Finchè parliamo di scienza o di storia le bufale spesso lasciano il tempo che trovano , possono essere smentite dai dati oggettivi, anche se rimane nella mente di qualcuno il dubbio o anche la certezza che certe sciocchezze siano vere. Se ci spostiamo però nei campi economico, politico o professionale, gli effetti possono risultare devastanti e, purtroppo, non reversibili. Basti, ad esempio, pensare, alle voci, ai ‘rumors’ che, lanciati in certi ambienti, magari anche da persone con poco credito e competenza, in Borsa o sui mercati internazionali, che fanno spostare capitali, portare ricchezza o far fallire società e imperi, stroncare carriere di politici, artisti, professionisti in modo tale da non potere essere recuperate o comunque danneggiate e inficiate considerevolmente.

    • Il problema non è tanto se e quando le ‘fake news’ vengano smascherate, ma valutare gli effetti che queste creano o possono aver creato
      Il problema non è tanto se e quando le ‘fake news’ vengano smascherate?!?!? Ah no? Non è quello il problema??!?!? Allora se il problema non è smascherare le bufale lasciamole andare, non smascheriamole e dopo che hanno fatto i disastri che volevano fare ne valuteremo gli effetti! Bel piano, davvero bello!

      Oh Zeus, Zeus….

      • Al solito non comprendi i concetti o li stravolgi. Se ha nno le gambe corte, è ovvio che le balle vengono e debbano venire sbugiardate (sono qui apposta!). Il problema vero è che spesso i dann sono già stati fatti e a quelli non è più possibile rimediare. Ghet capì?

        • vedi dunque che aveva ragione Berlusconi a non dimettersi quando i demokratici lo indagavano un tanto al chilo? Mi sembra proprio che in quel caso tu non fossi proprio di questa idea. 😉

          • Per forza, quelle non erano né balle, né bufale. Sui disastri contabili e sulle testimonianze nemmeno richieste di soubrettes e ballerine non c’era molto da aggiungere. Il fatto che sia ricorso il più delle volte e non abbia rinunciato alle prescrizioni la dice lunga sulla tipologia di persona, che non è certamente cambiata lontano dalle telecamere. Weinstei è stato crocifisso solo perchè ha fatto poposte ‘indecenti di lavoro, Berlusconi pagava e paga mensili per mantenerle in piedi. 😀 Per carità, per me sono colpevoli pure quelle che accettano certe proposte denunciando (molto) dopo, ma questo è un altro discorso.

          • Lo dico a te. Le conversazioni telefoniche parlano chiaro. Che poi sia pratica comune cui sei abituato, passi, ma SONO FATTI.

          • …che se fosse stato per loro, avrebbero continuato in silenzio a farsi mantenere, ben felici della situazione…peccato che sia saltato fuori tutto il mercanteggio…ed allora hanno dovuto barcamenarsi tra il soldo e la gogna…

          • E questo può, anzi porta a screditare coloro che veramente sono state, o saranno, vittime di abusi. Un autogol in piena regola!

          • …ma l’abuso in effetti c’è… c’è l’uso di posizione predominante ( berlu) e di posizione subordinata ( le ragazze) ….ma nel mondo esiste anche chi non si rende nemmeno conto di aver dovuto subire e pensa invece di trarne vantaggio economico con la “vendita di sé, del corpo, della dignità, della propria integrità morale”….questo è per me fonte di tristezza: la loro incapacità di vedere e quella di tutti gli altri che le giudicano….e il discorso va fatto non solo per le donnine di Berlusconi…ma per tante donne, ragazze, adolescenti che vendono la propria integrità per poco o tanto…non importa…ma “vendono”…e non sanno di essere vittime…

          • Come puoi dire che sono vittime? Se la danno VOLONTARIAMENTE in cambio di un VANTAGGIO non sono vittime: sono affariste! Tutto ciò a cui viene attribuito un valore può divenire moneta, perché con la patonza dovrebbe essere diverso? Io sono una gran gnocca, non so fare niente, non ho altra moneta che la mia farfallina e non mi pesa usarla, la vendo, perché no? Se alla mia controparte va bene è un accordo commerciale come un altro: a te la gnocca a me la casa/il contratto/quel tal vantaggio! Possono dire che non è meritocratico, ma li finisce! Non possiamo dire che è immorale nè disdicevole nè vittimistico; è un mero scambio per reciproco vantaggio.

          • Sono vittime da che son nate, se non hanno coscienza di valere molto di più di tutti i soldi che possono fare vendendosi a vecchi flaccidi, porci ma potenti e ricchi.
            Diverso il discorso di serie e consapevoli professioniste, che scelgono di prostituirsi liberamente. Io vorrei che fosse loro riconosciuta la professionalità e la dignità di qualsiasi altro professionista. La loro importanza sociale è indiscutibile.

          • il MiG ha ragione, Enrichetta,le olgettine la facevano annusare al B in cambio di moneta, sempre meglio che darla a cani e porci per molto meno.

          • Dice bene OLy nella risposta qui sotto: non erano nè balle nè bufale. Si è rovinato una carriera politica solo per il suo “amore” pe “o pilu”…Diverso è il discorso della “fake” usata per farlo dimettere: lo spread. Lì è stato fatto un “capolavoro” tra fakes e pressioni mediatiche che hanno messo l’accento su mosse speculative che avvengono tutt’ora, magari con altri strumenti finanziari, ma che in quel caso sono stati utili per far cadere un governo….a beneficio di uno che ha fatto “macelleria sociale” come non mai in Italia . Un saluto a tutti e 2.

          • Assolutamente NO. Abbiamo avuto rekord di debito pubblico infranti un giorno si e un giorno no. Ma abbiamo assistito a qualcosa di nuovo : l’addomesticamento della politica italiana e del popolo da parte delle oligarchie massoniche. Il “fratello” Monti, fedele esecutore dei desiderata dei grembiulini, ha con l’appoggio di tutti i maggiori partiti, messo le pastoie all’Italia, fatto macelleria sociale e assoggettato il nostro governo all’europa. Berlusconi invece di opporsi a chi lo aveva detronizzato con la farsa dello spread, si è accodato a quelli che davano la fiducia a Monti e si spellava le mani nel giorno della seconda incoronazione di Re Giorgio. Te lo ricordi? E lo sai perchè? Perchè gli hanno detto che per la condanna imminente che lo aspettava, se la sarebbe cavata con 9 mesi una volta a settimana a Cesano Boscone. Non tutti gli italiani hanno la memoria di una pulce caro Mon…Il “buon” Berlusca, così come Renzie e altri, quando parlano alcuni “ambienti” possono solo dire : “Obbedisco”. Saluti.

          • Ciao Fabio, se non risponderebbero così non sarebbero dove sono, poi chiaramente e di fatto, l’unica devozione e obbedienza vano al dio soldo e dio potere..

          • Buongiorno Alka, e cosa vuoi che succeda……Se avremo anche questa ennesima infamia da sopportare, succederà quello che è successo col Monti 1: larghe intese, governo di “responsabili” appoggi dati anche da partitucoli esterni tipo MDP e via cantando. Le TV unite diranno che si rivede la luce in fondo al tunnel e taceranno su debito pubblico, svendita (per loro :privatizzazione) degli ultimi “pezzi di pregio” dell’industria italiana a parteciazione statale, e lotta “finta” all’evasione fatta solo per giustificare aumenti di tasse…..Cose già viste. Che mi auguro di non rivedere ovviamente….ma l’italione è quello che è….Un saluto.

  3. Cominciamo col dire che “la cultura” non è composta solo da “informazioni” quindi limiterei a ques’ultimo campo gli eventuali “danni irreversibili”. Sul resto, caro Cassandra, il problema delle “fake news” di sicuro c’è e di sicuro rappresenta un grosso problema specialmente per le pressioni che si possono esercitare. E’ anche vera una cosa: sfido chiunque di questo forum a dire che, togliendo per un attimo internet, il resto del “panorama” dove uno può informarsi ovvero Tv, giornali, riviste, pubblicazioni di settore etc non siano altrettanto manipolabili e già manipolate. Suvvia…Assistiamo in questo periodo come mai prima, come un editore praticamente unico e una serie di emittenti coalizzate tra di loro, magnifichino ogni giorno le mirabolanti gesta di governicchi capeggiati da figure meno che mediocri, che si esaltano di zero virgola sul PIL o ordinano a inutili e vetusti istituti di statistica di emanare proiezioni a loro gradite. E vogliamo dire che il problema è internet? Di sicuro è anch’esso un problema e di sicuro viene già ampiamente utilizzato per “profilare” gli utenti e confezionargli le verità che preferiscono. Ma è qui che diventa indispensabile quacosa che o ce l’hai o nonce l’hai: il cervello acceso, voglia di approfondire e quindi anche studiare, tenere il contatto con la realtà e con le persone che hai intorno per strada e non su Whatssup. Questo è l’unico antidoto alle “fakes” che ci sono e sempre ci saranno. Noi che non siamo più giovanissimi lo comprendiamo, quelli che sono nati nell’era del virtuale e del social faticheranno molto di più a difendersi. Ma lasciate stare internet……i tentativi di demonizzarlo e renderlo meno efficace, lasciamoli alla Boldrini….

    • I regimi totalitari controllano strettamente i media tradizionali e impediscono il libero accesso a internet. Questo vuol dire che i primi possono essere facilmente manipolati, internet invece è difficilmente controllabile. Ovviamente questo comporta una diffusione di fake news superiore a quella che si riscontra nei media tradizionali. Sta al singolo cercare di informarsi da più fonti per riconoscere il vero dal falso. Con internet è facile e a costo zero.

      • Sono d’accordo. E penso che sia il pallino fisso di parecchi anche qui da noi: come imbavagliare o almeno screditare internet. Anche solo la possibilità di mettere in contatto in tempo reale persone distantissime tra di loro e quindi far circolare informazioni, è una caratteristica di internet che a qualcuno che gioca con riga e compasso fa saltare i nervi. E allora giù con l’inondazione dell “fakes”, e aggiungerò anche con prolificazione di siti che si arrogano il diritto di darsi la patente di “stana bufale” e che invece sono al soldo proprio di chi le confeziona le bufale….senza bisogno di fare nomi che tanto siamo tutti svegli no?? Un salutone.

        • buongiorno fabio. che ci siano una marea di siti bufalari, che pubblicano notizie (o non notizie) sensazionali ma spesso e volentieri manipolate, falsate, distorte è un fatto accertato. lo scopo, ne abbiamo parlato parecchio in passato, è quello di acchiappare clic, ottenere visibilità ampia, farsi “un nome” e diventare delle star del web, e ci sono i siti che si autoproclamano cacciatori di bufale. il problema di questi siti sbufalatori è che sono più o meno a senso unico: sbufalano (o pretendono di farlo) solo alcuni tipi di bufale ma tacciono completamente su altre, secondo convenienza.

          • Possiamo fare una deroga e permettere che per una volta io possa darti un milione di like? E un abbraccio!!!

      • Ciao Rodney,
        condivido il fatto che essendo internet meno controllabile venga assediato da fake news e altre falsità allo scopo di accendere una cortina fumogena che faccia desistere chi ancora non lo conosce. Dibattiti interminali e inutili che coprono un tentativo di mettere le manette a chi il web lo usa in modo intelligente e persino ispirativo.
        Il problema è come distinguere il vero dal falso…questo non lo impari smanettando su google ma vivendo una vita, una vita normale, perchè sembra che nemmeno più a quella abbiamo diritto.

        • ciao les
          completamente d’accordo: la realtà virtuale non deve mai sostituire quella materiale. deve poter essere uno strumento aggiuntivo di cui avvalersi, ma è un grave errore scollegarsi completamente dalla vita normale, dai rapporti inter-unmani tradizionali. purtroppo le nuove generazioni sono avviate verso il totale scollegamento tra virtuale e materiale, e le future sono ancora più a rischio: il rischio di credere che realtà virtuale e realtà materiale siano la stessa cosa.

    • TENRE IL CERVELLO ACCESO
      prima tra le azioni da fare e, consentimi, una volta che è acceso usarlo: accendere l’auto e poi rimanere fermi nello stesso posto serve a poco! E’ deleterio, anzi.

      • Acceso:ok..
        Usarlo:ok…
        Ma tutto dipende se hai letto il manuale di istruzioni….quello giusto, possibilmente…😉

        • Ma adesso le istruzioni sono scritte in tutte le lingue possibili e immaginabili, anche le più improbabili come il polacco, idioma parlato solo a Cracovia e dintorni, naturalmente tutte TRANNE L ‘ITALIANO! Segno di quanto l’taglietta sia considerata zero, segno di quanto i cervellucci dei nostri politichetti che formano i nostri governicchi siano non solo di scarsa qualità, ma anche perennemente off line!

    • Ciao fabio, se mi togliessero internet domani mattina sinceramente avrei un colpo al cuore, che già non sta bene di suo e continuo a fumare. 😉
      Detto questo, a parte essere d’accordo completamente con te (duplicando il tuo pensiero) aggiungerei che mentre si sta formando una rete planetaria nuova e futurista in modo positivo si aggiunge tutta e dico tutta la società del presente che come sappiamo arriva dal passato, perlomeno quello che prima c’era già.
      Io mi ricordo i vani tentativi della rai e mediaset di bloccare internet per tener buoni i pubblicitari, per poi crollare con vergogna poco tempo dopo e dover accettare e subire il fatto di entrare anche loro sulla rete, cosa finalmente avvenuta ai giorni nostri con notevoli investimenti e ruberie fatte con i nostri soldi, quelle non mancano mai all’occasione, in Italia.
      E adesso che anche loro ci sono dentro (dai twitter di Gasparri si apre un mondo fantascientifico e allucinante) ci portiamo dentro tutte le fake news che si portavano dentro prima le televisioni, le riviste, i giornali, i servizi speciali fino al nano che ci portò finalmente gli americani e con esso il berlusconismo.
      Le sirene o lo yeti lasciano il tempo che trovano, le vere fake news sono quelle che fanno crollare i governi, come lo spread ad esempio, o creano terrore tra la gente come l’ebola o l’aviaria.

      • Buongiorno carissimo, scusa il ritardo della risposta ma per un paio di giorni non sono stato “presente”. Inutile dire che concordo con tutto ciò che affermi. Un salutone!!!!

  4. @salrandazzo:disqus veramente la disinformazione totale passa anche per la televisione e certe testate giornalistiche.
    Internet non è un mostro come non è un dio. Giustamente è puramente uno strumento.
    In relazione ad AI ho già scritto articoli http://liberticida.altervista.org/category/future-of-technology/
    Forse la vera educazione che deve fornire la famiglia, la scuola e la società, è insegnare il discernimento (formulare un giudizio, scegliere un determinato comportamento, per decidere bisogna avere adeguati criteri di valutazione, e forse non escluderei i valori morali e le capacità intellettuali). Tutto ciò si riflette anche sulla maturità del soggetto, la classe di provenienza e molto altro (vedi anche fattori ambientali). Al netto di questi tanti fattori è ovvio che esistono anche persone colte che magari scivolano su argomenti di non poco conto: evito di elencarli per evitare una bufera senza termine.
    Allora facciamo un esempio semplice semplice: un ing aerospaz ti svita il cranio quando sente parlare di “certi argomenti”, un analista finanziario può spiegarti se un investimento è adatto al tuo profilo, ma tutti e due magari sono anti-vax… e alla fine arriva un medico che sviterebbe il collo ad entrambe i soggetti (lo stesso medico magari è esperto di bit coin e ha la passione per altre materie/argomenti). Personalmente su certi siti si possono trovare persone di grande cultura ma che si legnano senza fine su cosa è vero e cosa è falso, ma anche cosa è giusto e cosa è sbagliato. Persone che passano tempo a documentarsi, ma anche in grado di mettersi in discussione e di cambiare idea e orientamento. Nelle discussioni i soggetti si scambiano informazioni e a volte leggendoli emergono spunti interessanti che poi altri utenti vanno ad approfondire e intervengono nella discussione.
    Io rispeto a 5 anni fa ho cambiati idea su molti argomenti, e non è stata una cosa semplice e nemmeno indolore. Ovviamente ringrazio internet perché mi ha offerto questa possibilità. Controllare e manipolare internet già lo fanno, ma il sistema è poroso, qualcosa sempre sfugge al controllo. Esempio semplice: se sai leggere altre lingue vai su siti che non circolano in Italia per reperire informazioni, trovi il giornalista che parla di un determinato argomento di cui conosce il “dietro le quinte” e ne parla a chiare lettere, così hai la possibilità di capire una cosa che in Italia non era stata argomentata nel modo corretto. Controllare Internet non è così semplice e “con sistemi adatti ad aggirare il sistema” si possono leggere anche siti che qua risultano oscurati. Controllare poi il deep web sarà ancora più difficile. Cordiali saluti, Alessia.
    PS: interessata a risposta

    • Assolutamente d’accordo Alessia, hai centrato il problema con rara lucidità!
      Personalmente su certi siti si possono trovare persone di grande cultura ma che si legnano senza fine su cosa è vero e cosa è falso, ma anche cosa è giusto e cosa è sbagliato. Persone che passano tempo a documentarsi, ma anche in grado di mettersi in discussione e di cambiare idea e orientamento
      E’ quello che cerco di fare, è quello che ho crecato di fare fin dalla mia prima lettera postata in rete. Creco di smontare la disinformazione incrociando dati e basandomi su ciò che la natura permette, per quel che riguarda la disinformazione tecnica. Ma non serve, o forse non sono io grado di essere incisivo, convincente, ma è triste vedere come le nuove generazioni e non solo le vecchie, si lascino abbindolare da idiozie che non hanno né capo né coda. E questo mi rende sempre più pessimista sul futuro….

      • Le nuove generazioni sono più a rischio in quanto la famiglia e la scuola hanno perso la funzione educativa e formativa anche del carattere e dello spirito critico. Depotenziare la scuola, e far credere alle famiglie che la panacea di tutti i mali sia l’abbonamento a Sky, ha fatto si che germogliasse il virus “dell’ebete”. Un saluto.

    • So che non è la mia di risposta quella che attendi, però debbo dirti di essere completamente d’accordo con te. “I fattori ambientali” come li chiami tu che concorrono alla formazione anche critica di un individuo sono fondamentali. La famiglia e la scuola in questo hanno un ruolo di primaria importanza. Ecco perchè si cerca in tutti i modi di depotenziare entrambi. Internet di sicuro non è il “Dio della luce” anzi, ma è anche vero che la sua vastità lo rende più difficile da controllare. Al contrario,laTV è facilmente dominabile e coloro che compano solo di quella fanno la fine di quelli nella pubblicità di Sky: a bocca aperta come i tordi.

    • Alessia, mi scuso per non aver risposto per tempo. In realtà la mia presenza sul blog è a corrente alternata, condizionata sia dagli impegni di lavoro che dallo scoramento per la difficoltà, oserei dire l’impossibilità di un reale scambio di opinioni. A volte sembra di essere in trincea nella 15-18. Ognuno arroccato sulle sue posizioni. Raramente c’è un vero trasferimento di conoscenza, non è dialogo, è battaglia.Chi porta qualche elemento si sente rispondere che sono fake news. Ormai è facile, basta definire fake quel che va contro le nostre convinzioni. La realtà è relativa.
      Controllare l’informazione è storia vecchia, non è un’invenzione recente, certo. Adesso però cambiano i tempi. Schiacci enter (o fai click) e quel che vuoi dire, vero o falso che sia, fa il giro del mondo.
      Come orientarsi? Non facile. Certo, tu dici, occorre consultare più fonti, siti esteri. Deep web? Ma di cosa parliamo…. sono abbastanza scoraggiato, perché se parli con la gente intorno a te ti accorgi che pochi son quelli che approfondiscono un qualsiasi argomento. Costa fatica. E fra la gente che lavora tutto il giorno, magari lavori non specialistici, estranei a dati argomenti, quando torna a casa ha solo voglia di rilassarsi. Accende la TV. O “sale” su facebook. E quel che passa da questi media diventa informazione, vera o falsa che sia. Quanta di questa gente ha voglia e tempo di confrontare, approfondire? Quanti sanno cos’è il depp web? E quanti saprebbero entrarci e saprebbero muoversi?
      Ma il buon Calamari aggiunge un tassello. Ci dice che adesso produrre documenti falsi sta diventando sempre più facile. Modificare un video, cambiare facce, cambiare scritte, cancellarle. Il tutto con qualità impeccabile, in modo che sia quasi impossibile identificare l’artefatto. Altro che cancellare o riscrivere la storia. E, pare, il fatto che in futuro la “realtà” sarà prodotta e non più raccontata è assodato. A quanto pare resta solo da capire chi avrà gli strumenti per farlo. E ogni grosso attore, governi, multinazionali, fa a gara per dotarsi di questi strumenti.
      Approfondire? Deep web? E come fai a sapere se quel che trovi è reale o artefatto? Devi fidarti di chi c’è dall’altro capo del filo.
      Insomma, il gioco sta diventando davvero complicato, ed ho la sensazione che poi alla fine tutto questo interessi a pochi.
      Il fatto è che abbiamo vissuto centinaia di migliaia di anni in una realtà ristretta, la nostra tribù. Al massimo la tribù vicina. Con una dose di informazioni minima da conoscere per muoversi in questo ambiente limitato. Viaggiare era cosa di giorni, settimane, mesi. Anni.
      E le informazioni giravano alla velocità dei piedi. Al massimo dei cavalli.
      Poi tutto è cambiato, a velocità warp. Adesso l’informazione è, letteralmente, istantanea. E troppa,, per i nostri cervelli non dissimili da quelli dei nostri avi. Troppa.
      Per vivere, per orizzontarsi, per scegliere, occorre sapere troppo.
      E passi, se bastasse sapere .
      Il fatto è che ormai non sei sicuro di sapere. Non sai se puoi fidarti di quel che leggi. Se non sei esattamente del mestiere, non puoi fidarti.
      Mi permetto di citare un argomento, non per entrarci, ma solo per dimostrare la difficoltà.
      Se non sei un epidemiologo, se non sai esattamente cos’è un vaccino, e come funziona, se non hai i dati statistici fra le mani, se non hai studiato (e bene) le modalità trasmissive delle epidemie del passato e del presente, se non conosci i modelli matematici del contagio e la loro affidabilità, tutto quel che leggi per documentarti è coperto da un enorme punto di domanda: sarà vero? che sia pro o contro, non importa. La domanda è: sarà vero?
      E allora noi non tecnici, noi professori, avvocati, programmatori, impiegati, meccanici, iniziamo a “documentarci sul web”. Riderei, se non mi venisse da piangere. Documentarci sul web? E come? E con quale affidabilità?
      Aggiungi a questo la dimostrata (forse) attitudine di molti a selezionare le informazioni che confermano un punto di vista già formato, e a scartare con non credibili quelle che vanno contro questo punto di vista. Quel che non ci piace è fake. Per definizione.
      Ormai siamo come Thomas A. Anderson, alias Neo. Viviamo nella matrice e non abbiamo modo di distinguere il vero dal falso. E spesso non ci interessa, perché pensiamo di conoscere già “la verità”.
      Ma, e forse è peggio, la maggior parte di noi non ne ha voglia, tempo. O non ha strumenti culturali adeguati.
      Perdonami, l’ho fatta lunga. E non so se la risposta è quella che ti aspettavi.

      • 1) Grazie per la tua risposta, leggerti è stato un piacere e spero ancora di poter parlare con te.
        2) Noi tutti abbiamo impegni, rispondiamo secondo i tempi che la vita ci permette (anche io lavoro tanto), le risposte lunghe sono meditate e sempre da leggere: leggere fa riflettere.
        3) Oggi va di moda “sbaldraccare tutto”, quindi mi ritrovo davanti terra-piattisti, si/no vax, si carne no meglio vegan, lista lunga come i chiodi con cui ti infilavano prima di metterti in croce.
        4) Vero o falso? E via che diventiamo pazzi a leggere libri, a cercare notizie, a spulciare internet, a controllare le fonti, a chiederci chi ha ragione o chi ha torto, chi dice il vero e chi dice il falso.
        Ora come diceva un anziano amico mio, scomparso di recente, la verità sta nel mezzo, si annida all’equatore, su quella piccola linea dove tutto trova un equilibrio.
        Però il mondo attorno a noi è molto cambiato, una volta eravamo più rilassati perché eravamo meno consapevoli. Diventare consapevoli fa aprire gli occhi e tutto diventa dannatamente più complicato.
        Vive meglio l’essere umano che “vive ignorando” o l’essere umano “consapevole e ricercatore”? In queste domande ritroviamo la nostra indole, come interpretiamo la vita, quanto la accettiamo o quanto la combattiamo.
        Nessuno dei due ha ragione o torto, è la società che è profondamente cambiata.
        Prendi una bambola DARUMA, esprimi un desiderio che vuoi realizzare: colora il primo occhio, il secondo occhio lo colorerai quando avrai realizzato il tuo desiderio.
        SPIEGAZIONE: in Giappone si crede molto alla costanza e alla forte determinazione, vuoi il tanto impegno e vuoi un pizzico di dharma, magari si realizza davvero. Magia della legge cosmica o obiettivo raggiunto con le proprie mani? E chi ci dice che la verità non sta nel mezzo?
        Ho preso in esame la bambola daruma perché aderisce perfettamente al problema delle fake news. Sempre un mio saggio amico un giorno (lui rideva tanto) mi disse: “Chi è che decide cosa è vero e cosa è falso? Chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato? Mia cara la storia la scrive sempre chi vince, come un vecchio libro che hai sicuramente in casa. La storia la scrive chi vince, la verità emerge dopo secoli, ma a volte devi anche aspettare millenni, magari perché emergono prove o documenti nuovi seppelliti sotto la sabbia del deserto.”
        E ora in FEDE: chi è chi? E ne siamo davvero sicuri? Nulla è vero e nulla è falso. Argomento su cui matematici e filosofi si potrebbero ammazzare.
        (Se prendi i nostri commenti ti viene fuori un articolo sagace e velenoso, io sono impegnata, ma se tu sei libero puoi usarli a tuo piacimento per fare un articolo con i controcaxxi, so che ne sei capace!)
        https://uploads.disquscdn.com/images/8b6e4b09d424c5bce5bf914ec0d4ca6d755cf1f2994252f44f3d5cfffd8f7f5e.png

  5. E’ strano come un essere senziente, il più dotato di intelligenza e con abilità di gran lunga maggiori di qualsiasi altra specie vivente del pianeta sia arrivato a questo capolinea.
    Creare un sistema che in modo meccanico e subliminale permette di cancellare lentamente ma inesorabilmente la storia della civiltà umana, in modo che -in un futuro non troppo lontano- verrà in pompa magna presentata la “nuova civiltà”, così moderna e intraprendente che non ci sarà più bisogno di ricordare quello che è successo nel passato.
    Useranno parole chiave come modernità, libertà e appunto, nuova civiltà o cose del genere. Tutto diventerà sorpassato e perciò inutile.
    Il trucchetto sta nell’installare nel punto ricevente (le masse) quel pensiero subliminale che provoca quello che alcuni osservatori hanno definito: “avere le memoria del pesce rosso”: Il punto emittente potrà poi ritirarsi dietro le quinte ove di solito alberga.
    E saremo noi a volerlo, a strappare dalle loro mani la nostra voglia di cieca, fasulla e monotona libertà, del nostro essere schiavi di una prigione che ci siamo costruiti, facendo le code per il nuovo Iphone che costerà come tre mensilità machisenefotte, vuoi mettere la figata? Oppure votando per il reality di turno o rincogliendosi di notizie e video usa e getta che se son lunghi più di 10 minuti non li guardo neanche.
    La scuola pubblica privata dei fondi e la scuola privata aiutata con fondi pubblici. Soldi del popolo che si ritrova senza scuole per i figli e paga tasse per le scuole dei figli dei ricchi. Ti pigliano pure per il c*ulo mentre ti fottono. Ci sarebbero innumerevoli altri esempi, che confermerebbero solo la validità del postulato: siamo schiavi e non ce ne rendiamo conto.
    E’ un programma, e ha ramificazioni in molti o tutti i settori della società. E della vita.
    Omologazione. Quando il popolo è orientato si vende meglio. Sono le basi della pubblicità capitalista in America degli anni 60/70, niente di nuovo sotto il sole.
    Solo che loro lo facevano per vendere fagioli in scatola e bibite gassate, questi ci portano verso l’ipnotismo sociale. Guarda caso, la psichiatria ha un ruolo fondamentale in tutto questo.
    Immetti nella massa ipnotizzata un segnale e otterrai una risposta. Gli fai fare quello che vuoi e poi se disobbedisce instilli un altro piccolo segnale, un bip, e lo mandi in guerra, fai sfogare contro altri l’odio che ha verso di te…Si tratta di Pavlov, il padre della psichiatria moderna, mica cotica. Ha fatto gli esperimenti sui cani per poi applicarli agli uomini, se lui è il padre, figuriamoci la madre…

    E’ una cosa successa già molte volte durante la nostra civiltà, non c’era internet ma c’era la religione e il pettegolezzo…. ma questa volta sarà l’ultima.
    Siamo al capolinea.

      • Speriamo. Ma sono stufo che giochino col fuoco mentre ci ritroviamo un’atomica in salotto senza nemmeno volerlo.

          • Hanno capito che la finanza è la cosa che tiene insieme il mondo. Proprio quella dello zio Sam. E li combattono con le loro stesse armi. E noi, le loro colonie, ne siamo infestati, mentre loro mandano miliardi di euro ogni mese alla casa madre, noi siamo strangolati dalle tasse.
            Se ti dicessi che è un mondo pazzo, proprio come un tizio “in cura” dallo psichiatra, mi crederesti?

          • Il denaro come lo intendevamo noi non esiste più.
            Grazie a questa tecnologia finanziaria stanno spingendo masse di esseri umani ad obbedire a regole di mercato, privandoli in pratica del loro denaro e di conseguenza della loro vita, con slogan urlati da ogni propaganda: “Ce lo chiede l’Europa” e altre amenità. Si corre tutta la vita attorno ad una cosa effimera e senza valore, pezzi di carta che vengono regolarmente e costantemente introdotti in una fessura, o transati direttamente in modo elettronico tramite un cartoncino con una striscia nera che criminali usano anche per sminuzzare polvere bianca, dietro la quale si espandono universi mafiosi che hanno ramificazioni in tutto il pianeta. Con quello che a noi serve assolutamente e disperatamente per vivere (e dio sa quanto lo sia) loro giocano come fossero ad un gran casinò di Las Vegas.
            E poi scendiamo al bar sottocasa a farci un caffè, vediamo un tizio che ipnoticamente introduce un’altra banconota anche oggi nella solita slot machine e comprendiamo immediatamente tutto un’altro mondo, da tutto un’altro punto di vista.

          • multilevel in a dystopian world
            Marco Della Luna nei suoi libri di che parla?
            Mentre prendi il caffé vivi il tuo mondo e mentre parli sei sicuro che nessuno ti capirà, tranne una persona che si sta risvegliando. Uno perso e uno risvegliato: un pezzo alla volta, con molta pazienza. Ti ho richiamato altrove, ho chiesto se altri possono pubblicare un post, fammi sapere cosa ne pensi. Alessia

          • Ciao Alessia,
            Ho letto con interesse gli articoli che hai linkato e sopratutto mi sto chiarendo la parola distopia che non conoscevo.
            Uno perso e uno ritrovato è secondo me il meccanismo che potrebbe riportare fuori dal buco (io non uso la parola tunnel, troppo sputtanata).
            Non comprendo completamente cosa intendi con altri se possono pubblicare un post, se intendevi chiedermi di poter condividere il mio la risposta sarebbe naturalmente si.
            A presto.

          • E’ sempre stato così in realta: la moneta, di qualuque tipo essa sia, non ha un valore reale ma solo un valore attribuito, che sia oro, banconote o elettroni non v’è differenza: hai in mano il nulla!

          • E’ tutto basato su di un controvalore di fiducia, almeno teoricamente.
            A mio parere personale è una schiavitù fondata su una truffa, in quanto la “fiducia” alla quale si deve sottoporre il denaro è determinata da pochi, influenti individui e non quella di un popolo che legalmente emette moneta.
            In pratica, ci hanno tolto dalle mani il nostro sistema finanziario ed economico e ci si sono messi loro. Che come puoi vedere dalle banconote che possiedi non sono altro che anonime figure geometriche e architettoniche.

          • Soros dovrebbe bruciare all’inferno per i guai che ci sta causando ma il suo mestiere lo sa fare.
            Apple, imho, è stata scaricata dopo l’apparizione del CEO di Broadcom a Penn.Avenue.
            Infatti si parla dell’acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom (una robina da 130 MILIARDI $).
            Se andrà in porto, per Apple saranno “volatili-per-diabetici” in quando avrà molta meno leva sull’utilizzo (alle sue condizioni preferite) dei dispositivi Qualcomm.

        • Mmyg…sono solo io che sento palpabilmente salire la pressione di quasi otto miliardi di persone che vogliono vivere possibilmente al meglio? Non trovi anche tu che questo sia il problema fondamentale? Non pensi che sia questa la base da cui nasce tutto il resto? O sono solo io a vederlo come la scintilla di una rovina dietro l’angolo…

    • Standing ovations!!!! Anche se non c’è tanto da festeggiare purtroppo…..ma l’analisi è eccellente. Un abbraccio.

  6. Non è strano che il “problema” venga denunciato dalle sinistre allorquando si accorgono di non avere più l’esclusiva sulle fandonie demenziali che hanno sparato per un secolo?
    Adesso che la rete può sputtanare tutte le balle con le quali la merda ha riempito i duri crani dei propri fedeli divoti, adesso non va più bene, adesso occorre intervenire per mettere a tacere le notizie scomode alla dottrina dei maiali rossi. E la scrofa al parlamento guarda caso ha sollevato il polverone.

    • Ma che destra e sinistra, Mon, non ti sei accorto che non esistono più da parecchio? È un’altra favola per menare per il naso la gente. Quella che guarda indietro con una nostalgia che non ha ragione di essere. La contrapposizione rossi neri destra sinistra …ci fa credere di discutere di cose importanti, mentre è solo perdere tempo…i problemi…le minacce al futuro sono ben altre che l’avvento di una destra o di una sinistra al governo….il populismo con le sue ricette facili e mutevoli….è per ora il fenomeno da osservare.

      • Certo, ma è altrettanto facile cadere in un altro banale errore, ossia bollare come populismo tutto ciò che non ci aggrada o si discosta dal nostro ipocrita perbenismo…

        • Ed è altrettanto facile bollare come ipocrita perbenista colui che vede l’inconsistenza di movimenti senza alcuna idea forte , se non quella di seguire la voce della gente che chiede banalità superficiali….seguendo uno che grida forte e fa ridere…per esempio…😋

      • È vero: DX e SX non esistono più da tempo, tuttavia il Mon ha ragione: la SX fonda la sua linea ideologica su buffalone terrificanti e fuor d’ogni senso logico!

        • Boh…io ne vedo sparate da tutte le parti…ovvio che se si guarda solo da una parte…quelle sole si vedono..😁😁😁

          • Si, adesso son solo sparate, infatti io parlo di fondamenta ideologiche: il pensiero socialista poggia su basi illogiche che erano destinate al fallimento e che puntualmente hanno fallito! Pensare che con la fiscalità generale si possa mantenere un sistema di welfare è pura utopia e lo stiamo vedendo a livello globale; anche nei paesi presi a modello come quelli scandinavi. E questo è solo un semplice esempio, tutto il castello ideologico sinistro è fallimentare.

      • Enrichetta, a me va pure bene che non ci sia più dx o sx, ma preferisco avere un governo della Lega ad uno del PD…, quindi, perchè non voti la lega?

    • A volte ( raramente :-D) raggiungi l’Olimpo! Quando di sgancerai dalla fuffa del voto diventerai il mio dio..-:D 😀 😀

    • Non è vero. Il problema della rete, come diffonditrice di notizie fasulle, esiste e perc contrastarlo si è invocata l’opera educativa. Se volevano tacitare il web avrebbero parlato di censura….
      Certo che quando si vuole infangare l’avversario,ogni scusa è buona…anche distorcere la realtà…. con maliziose ipotesi…😋

  7. Il controllo delle informazioni è strategico anche più delle armi nucleari.
    L’utilizzo di queste ultime è, in fin dei conti, un’extrema ratio e infatti non sono altro che un deterrente.
    Ma il controllo delle informazioni è ASSAI più importante.

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